Metropolitana

thetube2

THE UNDERGROUND

There we were in the vaulted tunnel running,
You in your going-away coat speeding ahead
And me, me then like a fleet god gaining
Upon you before you turned to a reed

Or some new white flower japped with crimson
As the coat flapped wild and button after button
Sprang off and fell in a trail
Between the Underground and the Albert Hall.

Honeymooning, mooning around, late for the Proms,
Our echoes die in that corridor and now
I come as Hansel came on the moonlit stones
Retracing the path back, lifting the buttons

To end up in a draughty lamplit station
After the trains have gone, the wet track
Bared and tensed as I am, all attention
For your step following and damned if I look back.

§

Eravamo là a correre per il tunnel a volta,
tu davanti col cappotto nuovo da viaggio affrettandoti
e io, dietro come un dio veloce cercando di raggiungerti
prima che ti trasformassi in un giunco

o in uno strano fiore bianco screziato di cremisi
mentre il cappotto sventolava selvaggio e i bottoni
uno dopo l’altro saltavan via lasciando una traccia
fra la Metropolitana e l’Albert Hall.

Luna di miele, indugi al chiar di luna, tardi per il concerto,
i nostri echi muoiono in quel corridoio e adesso
io scopro come fece Hänsel le pietruzze di luna
ripercorrendo il sentiero, raccogliendo i bottoni

per finire in una stazione illuminata e ventosa
coi treni ormai partiti, il binario bagnato
nudo e teso come me, attento solo a captare
i tuoi passi, e dannato se guardo indietro.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on maggio 20, 2017 at 07:45  Comments (3)  

In automobile, di notte

NIGHT DRIVE

The smells of ordinariness
Were new on the night drive through France:
Rain and hay and woods on the air
Made warm draughts in the open car.

Signposts whitened relentlessly.
Montreuil, Abbéville, Beauvais
Were promised, promised, came and went,
Each place granting its name’s fulfilment.

A combine groaning its way late
Bled seeds across its work-light.
A forest fire smouldered out.
One by one small cafés shut.

I thought of you continuously
A thousand miles south where Italy
Laid its loin to France on the darkened sphere.
Your ordinariness was renewed there.

§

Gli odori delle cose comuni
erano nuovi nel viaggio notturno per la Francia:
pioggia e fieno e boschi nell’aria
creavano correnti calde nell’automobile.

I segnali imbiancavano senza tregua.
Montreuil, Abbéville, Beauvais
eran promesse, promesse, venivano e se ne andavano,
ogni luogo pieno compimento del nome.

Una mietitrebbia si lamentava per l’ora tarda,
emorragia di semi traverso il fanale.
Un bosco bruciava in un incendio senza fiamma.
Ad uno ad uno chiudevano i caffè.

Ho pensato a te continuamente
a mille miglia a sud, dove l’Italia
si appoggiava alla Francia a globo spento.
Le cose comuni qui erano nuove.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on novembre 12, 2016 at 07:16  Lascia un commento  

Tutto può accadere

 ,
ANYTHING CAN HAPPEN
 .
after Horace, Odes, I, 34.
.

Anything can happen. You know how Jupiter
Will mostly wait for clouds to gather head
Before he hurls the lightning? Well, just now
He galloped his thunder cart and his horses

Across a clear blue sky. It shook the earth
And the clogged underearth, the River Styx,
The winding streams, the Atlantic shore itself.
Anything can happen, the tallest towers

Be overturned, those in high places daunted,
Those overlooked regarded. Stropped-beak Fortune
Swoops, making the air gasp, tearing the crest off one,
Setting it down bleeding on the next.

Ground gives. The heaven’s weight
Lifts up off Atlas like a kettle-lid.
Capstones shift, nothing resettles right.
Telluric ash and fire-spores boil away.

§

da Orazio, Odi, I, 34

Tutto può accadere. Sai come Giove
solitamente aspetta che le nuvole s’addensino
prima di scagliare il fulmine? Beh, or ora
ha fatto galoppare carro e cavalli del tuono

attraverso un terso cielo azzurro. Ha scosso la terra
e l’ingombro sottosuolo, lo Stige
e i ruscelli tortuosi, la crosta stessa dell’Atlantico.
Tutto può accadere, le torri più alte

essere abbattute, chi sta in alto intimorito
chi in basso riconsiderato. La Fortuna becco affilato
s’avventa aria senza fiato strappando a uno la cresta
posandola, sanguinante, su quello accanto.

La terra cede. Il peso del cielo
si solleva oltre Atlante come il coperchio di un bollitore.
Le chiavi di volta ballano, nulla torna a posto.
Cenere tellurica e spore di fuoco si sovrappongono.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on aprile 5, 2016 at 06:50  Comments (1)  

Punizione

PUNISHMENT

I can feel the tug
of the halter at the nape
of her neck, the wind
on her naked front.

