Voi che savete ragionar d’amore

Voi che savete ragionar d’Amore
udite la ballata mia pietosa,
che parla d’una donna disdegnosa,
la qual m’ha tolto il cor per suo valore.
Tanto disdegna qualunque la mira,
che fa chinare gli occhi di paura,
però che intorno a’ suoi sempre si gira
d’ogni crudelitate una pintura;
ma dentro portan la dolze figura
ch’a l’anima gentil fa dir: “Merzede”,
sì vertuosa, che quando si vede,
trae li sospiri altrui fora del core.
Par ch’ella dica: “Io non sarò umile
verso d’alcun che ne li occhi mi guardi,
ch’io ci porto entro quel segnor gentile
che m’ha fatto sentir de li suoi dardi”.
E certo i’ credo che così li guardi
per vederli per sé quando le piace,
a quella guisa retta donna face
quando si mira per volere onore.
Io non ispero che mai per pietate
degnasse di guardare un poco altrui,
così è fera donna in sua bieltate
questa che sente Amor negli occhi sui.
Ma quanto vuol nasconda e guardi lui,
ch’io non veggia talor tanta salute;
però che i miei disiri avran vertute
contra ‘l disdegno che mi dà tremore.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on giugno 27, 2016 at 07:36  Comments (3)  

De gli occhi de la mia donna si move

De gli occhi de la mia donna si move
un lume sì gentil che, dove appare,
si veggion cose ch’uom non pò ritrare
per loro altezza e per lor esser nove:
e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove
tanta paura, che mi fa tremare
e dicer: “Qui non voglio mai tornare”;
ma poscia perdo tutte le mie prove:
e tornomi colà dov’io son vinto,
riconfortando gli occhi paurusi,
che sentier prima questo gran valore.
Quando son giunto, lasso!, ed e’ son chiusi;
lo disio che li mena quivi è stinto:
però proveggia a lo mio stato Amore.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on aprile 11, 2016 at 07:08  Comments (1)  

Vede perfettamente

Vede perfettamente ogne salute

chi la mia donna tra le donne vede;

quelle, che vanno con lei, son tenute

di bella grazia a dio render merzede.

E sua beltate è di tanta vertute,

che nulla invidia a l’ altre ne procede,

anzi le face andar seco vestute

di gentilezza e d’amore e di fede.

La vista sua fa onne cosa umíle;

e non fa sola sé parer piacente,

ma ciascuna per lei riceve onore.

Ed è ne gli atti suoi tanto gentile,

che nessun la si può recare a mente,

che non sospiri in dolcezza d’amore.

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DANTE ALIGHIERI

Published in: on dicembre 19, 2015 at 07:49  Comments (2)  

Lo Di d’amor

Lo Di d’Amor con su’ arco mi trasse
Perch’i’ guardava un fior che m’abellia,
Lo quale avea piantato Cortesia
Nel giardin di Piacer; e que’ vi trasse
Sì tosto c[h]’a me parve ch’e’ volasse,
E disse: “I’ sì ti tengo in mia balìa”.
Alló·gli pia[c]que, non per voglia mia,
Che di cinque saette mi piagasse.
La prima à non’ Bieltà: per li oc[c]hi il core
Mi passò; la seconda, Angelicanza:
Quella mi mise sopra gran fredore;
La terza Cortesia fu, san’ dottanza;
La quarta, Compagnia, che fe’ dolore;
La quinta apella l’uon Buona Speranza.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on giugno 15, 2015 at 07:01  Comments (1)  

Guido, ì vorrei che tu e Lapo ed io

Guido, ì vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio.
Sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ‘l disio.
E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:
e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come ì credo che saremmo noi.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on febbraio 22, 2015 at 07:23  Comments (5)  

Un dì si venne a me Malinconia

Malinconia
 
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Un dì si venne a me Malinconia
e disse: “Io voglio un poco stare teco”;
e parve a me ch’ella menasse seco
Dolore e Ira per sua compagnia.
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E io le dissi: “Pàrtiti, va via”;
ed ella mi rispose come un greco:
e ragionando a grande agio meco,
guardai e vidi Amore, che venia
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vestito di novo d’un drappo nero,
e nel suo capo portava un cappello;
e certo lacrimava pur di vero.
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Ed eo li dissi: “Che hai, cattivello?”.
Ed el rispose: “Eo ho guai e pensero,
ché nostra donna mor, dolce fratello”.
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DANTE ALIGHIERI
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Published in: on dicembre 27, 2013 at 07:50  Comments (4)  

Piangete amanti

Piangete, amanti, poi che piange Amore,
udendo qual cagion lui fa plorare.
Amor sente a Pietà donne chiamare,
mostrando amaro duol per li occhi fore,

perché villana Morte in gentil core
ha miso il suo crudele adoperare,
guastando ciò che al mondo è da laudare
in gentil donna sovra de l’onore.

Audite quanto Amor le fece orranza,
ch’io ’l vidi lamentare in forma vera
sovra la morta imagine avvenente;

e riguardava ver lo ciel sovente,
ove l’alma gentil già locata era,
che donna fu di sì gaia sembianza.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on febbraio 22, 2013 at 07:07  Comments (5)  

Amore e ‘l cor gentil sono una cosa

Amore e ‘l cor gentil sono una cosa,
sì come il saggio in suo dittare pone,
e così esser l’un sanza l’altro osa
com’alma razional sanza ragione.
Falli natura quand’è amorosa,
Amor per sire e ‘l cor per sua magione,
dentro la qual dormendo si riposa
tal volta poca e tal lunga stagione.
Bieltate appare in saggia donna pui,
che piace a li occhi sì, che dentro al core
nasce un disio de la cosa piacente;
e tanto dura talora in costui,
che fa svegliar lo spirito d’Amore.
E simil face in donna omo valente.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on maggio 6, 2012 at 06:50  Comments (2)  
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Deh, Vïoletta, che in ombra d’Amore

Deh, Vïoletta, che in ombra d’Amore
ne gli occhi miei sì subito apparisti,
aggi pietà del cor che tu feristi,
che spera in te e disïando more.
Tu, Vïoletta, in forma più che umana,
foco mettesti dentro in la mia mente
col tuo piacer ch’io vidi;
poi con atto di spirito cocente
creasti speme, che in parte mi sana
là dove tu mi ridi.
Deh, non guardare perché a lei mi fidi,
ma drizza li occhi al gran disio che m’arde,
ché mille donne già per esser tarde
sentiron pena de l’altrui dolore.

DANTE ALIGHIERI

Tanto gentile

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova:

e par che da le sue labbia si mova
uno spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.

DANTE ALIGHIERI

Published in: on marzo 8, 2010 at 07:00  Comments (3)  
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