Dove sta amore

WHERE LIES LOVE

Dove sta amore
Where lies love
Dove sta amore
Here lies love
The ring dove love
In lyrical delight
Hear love’s hillsong
Love’s true willsong
Love’s low plainsong
To sweet painsong
In passages of night
Dove sta amore
Here lies love
The ring dove love
Dove sta amore
Here lies love

§

Dove sta amore
Dove giace amore
Dove sta amore
Qui giace amore
La tortora-amore
In lirico deliquio
Ascolta il canto dei monti dell’amore
Il vero canto della volontà dell’amore
Il sommesso canto delle pianure dell’amore
Troppo dolce canto di dolore
Nei vicoli della notte
Dove sta amore
Qui giace amore
La tortora-amore
Dove sta amore
Qui giace amore

LAWRENCE FERLINGHETTI

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Published in: on giugno 24, 2017 at 07:47  Comments (3)  

La lunga strada

THE LONG STREET

The long street
which is the street of the world
passes around the world
filled with all the people of the world
not to mention all the voices
of all the people
that ever existed
Lovers and weepers
virgins and sleepers
spaghetti salesmen and sandwichmen
milkmen and orators
boneless bankers
brittle housewives
sheathed in nylon snobberies
deserts of advertising men
herds of high school fillies
crowds of collegians
all talking and talking
and walking around
or hanging out windows
to see what’s doing
out in the world
where everything happens
sooner or later
if it happens at all
And the long street
which is the longest street
in all the world
but which isn’t as long
as it seems
passes on
thru all the cities and all the scenes
down every alley
up every boulevard
thru every crossroads
thru red lights and green lights
cities in sunlight
continents in rain
hungry Hong Kongs
untillable Tuscaloosas
Oaklands of the soul
Dublands of the imagination
And the long street
rolls on around
like an enormous choochoo train
chugging around the world
with its bawling passengers
and babies and picnic baskets
and cats and dogs
and all of them wondering
just who is up
in the cab ahead
driving the train
if anybody
the train which runs around the world
like a world going round
all of them wondering
just what is up
if anything
and some of them leaning out
and peering ahead
and trying to catch
a look at the driver
in his one-eye cab
trying to see him
to glimpse his fave
to catch his eye
as they whirl around a bend
but they never do
although once in a while
it looks as if
they’re going to
And the street goes bowling on
with its windows reaching up
its windows the windows
of all the buildings
in all the streets of the world
bowling along
thru the light of the world
thru the night of the world
with lanterns at crossings
lost lights flashing
crowds at carnivals
nightwood circuses
whorehouses and parliaments
forgotten fountains
cellar doors and unfound doors
figures in lamplight
pale idols dancing
as the world rocks on
But now we come
to the lonely part of the street
that goes around
the lonely part of the world
And this is not the place
that you change trains
for the Brighton Beach Express
This is not the place
that you do anything
This is the part of the world
where nothing’s doing
where no one’s doing
anything
where nobody’s anywhere
nobody nowhere
except yourself
not even a mirror
to make you two
not a soul
except your own
maybe
and even that
not there
maybe
or not yours
maybe
because you’re what’s called
dead
you’ve reached your station.

