L’aria tra punti e onde

attraversando fenditure
asterischi di luce
o fluttuazioni
sorprendono chi guarda e s’avventura
a prendere lanterne in questi mari
d’eternità soffusa in una stanza

respira opale
ha gli occhi di salsedine
il pescatore di riflessi in acqua
vede tutte le stelle farsi scie
e linee vacillare in sospensione

lui ch’è anche lei
disvelano illusorie consistenze
sono tratteggi in via di sparizione
nella marea che avanza

Cristina Bove

Published in: on giugno 29, 2020 at 07:30  Lascia un commento  

Noi degli anni quaranta

reduci dai confini dell’età
andati e ritornati mille volte
dalle battaglie quotidiane
ci teniamo per mano
sappiamo di dolori e conseguenze
della fugacità delle ore liete
di quello che lasciammo o che perdemmo
della malinconia quando ci prende
ci perdoniamo le dimenticanze

nascemmo che ululavano sirene
ancora tra le braccia delle madri
scendevamo le scale dei ricoveri
fino al cessato allarme

scampammo ad infezioni micidiali
grazie a Fleming
alla poliomielite grazie a Sabin

giocavamo con bambole di pezza
macchinine di latta
soldatini di stagno e burattini

crescevamo in famiglie numerose
fummo bambini della resilienza
quando non esisteva questo lemma

avevamo ideali di giustizia
credemmo nella forza del pensiero
nella bontà specifica dell’uomo
fummo ingenui
cantammo nei concerti e nelle piazze
ipotizzando libertà e giustizia
pensammo che la nostra resistenza
fosse determinante

e adesso che la strada è giunta al termine
stando seduti ai bordi della vita
vicini pur essendo distanziati
ci abbracciamo

Cristina Bove

Published in: on giugno 5, 2020 at 07:09  Comments (2)  

Realtà irrequieta e transitoria

I corpi
in apparenza predeterminati
sono frattali dipanati, sparsi
nell’aria grigia di quaggiù
_l’azzurro è un noncolore, il cielo un’illusione_
e non c’è luogo o tana per gli esseri che siamo
scomposti e ricomposti
dispersi nel pulviscolo dei giorni
mentre implodono e nascono universi

noi perpetriamo l’incessante fine
invece di sottrarci
ai sortilegi dell’amore
ai sensi dell’effimera bellezza
che ci annebbia la vista del dolore
_tramandiamo la vita con la morte_

forse sarebbe il caso
di mandare combriccole divine a quel paese
strappare il velo che ricopre il vero
_il brulicare degli insetti, i mali
il marcio sotto i fiori, i movimenti peristaltici
gli animali in divise o giarrettiere
lo sfacimento occulto delle tombe _
dovremmo rifiutarci
di riprodurci ed imbandire tavole agli dei

Cristina Bove

Published in: on maggio 5, 2020 at 07:42  Lascia un commento  

Messaggistica

Mi guardo bene dal sollevare l’onda
la calma piatta vela e mi tutela
dalla mia voglia di lasciare il mare
e avventurarmi dove il taglio netto
accoglierebbe il mio tramonto

invio dispacci in bocce senza tappo
fogli che mai nessuno leggerà
approderanno solo le bottiglie
la sabbia accoglie la futilità

devo costanza a chi diedi la vita
il resto è una sfilata di commiati
la persistenza
non c’è pensiero che la possa esprimere
l’amore è anche resistere

Cristina Bove

Published in: on marzo 27, 2020 at 07:30  Comments (1)  

L’innocenza del non saper amare

È nello spazio di una casa
che fioriscono gigli sulla fronte
alla follia che mi disarma chiedo
sei tu che mi perdoni
_ che mi dispensi da condanne
malgrado i testimoni?_

le luci basse fanno gioco al cuore
distanziano le lapidi. Sorridere per poco
fa sì che sulla bocca sia dipinta
un’allegria leggera
una forma benigna di pudore
_ci si assenta dai fatti, si bivacca_

negli sfregi degli occhi lui ha smarrito
il bene addolorato dell’assenza
lui sottratto a se stesso dagli eventi
_in quel suo sguardo filiforme
domande di controllo, ora impossibile_

non chiedo le attenuanti
sto dilavando cicatrici e tracce
sono un muro di strada senza uscita
ai lati tra lo scorrere di frane
graffiti come cere
in via di scioglimento

