Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri

cerca almeno questo

per quanto sta in te: non sciuparla

nel troppo commercio con la gente

con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro

in balia del quotidiano

gioco balordo degli incontri

e degli inviti

sino a farne una stucchevole estranea.

 

KONSTANTINOS PETROU KAVAFIS

Published in: on dicembre 9, 2019 at 07:26  Lascia un commento  

Vivo al peccato

Vivo al peccato, a me morendo vivo;

vita già mia non son, ma del peccato:

mie ben dal ciel, mie mal da me m’è dato,

dal mie sciolto voler, di ch’io son privo.

Serva mie libertà, mortal mie divo

a me s’è fatto. O infelice stato!

a che miseria, a che viver son nato!

 

MICHELANGELO BUONARROTI

Published in: on dicembre 8, 2019 at 07:22  Lascia un commento  

Il silenzio

SILENCIO

silencio
yo me uno al silencio
yo me he unido al silencio
y me dejo hacer
me dejo beber
me dejo decir

§

Il silenzio

io mi unisco al silenzio

io mi sono unita al silenzio

e mi lascio fare

e mi lascio bere

e mi lascio dire.

 

ALEJANDRA PIZARNIK

Published in: on dicembre 7, 2019 at 07:13  Comments (2)  

Tu non sai

Tu non sai le colline

dove si è sparso il sangue.

Tutti quanti fuggimmo

tutti quanti gettammo

l’arma e il nome. Una donna

ci guardava fuggire.

Uno solo di noi

si fermò a pugno chiuso,

vide il cielo vuoto,

chinò il capo e morì

sotto il muro, tacendo.

Ora è un cencio di sangue

il suo nome. Una donna

ci aspetta alle colline.

 

CESARE PAVESE

Published in: on dicembre 6, 2019 at 07:10  Comments (3)  

Dietro una donna

Spostato su col gomito un lievito di nebbia,

Colava biacca da una fiasca nera

E a briglia sciolta nel cielo

Canuto e greve caracollava fra le nuvole.

Nel fuso rame di case stagnate

A stento si contengono i tremiti delle vie,

Stuzzicati da un rosso mantello di lussuria,

I fumi diramavano le corna dentro il cielo.

Cosce -vulcani sotto il ghiaccio delle vesti,

Messi di seni mature già per il raccolto.

Dai marciapiedi con ammicchi malandrini

Frecce spuntate insorsero gelose.

Stormo che a un colpo di tacco si levi a volo nel cielo

Preghiere di altezze presero al laccio Iddio:

Con sorrisi da topi lo spennarono

E beffarde lo trassero per la fessura d’una soglia.

L’Oriente in un vicolo le scorse,

Più in alto risospinse la smorfia del cielo

E il sole dalla nera borsa strappato fuori

Pestò con cattiveria le costole del tetto.

 

VLADIMIR VLADIMIROVIČ MAJAKOVSKIJ

Published in: on dicembre 5, 2019 at 06:50  Lascia un commento  

Natale al Caffè Florian

La nebbia rosa

e l’aria dei freddi vapori

arrugginiti con la sera

il fischio del battello che sparve

nel largo delle campane.

Un triste davanzale,

Venezia che abbruna le rose

sul grande canale.

Cadute le stelle, cadute le rose

nel vento che porta il Natale.

 

ALFONSO GATTO

Published in: on dicembre 4, 2019 at 07:38  Comments (2)  

Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

NAZIM HIKMET

Published in: on dicembre 3, 2019 at 07:17  Lascia un commento  

I baracconi

Sui volti oscillano le lampade,

le ragazze appoggiate ai baracconi

guardano oltre i vetri,

gonfie le labbra, i grandi occhi incerti.

Gli uomini sparano spavaldi;

fingono esse un entusiasmo

vecchio come il mondo,

applaudono con le mani

morsicate dal gelo.

Sulla giostra i bambini

girano con spavento,

non possono afferrare

la felicità che fugge.

Entro umide gabbie gli orsi, simili

a misteriosi uomini impazienti,

pregano nella notte

fiutando oscuri venti.

Una donna siede a un tavolino

con la pistola; il bersaglio

gira in eterno, pallido, graffiando:

scuote le chiome agli alberi.

 

ROBERTO ROVERSI

Published in: on dicembre 2, 2019 at 07:24  Lascia un commento  

Sopra la terra amara

SOBRE LA TIERRA AMARGA

 

Sobre la tierra amarga,

caminos tiene el sueño

laberínticos, sendas tortuosas,

parques en flor y en sombra y en silencio;

criptas hondas, escalas sobre estrellas;

retablos de esperanzas y recuerdos.

Figurillas que pasan y sonríen

– juguetes melancólicos de viejo

imágenes amigas

a la vuelta florida del sendero,

y quimeras rosadas

que hacen camino… lejos…

§

Sopra la terra amara

sentieri tesse il sogno

da labirinto, viuzze tortuose

e parchi in fiore, d’ombra e silenzio;

cripte profonde, scale sopra stelle,

tavole di speranze e di ricordi,

parvenze che passando ci sorridono.

Sono i mesti giocattoli del vecchio:

sono immagini amiche

alla curva fiorita del viottolo

e chimere rosate

che fan strada… lontano…

 

ANTONIO MACHADO Y RUIZ

Published in: on dicembre 1, 2019 at 07:10  Lascia un commento  

L’autunno

Come una miniera inesplorata
giace il favoloso tesoro
del tempo;
e i pingui soli d’autunno
rigurgitano come forzieri
di gioie non possedute.
Le stagioni come la musica
propongono temi inesausti.
Sazi i giorni defunti
lasciano un’eredità intatta
che non possiamo dilapidare.

LALLA ROMANO

Published in: on novembre 30, 2019 at 07:07  Lascia un commento