It blows her nipples
to amber beads,
it shakes the frail rigging
of her ribs.

I can see her drowned
body in the bog,
the weighing stone,
the floating rods and boughs.

Under which at first
she was a barked sapling
that is dug up
oak-bone, brain-firkin:

her shaved head
like a stubble of black corn,
her blindfold a soiled bandage,
her noose a ring

to store
the memories of love.
Little adulteress,
before they punished you

you were flaxen-haired,
undernourished, and your
tar-black face was beautiful.
My poor scapegoat,

I almost love you
but would have cast, I know,
the stones of silence.
I am the artful voyeuur

of your brain’s exposed
and darkened combs,
your muscles’ webbing
and all your numbered bones:

I who have stood dumb
when your betraying sisters,
cauled in tar,
wept by the railings,

who would connive
in civilized outrage
yet understand the exact
and tribal, intimate revenge.

§

Sento la tensione
del capestro alla sua nuca,
il vento contro il petto
nudo.
Rende i suoi capezzoli
perle d’ambra,
scuote la fragile struttura
delle sue costole.

Vedo il suo corpo annegato
nella palude,
la pesante pietra,
i rametti e i fuscelli galleggianti,
sotto cui dapprima
era un arboscello scortecciato
estratto dalla melma –
ossa di quercia, cervello a barilotto,
la testa rasata
simile a stoppia di granturco,
gli occhi bendati da un lino lercio,
il cappio un anello
per cingere le memorie
dell’amore.

Piccola adultera,
prima che ti punissero
avevi capelli biondi come l’oro,
eri denutrita e la tua faccia
imbrattata di pece era bellissima.

Mia povera vittima,
quasi ti amo,
ma avrei scagliato, lo so,
la pietra del silenzio.
Io sono l’abile voyeur
delle onde scurite ed esposte
del tuo cervello, del tessuto
ritorto dei tuoi muscoli
e di tutte le tue ossa numerate,

io che ristetti ammutolito
quando le tue sorelle traditrici
imbrattate di pece
piansero presso il cancello,
io che sarei stato complice
dell’oltraggio civilizzato,
capisco tuttavia l’esatta, tribale
ed intima vendetta.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on ottobre 27, 2015 at 07:00  Comments (2)  

Rotta di volo 2

THE FLIGHT PATH 2

Equal and opposite, the part that lifts
Into those full-starred heavens that winter sees
When I stand in Wicklow under the flight path
Of a late jet out of Dublin, its risen light
Winking ahead of what it hauls away:
Heavy engine noise and its abatement
Widening far back down, a wake through starlight.
The sycamore speaks in sycamore from darkness,
The light behind my shoulder’s cottage lamplight.
I’m in the doorway early in the night,
Standing-in myself for all of those
The stance perpetuates: the stay-at-homes
Who leant against the jamb and watched and waited,
The ones we learned to love by waving back at
Or coming towards again in different clothes
They were slightly shy of.
Who never once forgot
A name or a face, nor looked down suddenly
As the plane was reaching cruising altitude
To realize that the house they’d just passed over
Too far back now to see – was the same house
They’d left an hour before, still kissing, kissing,
As the taxi driver loaded up the cases.

§

Uguale e contraria, è la parte che si solleva
in quei cieli trapunti di stelle nell’occhio dell’inverno,
quando a Wicklow me ne sto sotto la rotta di volo
di un tardo jet da Dublino, coi fari sollevati
e baluginanti dinanzi a ciò che trascinano via.
Un fragore di motori potenti e il diminuendo
che si allunga come una scia, impronta bassa e lontana
lasciata nel chiarore delle stelle.
Il sicomoro parla la lingua del sicomoro al buio,
la luce alle mie spalle è la luce di una casa a schiera.
In piedi sulla soglia di casa nelle prime ore della notte,
a rappresentare tutto ciò
che perpetua la posa: il restare a casa
di chi s’appoggiava allo stipite, sollevava lo sguardo e attendeva,
coloro che imparammo ad amare, salutandoli alla partenza,
o a cui ritornammo, coi vestiti diversi
di cui avevamo vergogna
Quelli che non dimenticavano mai
un volto o un nome, che mai poterono abbassare
all’improvviso gli occhi,
mentre l’aereo raggiungeva l’altitudine di crociera,
per accorgersi che la casa appena sorvolata
– troppo lontana per vedersi adesso –
era proprio la casa che avevano abbandonato un’ora prima,
ricambiando i baci con i baci,
mentre il tassista caricava una sull’altra le valigie.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on febbraio 15, 2015 at 07:10  Comments (2)  

Cascata

WATERFALL

The burn drowns steadily in its own downpour,
A helter-skelter of muslin and glass
That skids to a halt, crashing up suds.

Simultaneous acceleration
And sudden braking; water goes over
Like villains dropped screaming to justice.

