Siete certi?

Nei paesi tanto ricchi di tecnica
che puoi bere latte e ruttare petrolio
tra scienziati così bravi a disintegrare,

nei paesi tanto ricchi di democrazia
che seppelliscono in lager chi sa distinguere
violenza da amore,

se chiedo a ognuno di voi
amici capelloni semplici
o a voi, capelloni di lusso,
gli sprechi più assurdi nel vostro paese,
siete certi di sapere rispondere
esattamente?

se chiedo a ognuno di voi
che sogna di cambiare la terra,
come il mostro parassita si forma
lì, proprio lì, ove esistete,
siete certi di sapervi rispondere
esattamente?

DANILO DOLCI

Published in: on aprile 5, 2020 at 07:26  Comments (1)  

Dati di fatto privilegiati

PRIVILEGIERTE TATBESTÄNDE

Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, die im Besitz
einer gültigen Aufenthaltsgenehmigung sind.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, die sich an
die gesetzlichen Bestimmungen halten und im Besitz
einer gültigen Aufenthaltsgenehmigung sind.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, von denen
nicht zu erwarten ist, daß sie den Bestand und die
Sicherheit der Bundesrepublik Deutschland gefährden.
Es ist verboten, Personen in Brand zu stecken, soweit sie
nicht durch ihr Verhalten dazu Anlaß geben.
Es ist insbesondere auch Jugendlichen, die angesichts
mangelnder Freizeitangebote und in Unkenntnis der
einschlägigen Bestimmungen sowie aufgrund von
Orientierungsschwierigkeiten psychisch gefährdet sind,
nicht gestattet, Personen ohne Ansehen der Person in
Brand zu stecken.
Es ist mit Rücksicht auf das Ansehen der Bundesrepublik
Deutschland im Ausland dringend davon abzuraten.
Es gehört sich nicht.
Es ist nicht üblich.
Es sollte nicht zur Regel werden.
Es muß nicht sein.
Niemand ist dazu verpflichtet.
Es darf niemandem zum Vorwurf gemacht werden, wenn
er es unterläßt, Personen in Brand zu stecken.
Jedermann genießt ein Grundrecht auf Verweigerung.
Entsprechende Anträge sind an das zuständige
Ordnungsamt zu richten.

§

È vietato dar fuoco a persone.
È vietato dar fuoco a persone che siano
in possesso di un permesso di soggiorno valido.
È vietato dar fuoco a persone che si attengano
alle disposizioni di legge e siano
in possesso di un permesso di soggiorno valido.
È vietato dar fuoco a persone dalle quali
non ci si aspetti che costituiscano una minaccia
per l’esistenza e la sicurezza della Repubblica Federale Tedesca.
È vietato dar fuoco a persone che col loro comportamento
non ne abbiano offerto motivo.
È in particolare vietato anche a giovani che, in carenza
di offerte per il tempo libero, all’oscuro delle norme in materia
e con difficoltà d’orientamento, siano psichicamente esposti,
di dar fuoco a persone senza riguardo alla persona.
È fortemente sconsigliato per rispetto
del buon nome della Repubblica Italiana.
È disdicevole.
È inconsueto.
Non dovrebbe diventare una regola.
Non è obbligatorio.
Nessuno è obbligato.
Non si può fare a nessuno una colpa se omette
di dar fuoco a persone.
Ciascuno gode del diritto costituzionale di rifiutarsi.
Le istanze relative vanno dirette al competente
Ufficio comunale.

HANS MAGNUS ENZENSBERGER

Published in: on aprile 4, 2020 at 07:21  Lascia un commento  

Nevicata

La bella neve! scendete, scendete,
Leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
Come perlucce coprite, pingete
I tetti, i tronchi, la mota e gli steli.
Dacchè l’ottobre, soffiando, spruzzando,
Ingiallì tutta la vasta campagna,
Fuor da’ miei vetri, ove, fievole urtando,
La farfalluccia del freddo si lagna,
Mi morîr cinque di rosa arboscelli,
E spirò l’anima a Dio la violetta;
Senza l’ammanto di viti i cancelli
Sembran soldati disposti in vedetta.
Pur questa notte una mano furtiva
L’innaffiatoio rubommi in giardino!
(Se fu per la fame che alcun lo rapiva,
Iddio nol vegga l’agreste bottino).
Intirizzisco se schiudono l’uscio,
Ma qui la stufa borbotta tepente:
Oh benedetto il mio piccolo guscio,
Per me, nevata, sei tutta innocente!
Fa il tuo mestiere: scendete, scendete,
Leggiadri fiocchi danzanti nei cieli;
Come perlucce coprite, pingete,
I tetti, i tronchi, la mota e gli steli…
Della mia donna nel fervido cuore
Aleggia sempre una brezza gentile,
E quando ricco il poeta è d’amore
Anche il gennaio somiglia all’aprile

EMILIO PRAGA

Published in: on aprile 3, 2020 at 07:10  Lascia un commento  

Autunno

AUTOMNE

Dans le brouillard s’en vont un paysan cagneux
Et son boeuf lentement dans le brouillard d’automne
Qui cache les hameaux pauvres et vergogneux

Et s’en allant là-bas le paysan chantonne
Une chanson d’amour et d’infidélité
Qui parle d’une bague et d’un coeur que l’on brise

Oh! l’automne l’automne a fait mourir l’été
Dans le brouillard s’en vont deux silhouettes grises

§

Passano nella nebbia un contadino storto
e il suo bue,
lentamente, nella nebbia d’autunno
che nasconde i tuguri poveri e vergognosi.
E, mentre s’allontana, il contadino canta
una canzone triste dell’amore infedele,
che parla di un anello e d’un cuore spezzato.
Oh, l’autunno,
l’autunno ha sepolto l’estate!
Passano nella nebbia due figurine grigie.