Cristina Bove

Published in: on marzo 13, 2020 at 07:31  Lascia un commento  

Il teatro delle sparizioni

abbiamo finto la felicità dei benviventi
per non cedere al buio che tutto ingoia
dal brodo primordiale ai grattacieli

strafatti di millanterie
tra vettovaglie e cure
disegni di carbone sulle rocce
l’ossessionante resa della forma
sceneggiare la vita per non perderla

gli amori defilati
quando vestiti a meridiane e fiori
a piedi nudi nelle praterie dei santi
si sperava nel tempo dei profeti
in qualche via di fuga dal sapere

a ricondurre a lucidovedere
la scienza presta logica e ragione
ma vince il palcoscenico dei folli
la buca delle favole

della tragedia che ci fa e ci disfa
dei marmi incisi nel solenne oblio
dei monumenti simboli d’eterno
si smemora la mente sul proscenio
graziata in apparenza
da un tragico perdono

Cristina Bove

Published in: on febbraio 16, 2020 at 06:59  Lascia un commento  

Scolorimento

La durata di un corpo
non garantisce la presenza
né la funzione mnemonica
_perdo le referenze sostanziali_
sbiadiscono gli oggetti ed i soggetti
resto sgrammaticata
indiscorsiva
ingrata

mi si perdoni questo tempo
avaro di promesse
questo tempo che incalza e mi distoglie
dalla materia che va scomparendo
che mi cancella al mondo
disperde i miei contatti
impallidisce amori
mi fa smorta

Cristina Bove

Published in: on gennaio 17, 2020 at 07:06  Lascia un commento  

Rondini

quando le disegnavo
ero bambina chiusa nei quaderni
per farle nere calcavo la matita
talvolta fino a rompere la carta
_ci volle tempo a farmela leggera
la mano, il cuore no_

anni di soli inverni
mandarini a natale
e tutto il tempo a riparare i vuoti
le mancanze d’abbracci

non amavo giocare con le bambole
ero di pezza anch’io, dimenticata
in un cortile di finestre e muri
su cui nemmeno il cielo di partenope
faceva primavera
_la mia, colorata d’azzurro
la custodivo in fogli_
e disegnavo un punto tra le rondini
un punto-me
volare via con loro

Cristina Bove

Published in: on gennaio 1, 2020 at 07:18  Comments (1)  

Poesondando

le parole
significanti d’altre immagini
insidiano i poeti
conducono al confine dove umano
si mescola all’arcano
e l’uomo strapazzato dai pensieri
scaraventa la mente oltre il suo mare

nello sbuffo d’inchiostro
la menzogna
è il neroseppia dell’umanità

dal sommo degli scogli
il pescatore delle allegorie
simile al pensatore di Rodin
osserva il nerofumo dei vocaboli
calare su spirografi e gorgonie
intrappolare anemoni e coralli
disperderne i colori

le sinfonie dell’acqua
inascoltate
spariscono tra cumuli di sabbia

Cristina Bove

Published in: on dicembre 11, 2019 at 07:06  Lascia un commento  

Quei momenti

diego-angeli__siamo-come-le-foglie_g

che ci s’incontra sconosciuti in viso
come se si vivesse d’altro nome
_liftati a scanso di ricordi_
ci s’allontana e ci si riavvicina
in un continuo smarrimento dati

si finisce
trascritti sulla carta
un rigo dopo l’altro in sinfonie
copiate dagli uccelli appollaiati
sui fili della luce

voi sapete
la cesura improvvisa
la parola mancante sulla lingua
l’avevamo da fare quella cosa
_quale cosa?_
quella fuggita via
sparita come i sogni all’alba
senza scusanti oniriche

quei momenti
che si subisce il furto dei pensieri
e ci si arrende
al viversi d’inverno senza foglie

Cristina Bove

Published in: on novembre 23, 2019 at 07:25  Lascia un commento