Mi svuota quell’aria fitta di bianco manto

che non so afferrare
respirata a pieni polmoni, nudi
senza difesa alcuna
spazi aperti all’infinito, terra che nessuno replica
quasi cedendo al Fato, destino che dir si voglia
come se le adiacenze che ti sono carne
fossero solo cornice
di un Sentire
che malapena il tuo corpo incontra
e a malapena ti guarda allo specchio.
Gli accessori
possono forse aver più importanza?!
Egli ha lo sguardo di un aquila
Possono forse i tuoi occhi competere?
Sentire!
Oltre l’immaginabile razionale
varcare quei limiti paradossali
e in un batter d’occhio giungere
alle vette dei mondi.
L’uomo le sue ali le ha nella mente.
Nessuna prigione mai
può chiuderlo cosi in profondo
da privarlo d’essere libero
ed abbracciare un raggio fiacco
entrato dalle sbarre
far sbocciar un fiore sulle labbra di qualcuno
che non conosci,
tener stretto a te un amore lontano.

Mi svuota per riempirmi
la libertà dei poeti.

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 26, 2020 at 07:17  Comments (1)  

Lei pareva assorta

Lei pareva assorta nei suoi pensieri
camminava lasciando cadere
le ombre lunghe dei suoi capelli. 

Lei parlava d’amore 
ed io vedevo l’uomo che sarei stato
perso negli smeraldi luccicanti 
dei suoi occhi

se solo mi avesse sorriso. 

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:43  Comments (2)  

Ho viaggiato

Ho viaggiato tutta la notte 
ogni notte senza tornare 
che allo stesso luogo. 

Tu – un faro spento
ad ogni porto.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 6, 2019 at 07:02  Comments (1)  

Ci amammo

Ci amammo come si amano un padre
ed una figlia, come si amano due fratelli,

due amici.
Non ci risparmiamo in gesti e parole.
Ci amammo apertamente, non in segreto come fanno tanti.
“Ti voglio bene” non fu mai superfluo
ribadirlo, né inopportuno
se detto mentre pranzavamo
o anche quando gli occhi e i nostri cuori
avevano già detto tutto
e abbracciarsi ancor di più.
Ma noi non potemmo amarci senza ferirci
di nostalgia e di quel dolore segreto
di chi sa o immagina di come sarebbe stato
semmai un giorno fosse accaduto
quel che già è oggi.
Perché l’amore è avido più dell’inferno
per le anime vendute
più del satana per quelle che non può avere – le anime pure.
Avido d’amore.
Non si accumula nei granai, affinché ci nutra nei giorni di magra
come il cuore – di battiti che se arrestati
smetterebbe di esistere.
L’amore non può nutrirsi con solo ricordi
È seme di vita gettato all’infinito
avido del domani.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 16, 2019 at 07:14  Comments (2)  

In questo stretto mondo di ordinaria follia

Parole, sono solo parole in cerca d’un senso che sia qualunque ma almeno lo sia…
come un chiodo in cui appendere l’ennesimo anno al suo incupire, voltare una pagina
del calendario per accorgersi che è giugno e fuori c’è l’estate e i grilli cantano d’amore,
mentre sogni l’allegria, bussi alla tua porta, non sbaglino strada ancora i palloncini
sparati al cielo, d’arcobaleno vestiti, si posino nei tuoi alberi- altalena in cui t’arrampicavi
insieme ai scoiattoli quando eri già grande a cinque anni e appesa nel collo, ti pesava la
chiave di casa come un enorme sasso legato al piede d’un disperso che affonda e affonda…
Lunghe trecce che cadono sulle esili spalle, sono gli anni che ti lasci scivolare addosso,
pioggia che urta sul vetro, s’infrange insieme al segreto silenzio, fedele compagno, a colui
che hai donato le tue vergini vesti, ti prenderà per il braccio quando trascinerai la tua croce
in Via Crucis, a peso di vita, perché… hai sempre creduto che Egli esiste, alla Sua Promessa
di Paradiso, tu, soltanto un pegno che riscatterà il tuo domani, naufragato in questo mondo,
in questo stretto mondo di ordinaria follia.

