Pranzare solo

È freddo, pranzo di erbe due uova
un sorso di vino, un poco di pane
alla finestra curioso il sole mi appare
nella stanza il chiarore si spande

tranquillo, distrattamente mangio,
solo, mi fa compagnia il pensiero
di lei, chissà cosa fa, ora,
lontana, in questo momento

Ancora si sente un canto d’uccello
il sole è amico per dare allegria
il merlo compagno di tante mattine
bussa al vetro della mia cucina
mi ricorda che ha fame, che vuole mangiare.

Sento freddo ed un gran sorso di vino
mi scalda le vene. Nella quiete del giorno
penso alle donne, quante, che pranzano
sole, senza darmi un cenno d’amore,
è certezza assordante che mi fa trasalire
non importa, mi parlo da solo.

E’ bosco in silenzio l’ora di pranzo,
per ogni pianta che si parla da sola
è voce e ascolto di foglie a stormire.
Un riverbero amico mi scuote,
è luce l’aroma di un buon caffè
e ritorno normale, in pace con me.

Marcello Plavier

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Published in: on giugno 3, 2018 at 07:15  Comments (1)  

Emozioni

Fra lenzuola candide
Brucare la tua erba
Per poi viaggiare insieme
Col magico tappeto
Nell’universo del piacere

Marcello Plavier

Published in: on maggio 21, 2018 at 07:32  Comments (1)  

Trastullo

Quante volte il fiume ha rotto gli argini
spazzando inesorabile tutto il raccolto
Quante volte notti urlanti di tempesta
hanno spento il fuoco di ogni mio lume
Quante volte oscuri dubbi affastellati
hanno cancellato le mie stelle in cielo
Questo non è trastullo
non è semplice gioco
tra di noi amore mio
così, ora che lamento e disperazione
hanno lacerato a sangue il mio cielo
cosciente accolgo i colpi odiosi
inferti dal tuo amore
ma non la fredda apatia
di una morte.

Marcello Plavier

Published in: on maggio 2, 2018 at 07:05  Lascia un commento  

Cercare di capire

Io vagabondo
ho voglia di volare
cammino per strade scoscese
per valli e per monti
per raggiungere
il conoscere
il sapere

Credevo di avere capito
la vita e il mondo che la circonda
ma fu sufficiente
un cenno una parola
e capii che non ero ancora
riuscito a capire

Continuo a camminare
contro il vento verso il sole
e riflettendo mi è
bastato per capire che non è
necessario sapere

Capire che il giorno e la notte
fanno parte di un unico mondo
mentre la conoscenza è
come scalare una montagna
e che il tempo non è
sufficiente per raggiungerne la vetta

Quando il vespro cala
mi allungo sul mio giaciglio
e come esule in questo mondo
assommo i miei pensieri
invito le ombre parlando loro
nell’attesa dell’oblio
nell’attesa di capire

Marcello Plavier

Published in: on aprile 14, 2018 at 07:17  Lascia un commento  

E domani al risveglio,
la vita vergine
userà un solo
monosillabo:

e vibrerà così
il timpano del mondo

Marcello Plavier

Published in: on aprile 1, 2018 at 06:56  Lascia un commento  

Viaggiando

mi sarebbe piaciuto
avere un bacio di scorta
per le ore di fame

mi sarebbe piaciuto
avere le tue parole
per farmi compagnia

mi sarebbe piaciuto
possedere li tuo sguardo
che illumina la via
ma non ho chiesto
tutto ciò

perchè nel mio cuore
tu sei sovrana e nulla
di più mi sarebbe piaciuto

Marcello Plavier

Published in: on marzo 14, 2018 at 07:49  Comments (1)  

Ascoltando il silenzio

Ti svegli un mattino e t’accorgi ch’è finita l’estate,
però ancora cerchi il calore smarrito,
ti senti uomo con membra avvizzite,
la stanchezza del giorno t’attende.
Il colore del mondo ha cambiato il suo fascino,
le giornate più corte silenziosamente
avanzano, come guardinghe.

Il sole ormai trascorre il suo tempo
arrossando le spiagge, toglie il gusto
del nuoto solingo.
Tutto il mondo rispetta il mutare,
anche gli alberi soffrono la nuova luce.
Un silenzio lontano che prendeva la via del cuore,
ora tace, improvvisamente sfiorito.

Dalla vuota finestra, ascoltando il silenzio,
mi accosto attendendo un nuovo sussulto, di vita,
di gioia. Vedo solo colline, alberi che ingialliscono,
il fiume che passa mi canta felice, l’acqua muove
veloce verso il mare, limpida come l’anima di un bimbo.

Io stracciata la veste notturna, l’inquietudine
mi afferra le membra, solo lei
mi può dare certezza di un amore pulito.
La mia donna, capelli disciolti mi attende con
Il corpo proteso al’incontro, ed allora
l’incanto si avvera, ci sarà qualcuno sul letto
abbracciato ad una donna.
Dalla buia finestra, uscirà un gemito forte,
facendo vibrare il silenzio.

Marcello Plavier

Published in: on febbraio 12, 2018 at 07:42  Comments (3)  

Cose tue

Della tua voce posso dire che è bella,
che fa tremare penetrando
lacerandomi come foglia
portandomi al delirio

Quanto devo sapere
della tua pelle e del tuo corpo
so soltanto che sono cose tue
così io non ho nè pace nè sonno nè riposo
fino a che non saranno mie

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 25, 2018 at 07:13  Comments (4)  

La parola

Riesce là dove
null’altro giunge
consapevolmente s’introduce
nell’essenza del poeta
mormorata
come acqua
frusciante sotto i ponti
si espande nell’aria
come riflessione
emozione pura
superando ogni pregiudizio
scandaglio nell’animo
del poeta coinvolgendolo
con l’unico elemento
di calore e gioia così trasmesso
avendo l’immaginazione
oltremodo sollecitata
anche chi non frequenta
mareggiate nevicate
amori disperati
tratteggia nella poesia
come tutto vissuto.
La poesia è lava che scaturisce
Impetuosa e irrefrenabile
duplica il tempo come sogno
vivendolo così nel domani.
Con la parola.

Marcello Plavier

Published in: on gennaio 7, 2018 at 07:35  Comments (2)  

Aspettando la vita

La luna sull’asfalto
fa un lago di luce silenziosa
l’uomo antico ha il suo fiume
che l’aspetta di giorno
e la notte attende la donna
che un giorno fu sua

l’uomo antico soppesa i pensieri
affacciandosi al bordo del lago
in attesa di evento lontano
è quasi urlo la sua faccia distorta
è muto nel suo gridare

nell’alone lunare un viso
appare improvviso
è il ricordo di ore passate
di gioie vissute
è la donna che tanto s’ attende
ma la donna non parla

l’uomo antico in ginocchio
si protende quasi afferra il ricordo
ma la donna sorride
gli prende la mano
lo trascina nel lago
nuova vita lo attende

Marcello Plavier

Published in: on dicembre 26, 2017 at 07:27  Comments (2)