It appears an athletic glacier
Has reared into reverse: is swallowed up
And regurgitated through this long throat.

My eye rides over and downwards, falls with
Hurtling tons that slabber and spill,
Falls, yet records the tumult thus standing still.

§

Affonda stabilmente il torrente nel suo scroscio
Con gran scompiglio di mussola e di vetro,
E sbanda per fermarsi sollevando schiuma.

Accelerazione simultanea
Ed improvviso arresto; acque urlanti
Come criminali scaricati davanti alla giustizia.

Pare un ghiacciaio atletico
Che si solleva e si rovescia: ed è inghiottito
E rigurgitato da questa lunga gola.

A cavallo di tutto sta il mio sguardo;
Sprofonda con tonnellate d’acqua che si schiantano,
Ricade, e tuttavia coglie il tumulto stando immobile.

SÉAMUS HEANEY

Published in: on novembre 7, 2014 at 06:59  Comments (3)  

Attraversamenti

Uomo col bastone

 

CROSSINGS

Everything flows. Even a solid man,
A pillar to himself and to his trade,
All yellow boots and stick and soft felt hat,

Can sprout wings at the ankle and grow fleet
As the god of fair-days, stone post, roads and crossroads,
Guardian of travellers and psychopomp.

‘look for a man with an ash-plant on the boat,’
My father told his sister setting out
For London, ‘and stay near him all night’

And you’ll be safe. ‘Flow on, flow on
The journey of the soul with its soul-guide
And the mysteries of dealing-men with sticks!

§

Tutto scorre. Anche in un uomo solido,
pilastro di sé e del proprio mestiere,
con tanto di scarponi gialli, bastone, feltro floscio in testa,

possono spuntare le ali ai piedi e farlo lesto,
come un dio da fiera, da erma, bivio o stradone,
patrono di viandanti e psicopompo.

“Sul battello cerca uno col bastone di frassino”,
disse mio padre a sua sorella che partiva
per Londra, “stagli vicino tutta la notte

e sarai in salvo”. Che scorra, scorra pure
il viaggio dell’anima con la sua guida,
ed i misteri di intermediari col bastone!

SÉAMUS HEANEY         (1939-2013)

Published in: on settembre 2, 2013 at 06:59  Comments (4)  

Vangando

DIGGING

Between my finger and my thumb
The squat pen rests; snug as a gun.
Under my window, a clean rasping sound
When the spade sinks il1to gravelly ground:
My father, digging. I look down
Till his straining rump among the flowerbeds
Bends low, comes up twenty years away
Stooping in rhythm through potato drills

Where he was digging.
The coarse boot nestled on the lug, the shaft
Against the inside knee was levered firmly.
He rooted out tall tops, buried the bright edge deep
To scatter new potatoes that we picked
Loving their cool hardness in our hands.
By God, the old man could handle a spade.
Just like his old man.
My grandfather cut more turf in a day
Than any other man on Toner’s bog.

Once I carried him milk in a bottle
Corked sloppily with papero He straightened up
To drink it, then fell to right away
Nicking and slicing neatly, heaving sods
Over his shoulder, going down and down

For the good turf. Digging.
The cold smell of potato mould, the squelch and slap
Of soggy peat, the curt cuts of an edge
Through living roots awaken in my head.
But l’ve no spade to follow men like them.
Between my finger and my thumb
The squat pen rests.

l’ll dig with it.

§

Quatta quatta con il colpo in canna
Fra medio e pollice sta la penna.

Sotto la finestra un raspo netto all’internarsi
Della vanga nel terreno ghiaioso:
È mio padre che dissoda. Guardo in basso,

Finché sotto sforzo, a groppa curva
Sulle aiuole, torna venti anni indietro
Piegandosi a tempo per i solchi
Di patate che vangava.

A posto sul vangile lo scarpone,
Saldo fulcro del manico il ginocchio,
Cavava gambi, ficcava a fondo la lucente lama
Per spargere patate nuove che noi raccattavamo
Adorandone fresca la durezza nella mano.

Per Dio, il vecchio ci sapeva fare
Con la vanga. Come il suo vecchio.

Mio nonno in una giornata tagliava più torba
Di chiunque altro nella torbiera di Toner.
Una volta gli portai il latte in una bottiglia
Sciattamente turata con la carta.
Si raddrizzò per bere e subito riprese

Con cura a fare tacche e fette, spalandosi le zolle
Dietro le spalle, sempre più a fondo
A cercare quella buona. Scavando.

Il freddo afrore di terriccio di patate, risucchio e stacco
Da torba in guazzo, secco taglio della lama
Nelle radici vive, mi si risvegliano in testa.
Ma non ho vanga per seguire uomini come loro.

Fra medio e pollice
Quatta quatta sta la penna.
Sarà la mia vanga.

SÉAMUS HEANEY