Il viaggio del sole

Ebbe il figlio d’Iperione ogni tempo

senza una tregua

il suo luminoso travaglio.

E già rinfiora pel cielo sbiancato

dalle dita di rose l’Aurora.

Il flutto nella cuna di fin’oro

martellato da Efesto,

lo porta a palmo d’acqua

frusciando mentre dorme

fino agli Etiopi dalle terre del Vespero.

Là al cocchio attaccati

i cavalli voraci e l’immenso.

E qui giunga vispa l’Aurora

e breve sorrida

che già appare su in alto

 

MIMNERMO

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Published in: on maggio 2, 2016 at 07:38  Comments (4)  

Senza dell’aurea Venere

Senza dell’aurea Venere
Che cosa è mai la vita?
Senza di lei finita
Io la vorrei per me.

Finita senza il gaudio,
Ond’ella allieta i cori,
Finita senza i fiori,
Ch’offre la gioventù.
Coglierli donne ed uomini
Ponno, ma se vecchiezza
Sorviene all’uom, tristezza
E duol gli scende al cor.
Del sol fulgente i radii
Più non gli dàn diletto;
A tutti egli è in dispetto
Nella cadente età.
Fanciulli e donne il fuggono,
Nè più gli fanno onore;
Contesta di dolor
Vecchiezza Giove fe’.

MIMNERMO

Published in: on luglio 5, 2015 at 07:04  Comments (3)  

I fiori della giovinezza

Che vita c’è, che gioia senza Afrodite dorata?
Giunga la morte, quando non avrò più nel cuore
l’amore che si cela e i doni di miele ed il letto,
fiori della giovinezza che vanno colti subito
per gli uomini e le donne: ma quando giunge penosa
la vecchiaia, che rende brutto e sgradito l’uomo,
sempre gli rode il cuore un tarlo d’oscuri tormenti,
nè guarda più con gioia verso i raggi del sole,
ma i ragazzi lo scansano, ne hanno disprezzo le donne:
tanta gravezza diede alla vecchiaia un dio.

MIMNERMO

Published in: on maggio 16, 2014 at 07:03  Comments (6)  

Ma poco dura

Ma poco dura, breve come un sogno,
la gioventù preziosa: a un tratto incombe
sul capo la vecchiezza uggiosa e brutta,
che odioso e indegno e ignobile fa l’uomo
gli occhi avvolgendo e offuscando la mente.

MIMNERMO

Published in: on ottobre 4, 2012 at 07:24  Comments (2)  

Simili alle foglie

Noi, quali foglie che produce il tempo

di primavera tepida e ridente,

quando crescono presto sotto il sole,

noi similmente, per un tempo assai

breve, godiamo il fiore della vita,

non ricevendo dagli Dei nè bene

nè male. Stanno accanto a noi le Parche:

l’una tiene il destino, fra le mani,

della vecchiaia, l’altra, della morte.

Triste la sorte della stirpe umana.

Dura la giovinezza quanto dura

il giorno in terra. Allor che sopraggiunge

la fine della bella età, per l’uomo

meglio morire che restare in vita.

Molte sciagure affliggono i mortali

in questo mondo. L’uno perde i beni,

causa, questa, di pene e di miseria;

l’altro piange la morte dei figliuoli,

e sentendone molto la mancanza,

con gran dolore scende sotto terra;

altri da grave morbo è logorato.

Sulla terra non vi è persona alcuna

a cui Giove non mandi molti mali.



MIMNERMO