La pioggia sui vetri

La pioggia sui vetri
narra
paesi lontani.
Ho visto l’inverno
nei tuoi occhi.
I ricordi piovono
da cieli deserti
briciole di un tempo
che ci trovò sazi.

Ti prego,
lascia che io vada
e torni nel tuo grembo
a scaldarmi,
per un attimo ancora
da quella mano
che accarezza
ad ogni lieve scalcio …
affinché viva in me
un tuo battito
che il tempo avaro
non cancelli.
Ho freddo
e gelo.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 14, 2020 at 07:07  Comments (1)  

Non dimenticarmi

Quando sarà tardi
le rughe sul volto muteranno il viso
ingannandoti che sia un’altra mentre
una ad una cadranno le foglie
il mio cuore, sua dimora farà
l’autunno.
Quando il non ritorno sarà
un inizio mancato per un passo di formica
un centimetro più a sud dall’essere Noi
che tutto tace con arroganza
il mondo attorno moltiplica per zero
persino ora.
Quando l’indifferenza ci schernirà
guardando le adiacenze
delimitate di ovvia solitudine
e non potremo fuggire cosi lontani
da non essere ingoiati dalla polvere.
Quando diverrà cenere
il mio calendario fermo
in un ora precisa,in un giorno preciso
mi troverai appesa ad un filo
quale potrebbe spezzarsi in un attimo
che mi trovi distratta
a fumare l’ennesima sigaretta
dimenticandomi di te
se non t’affretti a tornare.
Quando sarai nel mio letto
guarderai una tivù accesa, mentre
i miei occhi cercheranno i tuoi
le mie labbra tacceranno la tua assenza
non dimenticarmi
Quando ci separeranno gli oceani
i chilometri e chilometri
ancor di più quando
mi sarai accanto e nessuna distanza
sarà più grande.

Anileda Xeka

Published in: on febbraio 19, 2020 at 07:01  Comments (2)  

Mi svuota quell’aria fitta di bianco manto

che non so afferrare
respirata a pieni polmoni, nudi
senza difesa alcuna
spazi aperti all’infinito, terra che nessuno replica
quasi cedendo al Fato, destino che dir si voglia
come se le adiacenze che ti sono carne
fossero solo cornice
di un Sentire
che malapena il tuo corpo incontra
e a malapena ti guarda allo specchio.
Gli accessori
possono forse aver più importanza?!
Egli ha lo sguardo di un aquila
Possono forse i tuoi occhi competere?
Sentire!
Oltre l’immaginabile razionale
varcare quei limiti paradossali
e in un batter d’occhio giungere
alle vette dei mondi.
L’uomo le sue ali le ha nella mente.
Nessuna prigione mai
può chiuderlo cosi in profondo
da privarlo d’essere libero
ed abbracciare un raggio fiacco
entrato dalle sbarre
far sbocciar un fiore sulle labbra di qualcuno
che non conosci,
tener stretto a te un amore lontano.

Mi svuota per riempirmi
la libertà dei poeti.

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 26, 2020 at 07:17  Comments (1)  

Lei pareva assorta

Lei pareva assorta nei suoi pensieri
camminava lasciando cadere
le ombre lunghe dei suoi capelli. 

Lei parlava d’amore 
ed io vedevo l’uomo che sarei stato
perso negli smeraldi luccicanti 
dei suoi occhi

se solo mi avesse sorriso. 

Anileda Xeka

Published in: on gennaio 2, 2020 at 07:43  Comments (2)  

Ho viaggiato

Ho viaggiato tutta la notte 
ogni notte senza tornare 
che allo stesso luogo. 

Tu – un faro spento
ad ogni porto.

Anileda Xeka

Published in: on dicembre 6, 2019 at 07:02  Comments (1)  

Ci amammo

Ci amammo come si amano un padre
ed una figlia, come si amano due fratelli,

due amici.
Non ci risparmiamo in gesti e parole.
Ci amammo apertamente, non in segreto come fanno tanti.
“Ti voglio bene” non fu mai superfluo
ribadirlo, né inopportuno
se detto mentre pranzavamo
o anche quando gli occhi e i nostri cuori
avevano già detto tutto
e abbracciarsi ancor di più.
Ma noi non potemmo amarci senza ferirci
di nostalgia e di quel dolore segreto
di chi sa o immagina di come sarebbe stato
semmai un giorno fosse accaduto
quel che già è oggi.
Perché l’amore è avido più dell’inferno
per le anime vendute
più del satana per quelle che non può avere – le anime pure.
Avido d’amore.
Non si accumula nei granai, affinché ci nutra nei giorni di magra
come il cuore – di battiti che se arrestati
smetterebbe di esistere.
L’amore non può nutrirsi con solo ricordi
È seme di vita gettato all’infinito
avido del domani.

