Nelle città straniere

Nelle città straniere c’è una gioia sconosciuta,
la fredda felicità di un nuovo sguardo.
Gli intonaci gialli delle case, sui quali il sole
si arrampica come un agile ragno, esistono
ma non per me. Non per me furono costruiti
il municipio, il porto, il tribunale, la prigione.
Il mare scorre per la città con una marea
salata e allaga le verande e le cantine.
Al mercato i prismi delle mele, piramidi
che svettano per l’eternità di un pomeriggio.
E pure la sofferenza non è poi così
mia: il matto locale farfuglia
in una lingua straniera, e la disperazione
di una ragazza sola in un caffè è come
il frammento di una tela in un cupo museo.
Le grandi bandiere degli alberi si agitano
al vento così come nei luoghi
a noi noti, e lo stesso piombo fu cucito
negli orli di lenzuola, di sogni,
dell’immaginazione folle e senza casa.

ADAM ZAGAJEWSKI

Published in: on marzo 23, 2017 at 07:47  Comments (1)  

Kierkegaard su Hegel

Kierkegaard diceva di Hegel: ricorda qualcuno
che erige un enorme castello, ma vive
in una semplice capanna, lì nei pressi.
Così l’intelligenza abita in una modesta
stanza del cranio, e quegli stati meravigliosi
che ci furono promessi sono ricoperti
di ragnatele, per ora dobbiamo accontentarci
di un’angusta cella, del canto del carcerato,
del buonumore del doganiere, del pugno del poliziotto.
Abitiamo nella nostalgia: nei sogni si aprono
serrature e chiavistelli. Chi non ha trovato rifugio
in ciò che è vasto, cerca il piccolo. Dio è il seme
di papavero più piccolo al mondo.
Scoppia di grandezza.

ADAM ZAGAJEWSKI

Published in: on novembre 14, 2015 at 07:23  Comments (2)  

La febbre

La Polonia, febbre riarsa
sulle labbra dell’emigrato. La Polonia,
mappa stirata dai ferri pesanti
di treni a lunga percorrenza.
Non scordare il sapore della prima fragola,
della pioggia, il profumo degli umidi tigli
a sera, registra il suono metallico
della bestemmia, annota l’odio,
il pelo raso di ciò che è straniero,
ricorda ciò che unisce, ciò che divide.
Paese di gente così innocente da non
poter essere salvata. Un agnello lodato dal leone
per buona condotta, un poeta
sempre sofferente. Paese senza aculei,
confessione senza peccati mortali. Sii solo,
ascolta il canto non battezzato
del merlo. Giunge fluttuando il profumo acerbo
della primavera, presagio crudele.

ADAM ZAGAJEWSKI

Published in: on giugno 14, 2014 at 06:52  Comments (4)