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 22, 2019 at 06:59  Comments (1)  

Dove sei ora

Dove sei ora,
che la nave del giorno ha salpato
e nuda si dona all’altra metà del pianeta,
pian piano scompare
nel rosso orizzonte
Ora che la notte bussa ai portoni
Delle case nel vecchio quartiere
Tre volte prima d’entrare e s’accomoda
Nel salotto vicino ad un cammino acceso
Ove la nonna racconta favole
Prima che i bimbi s’addormentano
Mani delicate di fanciulle
Tessono i sogni..
Quale dei tanti, ci affiderà stanotte?
Ora che ho finito il verde smeraldo
Per dipingere i tuoi occhi
Sulla mia tela spoglia, sopra il cavalletto
In fondo alla stanza m’interroga
Come possono due mani imitare
Due pennelli
Del cielo, le stelle, bianchi sorrisi?
Ora che nel cervello
Mi rimbomba il becco d’un picchio
Che martella la corteccia
E mille lupi ululano dentro me
Al chiarore della neve – luna
Spalancando le porte dell’anima
Ho occhi sordi e cieche orecchie
Dove sei amor mio
Ora che vorrei essere il vento
che t’ accarezza il viso
con ansia nei polmoni
sotto la brina in superficie
goccia per goccia
ti respiro.

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 1, 2019 at 07:03  Lascia un commento  

Germogli di gioia

Sui rami di Aprile
traboccano i nidi
di canti.

Anileda Xeka

Published in: on settembre 8, 2019 at 06:56  Lascia un commento  

Quante lacrime

“Ecco, i loro medesimi eroi hanno gridato nella via
i medesimi messaggeri di pace piangeranno amaramente”*

Quante lacrime, dovranno versare gli occhi
Per vedere la luce di una candela?!

Quante sofferenze dovrà patire l’anima
Per poter vivere un solo attimo di pace?!

Quanti mondi dovrà scoprire l’uomo
Per capire la loro importanza?!

La luce di una candela
dura il tempo della paraffina che la nutre

La pace è un capitolo che si apre e si chiude
ogni volta che uomini di “potere” lo decidono

L’uomo non può capire l’importanza dei mondi
se egli stesso non può costruire nemmeno uno di loro

“Perché non appartiene al uomo che cammina
nemmeno di dirigere il proprio passo” **

*Isaia 33;7

**Geremia 10;23

Anileda Xeka

Published in: on giugno 22, 2019 at 07:41  Comments (1)  

Coraggio

Oh!
Fossi tu il mio vanto
A testa alta
Guarderei le stelle
Ghirlande di lucciole
Sparse nel cielo
E tanta bellezza
Non temerei.
Dritto negli occhi
Saprei specchiarmi
Non più solo
L’ombra fugace,
Ma arrivo atteso,
Per rimanere
Del deserto,
l ’oasi.
Scioglierei le trecce
Delle mille parole
La tua strada
Di petali, cospargere
Nel mio pugno,
Chiuderei i dubbi
Tra pareti di ferro
Serrarli per sempre.
Due ali basterebbero
Per raggiungerti
Due ali di farfalla e un fiore,
Dalle colline sino
Ai campi di fiordalisi
Saprebbero annullare
Le distanze.

Se solo tu, coraggio
Fossi il mio pregio
Il mio vanto

Anileda Xeka

Published in: on giugno 12, 2019 at 07:35  Lascia un commento  

Occasione persa

Chi sei tu?
Fantasma apparso
Come per incanto
Chiave che apre
Vecchi cassetti
Sepolti nella polvere
E spavaldo irrompi
Nel mio presente
Seminando
Dubbi antichi
Amletici
E sgretoli certezze
Costruite a fatica
Mattone per mattone?
Chi sei tu
Che da ladro arrivi
Ombra che squarcia la luce
Tenebra giunta
Dagli inferi
Mi tenti,
Frutto proibito
Dell’Eden?

Non puoi rubarmi, il cuore
Due volte

Anileda Xeka

Published in: on giugno 1, 2019 at 07:44  Lascia un commento