Ascoltando il silenzio

Ti svegli un mattino e t’accorgi ch’è finita l’estate,
però ancora cerchi il calore smarrito,
ti senti uomo con membra avvizzite,
la stanchezza del giorno t’attende.
Il colore del mondo ha cambiato il suo fascino,
le giornate più corte silenziosamente
avanzano, come guardinghe.

Il sole ormai trascorre il suo tempo
arrossando le spiagge, toglie il gusto
del nuoto solingo.
Tutto il mondo rispetta il mutare,
anche gli alberi soffrono la nuova luce.
Un silenzio lontano che prendeva la via del cuore,
ora tace, improvvisamente sfiorito.

Dalla vuota finestra, ascoltando il silenzio,
mi accosto attendendo un nuovo sussulto, di vita,
di gioia. Vedo solo colline, alberi che ingialliscono,
il fiume che passa mi canta felice, l’acqua muove
veloce verso il mare, limpida come l’anima di un bimbo.

Io stracciata la veste notturna, l’inquietudine
mi afferra le membra, solo lei
mi può dare certezza di un amore pulito.
La mia donna, capelli disciolti mi attende con
Il corpo proteso al’incontro, ed allora
l’incanto si avvera, ci sarà qualcuno sul letto
abbracciato ad una donna.
Dalla buia finestra, uscirà un gemito forte,
facendo vibrare il silenzio.

Marcello Plavier

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Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:42  Comments (3)  

Cose tue

Della tua voce posso dire che è bella,
che fa tremare penetrando
lacerandomi come foglia
portandomi al delirio

Quanto devo sapere
della tua pelle e del tuo corpo
so soltanto che sono cose tue
così io non ho nè pace nè sonno nè riposo
fino a che non saranno mie

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 25, 2018 at 07:13  Comments (4)  

La parola

Riesce là dove
null’altro giunge
consapevolmente s’introduce
nell’essenza del poeta
mormorata
come acqua
frusciante sotto i ponti
si espande nell’aria
come riflessione
emozione pura
superando ogni pregiudizio
scandaglio nell’animo
del poeta coinvolgendolo
con l’unico elemento
di calore e gioia così trasmesso
avendo l’immaginazione
oltremodo sollecitata
anche chi non frequenta
mareggiate nevicate
amori disperati
tratteggia nella poesia
come tutto vissuto.
La poesia è lava che scaturisce
Impetuosa e irrefrenabile
duplica il tempo come sogno
vivendolo così nel domani.
Con la parola.

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 7, 2018 at 07:35  Comments (2)  

Aspettando la vita

La luna sull’asfalto
fa un lago di luce silenziosa
l’uomo antico ha il suo fiume
che l’aspetta di giorno
e la notte attende la donna
che un giorno fu sua

l’uomo antico soppesa i pensieri
affacciandosi al bordo del lago
in attesa di evento lontano
è quasi urlo la sua faccia distorta
è muto nel suo gridare

nell’alone lunare un viso
appare improvviso
è il ricordo di ore passate
di gioie vissute
è la donna che tanto s’ attende
ma la donna non parla

l’uomo antico in ginocchio
si protende quasi afferra il ricordo
ma la donna sorride
gli prende la mano
lo trascina nel lago
nuova vita lo attende

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 26, 2017 at 07:27  Comments (2)  

Finestra

Quante cose l’uomo antico
osserva dalla finestra
scruta lontano
osservando l’infinità dell’etere
costellazioni scintillanti
soli e lune lo attraggono
imprigionato da leggi
che non hanno tempo
contemplando
scorda la sua reale età
la sua vita è sospiro di ragazzo
tremante nel vuoto dell’eternità
tende le sue mani verso il mondo
cercando di afferrare
la pace restaurante il suo soffrire
sente che una donna l’attende
ora fermo alla finestra
vive nel ricordo di un docile corpo
di carezze appaganti
di gioie esplosive e dolci affanni
di vita che torna

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 2, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Alieno vivo

Giunto da un mondo lontano,
intrappolato in un corpo non mio,
in aria pesante che non m’appartiene,
esiliato nel mio incognito destino.
perché colpevole di voler camminare,
reo di sapermi nutrire dei miei pensieri,
ho colto questa via,
questo mondo da amare e odiare.
Ho provato, illuso argonauta,
a frugare velli e crivelli
a scostare fondali quotidiani
di teatrini di pupi,
alla ricerca umiliata
della mia nobiltà.
Ho scoperto che il vuoto,
prerogativa interstellare,
ha altri mille luoghi terrestri
dove poterlo ritrovare,
Ed Alieno disperato ed offeso,
ritorno lassù a setacciare
sincera polvere di stelle
nella culla dell’universo infinito
per trovare
la mia pepita di verità.

Marcello Plavier e Flavio Zago

Published in: on novembre 1, 2017 at 07:35  Comments (1)  

Il piacere

 

Fuori dal mio stare
quanto penso

Il piacere che sogno
è vero piacere
quello che immagino
lui lo diventa

Se con il pensiero
insisto nel crederlo
lui diventa unico
tanto io lo creo
quanto in me
penso di creare
Misteriosi sogni
anticipano il mio
scrutare l’anonimo futuro
E’ temendo il futuro
che noi lo indaghiamo
Labbra viola di vino
tenere guance fra le rose
nudi avambracci
abbandonati in grembo
aiutano chi non vuole altro
che il fluire del piacere.

Marcello Plavier

Published in: on ottobre 18, 2017 at 07:45  Comments (2)  

Ansietà

Perchè, ansietà
quando tu appari
dopo lunghe cupe
frenesie d’attesa?
Solo gioia, dovrebbe
portare il tuo arrivo
al nostro incontrare
corpo con corpo
acqua con acqua
oltre i confini del tempo,
a correre insieme
tra nuove sponde
giorni che potrebbero
per noi essere i più felici
e in abbraccio placare
il nostro affanno di carne
nel tuo corpo destino

Marcello Plavier

Published in: on settembre 30, 2017 at 06:52  Comments (2)  

Quante cose s’accalcano

e vociano alte nel cielo
la mia mente è desta da
questo vocìo ed il pensiero
desidera fare parte del gioco.
I sogni fluttuano
nella corrente del vago
le braccia cercano d’abbracciare
mentre risposte non giungono
attraverso il deserto dell’oscurità
Mi sento pellegrino senza lume
attratto da poemi d’amore
uccisa l’anima in un tramonto
carico di malinconia
vorrei vederla ancora
laggiù dove la fine ed il
principio di ogni cosa s’incontrano
ora lascio il mio vestire cencioso
di uomo antico
nelle bettole lungo la vecchia strada
Il nostro incontro non ebbe inizio
è nuovo ogni mattina
come un fresco fiore

Marcello Plavier

Published in: on settembre 18, 2017 at 06:53  Comments (4)  

Ti aspetto

Ti aspetto con un essere
che non attende gli altri;
solo per te c’è spazio
là dove io t’aspetto;
uccelli e nuvole,
non si sbagliano
vanno in alto,
sulla cima degli alberi,
all’apice di una torre
perché è dove si consuma
ogni amore gioioso,
ritrovi solitari
per la carne e per le ali.

Marcello Plavier

Published in: on giugno 19, 2017 at 07:23  Comments (3)