Un sito per tutti

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(… di pace, che sia virtuale o reale)

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S’apre in un quadro oltre noi
un tutto di storie e non storie,
fra le morbide curve soffiate
di tutto si sente il profumo.

Profumo soave,
che giunge dal cielo,
con occhi lo vedi
con labbra lo gusti…
il senso lo fiuta
lo accoglie capace.

S’apre. Col click d’un istante
col battere d’un ciglio stanco
ma s’apre e solleva colori
non stinge e largisce calore.

Profumo soave,
che giunge dal cielo,
con mano lo crei
con voce lo canti…
il senso lo sposa
ne accentua l’incanto.

S’apre… quando l’apriamo
quel tutto in cui ci perdiamo
assorti in franche scritture
di tanti proviamo l’aroma.

Aroma soave
che giunge dal cielo,
nevata che scalda
di petali rossi…
l’ardore lo fuma
come fosse tabacco…

o droga soltanto per le nostre emozioni.

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Daniela Procida

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Published in: on maggio 2, 2017 at 07:04  Comments (7)  

Omaggio all’asinello di un agriturismo

Non posso lasciarti senza voce
in una stalla d’un agriturismo.
Non t’avessi quella sera conosciuto, potrei.
Non avessi guadato il tuo languore
nell’attendere il buio e la luce,
allora forse potrei.
Con te ho respirato gli acri olezzi del tuo ostello
perchè mi s’afferrasse percezione,
a te ho confidato il mio intimo verso
che l’uomo è il più bestiale tra le bestie.
E sei rimasto fisso, impensierito,
indifferente come all’avventore
che stampa pacche sulla tua groppa
come promesse a cui neanche pensa,
per poi andar via
e allontanarsi tappandosi le “nobili” narici.
Non ti prometto ciò che non posseggo,
della libertà non sono che utopica erede,
illegittima fruitrice,
nel dimenticar talvolta la mia cattività.
Non t’ho sfiorato per far di te una foto,
non mi sono espressa per dirti “non capisci”,
ho taciuto sperando mi sentissi,
sperando ammarassi nel reciproco rispetto,
nell’acque chete della nostra comprensione.
Eri come in un presepe, abulica statuina di creta,
quand’è bastata una mia lacrima
a scalfire la tua indolenza,
a scorgermi ancora natura primordiale.
E nell’eco scandita della notte
venne l’asmatico raglio a sposare il mio dolore,
sentii librarsi il diritto di soffrire,
il tuo trivellare nell’aria la preistoria del mondo.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 18, 2016 at 06:53  Comments (2)  

Sordità

Stridere di suoni andati a male
è il calpestio di parole trite a vuoto
come strofe di poesie senza mai voce.

Daniela Procida

Published in: on dicembre 9, 2016 at 07:35  Lascia un commento  

Parlami

Parlami quando t’ascolto,
il mio silenzio,
percosso,
è cedevole timpano.

Daniela Procida

Published in: on novembre 29, 2016 at 07:25  Comments (3)  

Sonno

Turbato senso d’esserci,
sonno,
insisti sui torpori della sera,
stanchi,
col tuo lecito rubar l’ore,
furto,
al creativo impiego del tempo.

Sonno,
o destinata sospensione
d’umana corrente?
Smorzi, stanotte,
la mia luce trepida
d’un tuffo nel brillio di lampe,
infuocate all’orizzonte come fari,
tra indefinito andare via da te
ed insolito tornare.

Daniela Procida

Published in: on novembre 10, 2016 at 07:35  Comments (2)  

Manca

Tanto stornarsi
ma poi ritorna,
pervicace torna
quel che manca.
Come boa
depressa sott’acqua
affiora dal fondo,
frombola nel ricordo
represso in trincea
e mesto torna
quel non avere più.
E quel che s’aveva,
ora…
manca.

Daniela Procida

Published in: on ottobre 31, 2016 at 07:05  Lascia un commento  

Mimo e taccio

Protesa, mimo,
la pena della mia forma
plasmata per amore chiedere.

Accorta, taccio,
la distanza del corpo
da chi rinnega offerte passioni.

Dolente, mimo,
le brame tue indugianti
capaci di non osare.

Sagace, taccio,
le colpe mie insistenti
incapaci di tenermi.

Lasciati,
come ai primi passi,
lasciati,
cedendo alle mie onde
morbide curve tutte da nuotare
dolcemente guadando le mani,
nell’etereo mistero del sogno.

Ansioso pensiero
d’orizzonte a cui non giungo,
sei,
fuga d’estasi
che crudele mi neghi
come tu unico fossi
a doverti salvare.

Nel buio son sola a soffrire!?
No taci, ti prego, solo mima!
e se puoi baciami almeno!

Daniela Procida

Published in: on ottobre 21, 2016 at 07:03  Lascia un commento  

Amico

L’amico vero
da te attinge liquor
e ti disseta.

Daniela Procida

Published in: on settembre 28, 2016 at 07:40  Comments (3)  

Quando si dice sentirsi

Talvolta il cuore non pulsa
invero pare sonare
ed io mi lascio usare
come strumento musicale.

Esso è diga senz’argini
d’emozioni compresse
convogliate fuori
per piovermi addosso.

E sono pioggia efflussa dal petto,
schizzo divengo che fiotta,
cromatico soggetto
che agisce animato,
pur modesto respiro
in quello del mondo.

Com’acqua in rivoli
purgo noiose calure
e sono doccia rovescia
su vergine cute,
fiera vorace e mai sazia
d’illimitato mutare.

E m’evolvo immanente
vasca accogliente d’effluvi
da un tronco rosato esalati
di sandalo indiano reciso.

E distanti i pantani mentali
m’inonda di rosa l’essenza,
dissolve lontano i miasmi
del mio insistente scadere.

Ed il cuore risuona… di me.

Daniela Procida

Published in: on settembre 18, 2016 at 06:50  Lascia un commento  

Profondità

Solcano le parole
l’inesplorate profondità
di chi vede lontano,

lontano.

Le parole condiscono
l’intimo stato dell’uomo
che mira lontano,

lontano.

E lontano
s’aprono varchi di luci fruscianti,
lontano
le parole sbrecciano il petto,

lontano,

lontano nell’oltre
che ad oltranza ritorna,
vicino,
nelle profondità dell’essere.

Daniela  Procida

Published in: on settembre 8, 2016 at 07:03  Comments (3)