Anileda Xeka

Published in: on novembre 16, 2019 at 07:14  Comments (2)  

In questo stretto mondo di ordinaria follia

Parole, sono solo parole in cerca d’un senso che sia qualunque ma almeno lo sia…
come un chiodo in cui appendere l’ennesimo anno al suo incupire, voltare una pagina
del calendario per accorgersi che è giugno e fuori c’è l’estate e i grilli cantano d’amore,
mentre sogni l’allegria, bussi alla tua porta, non sbaglino strada ancora i palloncini
sparati al cielo, d’arcobaleno vestiti, si posino nei tuoi alberi- altalena in cui t’arrampicavi
insieme ai scoiattoli quando eri già grande a cinque anni e appesa nel collo, ti pesava la
chiave di casa come un enorme sasso legato al piede d’un disperso che affonda e affonda…
Lunghe trecce che cadono sulle esili spalle, sono gli anni che ti lasci scivolare addosso,
pioggia che urta sul vetro, s’infrange insieme al segreto silenzio, fedele compagno, a colui
che hai donato le tue vergini vesti, ti prenderà per il braccio quando trascinerai la tua croce
in Via Crucis, a peso di vita, perché… hai sempre creduto che Egli esiste, alla Sua Promessa
di Paradiso, tu, soltanto un pegno che riscatterà il tuo domani, naufragato in questo mondo,
in questo stretto mondo di ordinaria follia.

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 22, 2019 at 06:59  Comments (1)  

Dove sei ora

Dove sei ora,
che la nave del giorno ha salpato
e nuda si dona all’altra metà del pianeta,
pian piano scompare
nel rosso orizzonte
Ora che la notte bussa ai portoni
Delle case nel vecchio quartiere
Tre volte prima d’entrare e s’accomoda
Nel salotto vicino ad un cammino acceso
Ove la nonna racconta favole
Prima che i bimbi s’addormentano
Mani delicate di fanciulle
Tessono i sogni..
Quale dei tanti, ci affiderà stanotte?
Ora che ho finito il verde smeraldo
Per dipingere i tuoi occhi
Sulla mia tela spoglia, sopra il cavalletto
In fondo alla stanza m’interroga
Come possono due mani imitare
Due pennelli
Del cielo, le stelle, bianchi sorrisi?
Ora che nel cervello
Mi rimbomba il becco d’un picchio
Che martella la corteccia
E mille lupi ululano dentro me
Al chiarore della neve – luna
Spalancando le porte dell’anima
Ho occhi sordi e cieche orecchie
Dove sei amor mio
Ora che vorrei essere il vento
che t’ accarezza il viso
con ansia nei polmoni
sotto la brina in superficie
goccia per goccia
ti respiro.

Anileda Xeka

Published in: on ottobre 1, 2019 at 07:03  Lascia un commento  

Germogli di gioia

Sui rami di Aprile
traboccano i nidi
di canti.

Anileda Xeka

Published in: on settembre 8, 2019 at 06:56  Lascia un commento  

Quante lacrime

“Ecco, i loro medesimi eroi hanno gridato nella via
i medesimi messaggeri di pace piangeranno amaramente”*

Quante lacrime, dovranno versare gli occhi
Per vedere la luce di una candela?!

Quante sofferenze dovrà patire l’anima
Per poter vivere un solo attimo di pace?!

Quanti mondi dovrà scoprire l’uomo
Per capire la loro importanza?!

La luce di una candela
dura il tempo della paraffina che la nutre

La pace è un capitolo che si apre e si chiude
ogni volta che uomini di “potere” lo decidono

L’uomo non può capire l’importanza dei mondi
se egli stesso non può costruire nemmeno uno di loro

“Perché non appartiene al uomo che cammina
nemmeno di dirigere il proprio passo” **

*Isaia 33;7

**Geremia 10;23

Anileda Xeka

Published in: on giugno 22, 2019 at 07:41  Comments (1)