.
Descend
§
.
Strada…
Lunga strada
strada del mondo
piena fino in fondo
delle voci del mondo
e a rifletterci, in fondo
anche le voci
di tempi andati: felici
infelici, di vergini di amanti
ingegneri, commercianti
lattai, banchieri, possidenti
massaie pimpanti
pubblicitari e studenti
che parlano parlano e avanti
parlando vanno avanti
sempre avanzanti, e fra i tanti
c’è chi davanti a una finestra si blocca
e scocca sguardi sul mondo
cerca di vedere a fondo
che cosa mai, così in tondo
anzi in un gran girotondo
succede, se succede qualcosa a questo mondo.
Ecco la lunga strada
ch’è la più lunga del mondo
ma non così lunga, in fondo
come pensi… dove pensi che vada?
Va per tutti i paesi e le città
i viali e i boulevards; va
con luce verde o rossa
passa per continenti e villaggi
piogge scroscianti e tramonti
Hong Kong, langhe affamate, paesaggi
di Oakland e dei suoi ponti
Roma fatata, Berlino dei miraggi,
Dublino che non c’è mai stata:
ecco la lunga strada andare
girare intorno al mondo
un treno enorme
informe, gonfio, di fatti
passeggeri bambini
cestini per il pic nic, gatti
e cani e tutti pensano (sic)
chi guida nella prima vettura
che cosa sta succedendo
che c’è nella vettura del comando
e c’è chi addirittura
si affaccia spenzolando
cercando di vedere
ad una curva, il guidatore, che faccia potrà avere
che occhi: ma tant’è…
Nessuno, nessun viaggiatore lo può vedere
anche se si ha netta l’illusione
di una rapida visione
in qualche curva più stretta.
Ecco che la strada si inerpica, rampica
Il treno coi vetri tutti alzati,
serrati, ora, i vetri gli atri
le porte degli abitati
i viali morti del mondo
finestre, palestre, strade
ecco, strade, questa sera del mondo
lampade in tutte le contrade, fanali
luci smorzate
su folle radunate in carnevali,
guizzi, flashes dai finestrini
circhi, soglie disabitate
cantine fontane casini
sfocati lumini per figurine
allacciate danzanti
e ancora mondi, trenini
che stantuffano e sbuffano avanti.
Poi, sì, eccoci, entriamo
nel vicolo fondo, in cui, sappiamo,
svaria la strada, la parte solitaria
della strada e del mondo.
Qui non è permesso
cambiare treno, non possiamo
passare sull’Orient-Express
No, dobbiamo
andare semplicemente fino in fondo
perché questa è la parte di strada di mondo
che non consente
niente, solo che si vada.
ma bada…..da nessuna parte.
Ecco si parte
e non c’è più nessuno
in treno con te, sei uno
non hai nemmeno un vecchio specchio che
faccia due te, non la minima presenza
senza un’anima, o meglio, solo la tua
ma cos’è…….è già la stazione
sei già a destinazione
sei già in porto, spenti
i motori li senti
su andiamo, fuori
sei esanime
muori, quindi coraggio fuori.
Che hai, che ti prende
Sì, sei morto
Non te ne sei accorto?
.
Alt! Signori si scende.
.
LAWRENCE FERLINGHETTI       (traduzione di Vittorio Gassman)
Published in: on aprile 23, 2016 at 07:14  Comments (1)  

Cristo è smontato

CHRIST CLIMBED DOWN

Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
there were no rootless Christmas trees
hung with candycanes and breakable stars
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
there were no gilded Christmas trees
and no tinsel Christmas trees
and no tinfoil Christmas trees
and no pink plastic Christmas trees
and no gold Christmas trees
and no black Christmas trees
and no powderblue Christmas trees
hung with electric candles
and encircled by tin electric trains
and clever cornball relatives
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no intrepid Bible salesmen
covered the territory
in two-tone cadillacs
and where no Sears Roebuck creches
complete with plastic babe in manger
arrived by parcel post
the babe by special delivery
and where no televised Wise Men
praised the Lord Calvert Whiskey
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no fat handshaking stranger
in a red flannel suit
and a fake white beard
went around passing himself off
as some sort of North Pole saint
crossing the desert to Bethlehem
Pennsylvania
in a Volkswagon sled
drawn by rollicking Adirondack reindeer
with German names
and bearing sacks of Humble Gifts
from Saks Fifth Avenue
for everybody’s imagined Christ child
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and ran away to where
no Bing Crosby carollers
groaned of a tight Christmas
and where no Radio City angels
iceskated wingless
thru a winter wonderland
into a jinglebell heaven
daily at 8:30
with Midnight Mass matinees
Christ climbed down
from His bare Tree
this year
and softly stole away into
some anonymous Mary’s womb again
where in the darkest night
of everybody’s anonymous soul
He awaits again
an unimaginable and impossibly
Immaculate Reconception
the very craziest
of Second Comings

§

Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano alberi di Natale senza radici
con appesi dolcetti e fragili stelle
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano alberi di Natale dorati
nè alberi di Natale di lustrini
nè alberi di Natale di stagnola
nè alberi di Natale di plastica rosa
nè alberi di Natale d’oro
nè alberi di Natale neri
nè alberi di Natale blu cobalto
con appese candele elettriche
e circondati da trenini elettrici di stagno
e da stucchevoli parenti sapientoni
Cristo è smontato

dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano zone di competenza
di intrepidi venditori di Bibbie
con cadillac bicolori
e dove nessun presepe da grande magazzino
completo di bambino in plastica nella mangiatoia
arrivava come pacco postale
il bambino per raccomandata
e dove in tv non si trasmettevano i Re Magi
che lodano il whisky Lord Calvert
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
nessuno sconosciuto ciccione maniaco-del-dare-la-mano
con un vestito rosso di flanella
e la barba bianca finta
se ne andava in giro spacciandosi
per una specie di santo del Polo Nord
che attraversa il deserto fino a Betlemme
nella Pennsylvania
su una slitta Volkswagen
trainata da gioviali renne degli Adirondack
dai nomi tedeschi
e che porta sacchi di Umili Doni
da Saks della Fifth Avenue
per l’immaginato Cristo bambino di tutti quanti
Cristo è smontato
dal Suo Legno nudo
quest’anno
ed è scappato in un posto dove
non c’erano cantori alla Bing Crosby
che mugolavano di uno stanco Natale
e dove nessun angelo di Radio City
pattinava senza ali sul ghiaccio
attraverso un paese invernale delle meraviglie
fino a un paradiso alla jinglebell
ogni giorno alle 8 e mezza
con matinèe della Messa di Mezzanotte
Cristo è smontato
dal suo Legno Nudo
quest’anno
e piano piano s’è infilato di nuovo via
in un anonimo ventre di Maria
dove nella più tenebrosa notte
dell’anonima anima di tutti quanti
Egli di nuovo attende
un’inimmaginabile
e impossibilmente
Immacolata Riconcezione
in assoluto il più folle
dei Secondi Avventi.

LAWRENCE FERLINGHETTI

Published in: on settembre 7, 2015 at 07:47  Comments (3)  

Il negoziodellecaramelledaunsoldo oltre la sopraelevata

THE PENNYCANDYSTORE BEYOND THE EL

The pennycandystore beyond the El

is where I first
fell in love
with unreality
Jellybeans glowed in the semi-gloom
of that september afternoon
A cat upon the counter moved among
the licorice sticks
and tootsie rolls
and Oh Boy Gum
Outside the leaves were falling as they died
A wind had blown away the sun
A girl ran in
Her hair was rainy
Her breasts were breathless in the little room
Outside the leaves were falling
and they cried
Too soon! too soon!

§

Il negoziodellecaramelledaunsoldo oltre la sopraelevata
è dove per la prima volta
mi sono innamorato
dell’irrealtà
Le gelatine di frutta luccicavano nella penombra
di quel pomeriggio settembrino
Un gatto sul bancone si muoveva tra
bastoncini di liquerizia
e toffee al cioccolato
e Gomme Oh Boy
Fuori le foglie cadevano man mano che morivano
Il vento aveva spazzato via il sole
Una ragazza entrò trafelata
Aveva i capelli fradici di pioggia
Il seno senza fiato nella stanzetta
Fuori le foglie cadevano
e gridavano piangendo
Troppo presto! Troppo presto!

LAWRENCE FERLINGHETTI

Published in: on marzo 29, 2015 at 07:30  Comments (4)  

Nei boschi dove molti fiumi scorrono

IN WOODS WHERE MANY RIVERS RUN

In woods where many rivers run
among the unbent hills
and fields of our childhood
where ricks and rainbows mix in memory
although our ‘fields’ were streets
I see again those myriad mornings rise
when every living thing
cast its shadow in eternity
and all day long the light
like early morning
with its sharp shadows shadowing
a paradise
that I had hardly dreamed of
nor hardly knew to think
of this unshaved today
with its derisive rooks
that rise above dry trees
and caw and cry
and question every other
spring and thing

§

Nei boschi dove molti fiumi scorrono
tra le colline non sottomesse
e i campi della nostra infanzia
dove covoni e arcobaleni si fondono nel ricordo
anche se i nostri «campi» erano strade
rivedo ancora sorgere quelle miriadi di mattine
in cui ogni cosa vivente
proiettava la propria ombra nell’eternità
e per tutto il giorno la luce
come di primo mattino
con quelle sue ombre nette che adombravano
un paradiso
che mi ero a malapena sognato
e a malapena sapevo pensare
a quest’oggi dalla barba incolta
con i suoi corvi beffardi
che prendono il volo da alberi secchi
e gracchiano e stridono
e mettono in dubbio ogni altra
primavera e cosa

LAWRENCE FERLINGHETTI

Published in: on ottobre 29, 2014 at 07:49  Comments (5)  