GUILLAUME APOLLINAIRE

Published in: on aprile 2, 2020 at 06:58  Lascia un commento  

Dalla superba chioma

.
Dalla superba
chioma dell’acacia
ravviata dal pettine del vento
graziosamente sfuggivano
riccioli di passeri cantori
.
FARFA  (VITTORIO OSVALDO TOMMASINI)
Published in: on aprile 1, 2020 at 07:03  Comments (1)  

Strinsi le mani sotto il velo oscuro

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
“Perché oggi sei pallida?”
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: “È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento.”

BELLA ACHATOVNA ACHMADULINA

Published in: on marzo 31, 2020 at 07:45  Comments (2)  

In giardino

Non un fremito d’aura giocondo
nell’afa ardente. Su l’immota frasca
tace ogni trillo, e boccheggianti a fondo
giacciono i pesci d’oro entro la vasca.
Passa d’uccelli una tribù fuggiasca
radendo in fila il bosco sitibondo,
e i gigli stanchi senton la burrasca
che soffocante gravita sul mondo.
Oh mentre il viso tuo sfiorisce e langue
come quei gigli, e fra ridente e mesta
mi guardi effusa d’un pallore esangue,
tu pure, inconscia, senti la tempesta
d’amor che t’urge e che t’affanna il sangue,
e stanca di desio pieghi la testa.

GIOVANNI MARRADI

Published in: on marzo 30, 2020 at 07:40  Lascia un commento  

Sonetto 91

Some glory in their birth, some in their skill,
Some in their wealth, some in their body’s force,
Some in their garments though new-fangled ill;
Some in their hawks and hounds, some in their horse;
And every humour hath his adjunct pleasure,
Wherein it finds a joy above the rest:
But these particulars are not my measure,
All these I better in one general best.
Thy love is better than high birth to me,
Richer than wealth, prouder than garments’ cost,
Of more delight than hawks and horses be;
And having thee, of all men’s pride I boast:
Wretched in this alone, that thou mayst take
All this away, and me most wretched make.

§

Vi è chi vanta la propria nascita, chi l’ingegno,
chi la ricchezza, chi la forza fisica,
chi il vestire alla moda anche stravagante,
chi vanta falchi e cani e chi i cavalli.
E ogni temperamento ha una sua tendenza innata
in cui trova una gioia superiore al resto;
ma queste piccolezze non s’addicon al mio metro:
io tutte le miglioro in un solo immenso bene.
Per me il tuo amore è meglio di nobile natali,
più ricco della ricchezza, più fiero dell’eleganza,
di maggior diletto dei falchi o dei cavalli
a avendo te, di ogni vanto umano io mi glorio:
sfortunato solo in questo, che tu puoi togliermi
ogni cosa e far di me l’essere più misero.

WILLIAM SHAKESPEARE

Published in: on marzo 29, 2020 at 07:41  Lascia un commento  

L’ora di grazia

Tetraggine lenta, sfinita
di un cortile umidiccio
in maschera di giardino;
ostentata verdezza
di un fico sterile
che non sa né il vento né il sole;
malinconia di una piccola finestra a ogiva,
di un ballatoio ingombro di foglie morte,
di un povero tralcio nero inchiodato al muro
che sopra al ballatoio si sfa
in quattro pampini vizzi.
Qui l’ora di grazia non può essere
se non l’ora delle campane:
quando la sera, cantando,
si getta dalle torri incombenti
e come acqua ricolma
ogni fossa terrena;
quando su ogni stento terreno
che duole in maschera di ricchezza
la sera, come acqua, riflette,
dal cielo al fondo, qualche raggio di stella.

ANTONIA POZZI

Published in: on marzo 28, 2020 at 07:38  Comments (1)  

Cipride

Qui da noi: un tempio venerando,
un pomario di meli deliziosi,
altari dove bruciano profumi d’incenso,
un’acqua freddissima che suona
in mezzo ai rami dei meli,
e le ombre dei rosai in tutto il posto,
e dalle foglie scosse trabocca sonno,
poi un florido prato, coi cavalli,
i fiori della primavera,
aliti dolcissimi che spirano…
dove Cipride coglie le corone
e delicatamente mesce un nettare
che si mescola nelle grandi feste,
in coppe d’oro…

SAFFO

Published in: on marzo 27, 2020 at 07:38  Lascia un commento