Smarrimenti del terzo tipo

rincorrere un pensiero
nel passaggio tra camera e cucina
quel nome sulla punta della lingua
quel fatto quell’incontro quella scena
arrivano e svaniscono

la polvere che imbianca teste e mobili
impallidisce immagini
perdona le omissioni
rende futile
ciò che pareva indispensabile

s’annebbiano le cose più vicine
tuttavia
si può leggere il cielo senza occhiali
: magari in un paragrafo di stelle
c’è la decrittazione
del come e del perché viviamo il mondo

Cristina Bove

Published in: on maggio 7, 2021 at 07:08  Lascia un commento  

Mattinata sciatta

Vasi di pietra grigia
un sedile di marmo nel giardino
sull’orologio senza le lancette
il tempo annota voli da smaltire
un gatto ride e subito scompare
Alice infila una vestaglia blu
capelli sulle spalle
ciocche d’inverno come una mantiglia
una traccia d’insonnia sul cuscino

guarda lontano
il cielo sembra scendere sui tetti

nel rumore di vita che l’assale
come se d’improvviso tutto il mondo
fosse scoppiato dentro i suoi pensieri
perde il nome
la forma
il senso
il sé

Cristina Bove

Published in: on aprile 19, 2021 at 07:19  Lascia un commento  

Attrazione frattale

Abbiamo corpi fatti di energia
intrattenuti a coltivare giorni
in questo mondo d’ombre
ma siamo anche il pensiero
luce e soglia
che ci disegna in infiniti spazi
dall’oscurità della caverna
al sole

pensiero ch’è la traccia
di te, di me, di noi
di tutto quanto è intelligenza e vita
e forse
per quanto infinitesimi noi siamo
persisteremo in altre dimensioni
geni e memi
nell’ incessante espandersi e mutare
della matrice universale
ignota

Cristina Bove

Published in: on aprile 4, 2021 at 07:02  Lascia un commento  

Sdialogo ai confini del sè

Lo vedi 
come declina rapida ogni gloria
come ci si dimentica dei nomi
e come si sparisce dalla scena?
Lo vedo
è un vuoto che fagocita gli assenti
uno scenario d’ombre
e le parole dette e quelle scritte
un domino di tessere cadute

Lo vedi
che  mentre dici “sono”
non essendo chi eri e chi sarai
sei l’entità di un attimo
ossimoro infinito?
Lo vedo
ma non essendo il centro
né la circonferenza della sfera
sono chi non esiste eppure esiste
il suo mistero

Cristina Bove

Published in: on marzo 20, 2021 at 07:15  Lascia un commento  

Nella città di sabbia

Sui marciapiedi frantumati
prossimi al precipizio
le donne han messo in fila le stagioni
i giorni neri delle assenze
le briciole di voci nei cassetti
gli abiti che non è mai domenica
il passaporto per il letto
il tappetino con su scritto “salve”

gli uomini custodiscono l’entrata
che in effetti è l’uscita
chiedendo il passaporto per la vita
ai reduci di tutte le battaglie

i figli fanno un nido per le madri
che invecchiano e diventano più fragili
smettono di lustrare suppellettili
dimenticano pentole sul fuoco
vedono male da vicino
benissimo lontano
oltre le nuvole

Cristina Bove

Published in: on marzo 5, 2021 at 07:03  Lascia un commento  

Questi giorni

in una linea parallela al mondo
traccia che mai s’incontra
né confluisce in una rigacielo
giorni di zone virulente
tra l’essere e il volere
tra la magnificenza dei mattini
che ancora fanno luminarie ai vetri
e la fatale oscurità del sonno

per affrontare l’apatia che incalza
mi sconnetto dal flusso dei pensieri
minimizzo
ripeto serie e carte gioco al mondo
vinco di rado
ma il perdere mi salva dal morire
prima che giunga il tempo

Cristina Bove

Published in: on febbraio 13, 2021 at 06:57  Lascia un commento  

Di Quanto in Quanto

Se pensiamo
che il sempre è senza date
e che la libertà non ha misure
il mai scomparirà

e noi
minuscoli ed immensi
immersi nel respiro universale
dal nucleo alle galassie
siamo frattali in espansione, ma
ingannati dai limiti apparenti
ci riteniamo solidi
e non sappiamo leggerci attraverso

Cristina Bove

Published in: on gennaio 18, 2021 at 07:34  Lascia un commento  

Giardino d’inverno

 

sul vetro della serra il vapor acqueo
scivola sugli auguri della festa
_seminammo l’incerto di speranza_
di fioritura postuma e segreta
potremmo inabissarci nelle favole
per eludere i mali che si schiudono
l’uomo dal fiore in bocca
e in ogni dove

luminarie persistono a distogliere
da strappi inevitabili
_squarci che non c’è filo che rattoppi_
bagliori  che s’infrangono negli occhi
potremmo rannicchiarci dietro gli angoli
d’un castello di carte
fingendo una corazza antidolore
al cumulo di assenze

siamo terreno fragile
esposto alle tempeste

Cristina Bove

Published in: on dicembre 31, 2020 at 07:01  Lascia un commento  

Andiamo

lungo un fiume di sassi
che ci trasporta a foce
noi di sbieco
aggrappati alle voci

distanziati
eppure luci d’una stessa stella
caduta e frammentata sulla terra

il tempo non ci coniuga al futuro
e nel presente
siamo la fuga che si fa parola

Cristina Bove

Published in: on dicembre 9, 2020 at 07:04  Lascia un commento  

Rarefazione

Quando il corpo
diventa sfumatura
e non si percepisce stabile
quando sconnesso dagli oggetti
si fa nebbia
si diradano i gesti
si distanziano i fatti
gli amori i lutti le peripezie

nel sonno delle cose andate
la vita è come un sogno
che si vorrebbe ricordare, ma
si tenta invano di afferrarlo all’alba

e l’io pensante
è solamente uno stupore acuto
che fibrilla e ti lacrima negli occhi

Cristina Bove

Published in: on novembre 20, 2020 at 07:32  Comments (1)