Il mondo è un gran bel posto

THE WORLD IS A BEAUTIFUL PLACE

The world is a beautiful place

to be born into
if you don’t mind happiness
not always being
so very much fun
if you don’t mind a touch of hell
now and then
just when everything is fine
because even in heaven
they don’t sing
all the time
The world is a beautiful place
to be born into
if you don’t mind some people dying
all the time
or maybe only starving
some of the time
which isn’t half so bad
if it isn’t you
Oh the world is a beautiful place
to be born into
if you don’t much mind
a few dead minds
in the higher places
or a bomb or two
now and then
in your upturned faces
or such other improprieties
as our Name Brand society
is prey to
with its men of distinction
and its men of extinction
and its priests
and other patrolmen
and its various segregations
and congressional investigations
and other constipations
that our fool flesh
is heir to
Yes the world is the best place of all
for a lot of such things as
making the fun scene
and making the love scene
and making the sad scene
and singing low songs and having inspirations
and walking around
looking at everything
and smelling flowers
and goosing statues
and even thinking
and kissing people
and making babies and wearing pants
and waving hats and
dancing
and going swimming in rivers
on picnics
in the middle of the summer
and just generally
‘living it up’
Yes but then right in the middle of it
comes the smiling
mortician
.
§
.
Il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio che la felicità
non sia sempre
poi tutto ‘sto spasso
se non vi dà fastidio un pizzico di inferno
di tanto in tanto
proprio quando tutto fila liscio
perchè perfino in paradiso
non stanno sempre lì
a cantareIl mondo è un gran bel posto
per nascerci
se  non vi dà fastidio che la gente muoia
di continuo
o magari stia solo morendo di fame
ogni tanto
il che non è poi così grave
se non si tratta di voiOh il mondo è un gran bel posto
per nascerci
se non vi dà fastidio più di tanto
qualche mente morta
tra gli alti papaveri
o un paio di bombe
di tanto in tanto
sulle vostre facce rivolte all’insù
o altre consimili sconvenienze
di cui la nostra società Marchio Aziendale
è preda
con i suoi uomini distinti
e i suoi uomini estinti
e i suoi preti
e gli altri vigilantes
e le sue svariate segregazioni
e le investigazioni parlamentari
e le altre stitichezze
di cui la nostra carne cogliona
è eredeSì il mondo è il miglior posto di tutti
per un sacco di cose tipo
prendere parte alla scena d’amore
e prendere parte alla scena lacrimosa
e cantare canzoni sommesse e avere ispirazioni
e passeggiare
guardando tutto
e sentendo il profumo dei fiori
e toccando il culo alle statue
e perfino per pensare
e baciare le persone e
per fare bambini e portare i calzoni
e salutare sventolando il cappello e
per ballare
e andare a nuotare nei fiumi
o a fare picnic
in piena estate
e in generale proprio per
“spassarsela”


ma poi proprio sul più bello
arriva sorridente
il becchino

LAWRENCE FERLINGHETTI
Published in: on marzo 16, 2014 at 07:28  Comments (3)  

Le donne di Sorolla

SOROLLA’S WOMEN

Sorolla’s women in their picture hats
stretched upon his canvas beaches
beguiled the Spanish
Impressionists
And were they fraudulent pictures
of the world
the way the light played on them
creating illusions
of love?
I cannot help but think
that their “reality”
was almost as real as
my memory of today
when the last sun hung on the hills
and I heard the day falling
like the gulls that fell
almost to land
while the last picnickers lay
and loved in the blowing yellow broom
resisted and resisting
tearing themselves apart
again
again
until the last hot hung climax
which could at last no longer be resisted
made them moan
And night’s trees stood up.

§

Le donne di Sorolla dagli elegantissimi cappelli
sdraiate sulle sue spiagge di tela
incantavano gli impressionisti
spagnoli
Ed erano ritratti fraudolenti
del mondo
per il modo in cui la luce giocava su di loro
creando illusioni
d’amore?
Non riesco a non pensare
che la loro “realtà”
fosse quasi altrettanto reale
del mio ricordo di oggi
quando l’ultimo sole stava sospeso sulle colline
e io sentivo il giorno precipitare
come i gabbiani che si tuffavano
fino quasi a terra
mentre gli ultimi gitanti si sdraiavano
e si amavano nel giallo delle ginestre ventose
trovando resistenza e resistendo
straziandosi
ancora
e ancora
finchè l’ultimo rovente climax sospeso
a cui alla fine non era più possibile resistere
li faceva gemere
E gli alberi della notte si alzavano

LAWRENCE FERLINGHETTI

Published in: on aprile 1, 2013 at 07:08  Comments (2)