Chiedersi per chi suona la campana è una misura precauzionale

Sabbia

Fossimo sabbia
granelli tutti dell’addio alla pietra
saremmo limite alla terra
depositari di carezze d’acqua
esposti al vento
ciascuno un sé di riva planetaria

siamo di sangue e linfa
soltanto per un po’
in passi alterni sulle gambe
in movimento sempre
anche se ci fermiamo

l’aria ci avvolge
la gravità trattiene dal volare
e siamo
esseri d’apparenza corporale
ologrammi trasmessi oltre le soglie
del quantuum temporale
sempre noi stessi e mai
dalle origini fossili
alla frammentazione in pixel

veicoli di quanti e cromosomi
geni geniali
immersi nella polvere degli avi

Cristina Bove

Published in: on luglio 9, 2017 at 07:30  Comments (3)  

Distanze non omologabili

Penso vicino e tutto s’allontana
e si fa sera sulle tazze sporche
lasciate nell’avello
era lavello _la mente va di suo
puntualizzando frasi impronunciate
con quelle adatte al luogo ed al bon ton_
tanto è lo stesso
la morte accoglie i corpi e le stoviglie
io resto
con una mezza verità placebo
fintanto che resiste l’ologramma

passando dal divano alla poltrona
col bagaglio d’un libro tra le mani
_prima però
recupero gli occhiali_

Cristina Bove

Published in: on giugno 23, 2017 at 07:45  Comments (6)  

A fil di tempie

l’emicrania balugina negli occhi
visioni intermittenti
donna di poca fede: casa e casa
datata nel cerchietto all’anulare
quasi erasa
ha bagliori soltanto e un sonno alterno
foriero di scompensi nevralgici

sibille alternative rimescolano il cielo
qualcuna è una fontana
di versi esposti al sole
ispirazioni da tovaglie a quadri
tazzina di caffè, la sigaretta
e una partita persa a tu per tu
malgrado l’asso nella metrica

un antisolonifico per l’anima
una prosa bagnata sulla fronte
allontanarsi da prosopopee
e traghettare le parole altrove

Cristina Bove

Published in: on giugno 5, 2017 at 06:56  Comments (7)  

Il vento e la candela

Un’esistenza lieve
un sentiero di passi tra le spighe
_l’ho attraversato senza far rumore_
celandomi alla falce e alle tragedie
vivo lontana dalla folla ma
circondata dal mondo e dal suo inferno
un coro di lapilli nella fiamma
_non c’è pianto di cielo che la spenga_
gli smemorati dèi
giocano a pettinare manichini
indifferenti alla moria degli uomini

come soffione senza le radici
_pare che sia volare ma è un inganno_
sono soltanto un fiato
un attimo disperso nel ciclone
che nulla aggiunge al tempo
e alla sua fine

Cristina Bove

Published in: on maggio 19, 2017 at 07:37  Comments (10)  

Epilogo

Veniva dagli addii cifrati
da pregresse inquietudini
recava un vaso d’ombra
colmo di voci e giochi ritrovati
_c’era nel buio qualcosa che fioriva_
in un chiarore eccentrico
nessuna competenza di se stessa

improvvisava la scenografia
da replicante
fino ai saluti in titoli di coda.

In una notte che pareva innocua
_il tempo smise d’essere suo amico_
l’alta definizione la tradì:
fece apparire numeri non scritti
segnali di precisa datazione
a decretarne l’avvenuta fine.

Sarebbe ritornata sconosciuta
incognita perfetta
di una donna mai vista né incontrata

Cristina Bove

Published in: on aprile 30, 2017 at 07:13  Comments (3)  

Per quanto sia splendore

il raggio ha la sua fine
quando si chiude il cerchio
e le visioni
di un mondo taciturno avranno senso
in un altro sapere d’universo
e noi faville
accese e spente in un perenne incendio
sapremo che la fiamma
è il sogno della brace
rimasto nella cenere

Cristina Bove

Published in: on aprile 18, 2017 at 06:54  Comments (2)  

Gusci, stagioni, avversità apparenti

nel suono di scirocco
l’affaccio sull’estate
_ci si ricorda delle madrinuvole_
nei temporali dalle chiome grigie
schiocchi di lampi sull’asfalto
e si procede in braille
digitando la vita sui mattoni

chissà se in qualche luogo oltremondano
si aspetta l’insolvenza degli eventi
_il dopotutto_
il giungere sapiente o il finire coatto

forse non basta muoversi di lato
sguardarsi dagli specchi
_i volti nudi e i corpi_
per finire d’inverno
forse si muore solo per provare
come si nasce e si rinasce _vecchi_

Cristina Bove

Published in: on marzo 31, 2017 at 07:25  Comments (5)  

Idrogeologica

Arrotondare per diletto
linee di contraffatte asperità
disporle alle dogane portuali
degli addetti ai favori

io mi diressi al largo _essendo goccia
acqua nell’acqua mi divenni mare_
ignota alle cartografie sillabiche
apparsa come un’isola ferdinandea
fulmineamente emersa e risommersa

Cristina Bove

Published in: on marzo 18, 2017 at 07:45  Comments (4)  

Incontri a margine

incontro

L’uomo che s’è affacciato alle pareti
ha un viso d’abat-jour
_scrive di viaggi sulla scrivania_
di sibillini versi
ha un mappamondo bidimensionale
e le finestre
tutte rivolte a sud

la donna si disegna a mano libera
_un albero illustrato cresce in fretta_
e nei frattali a china
se stessa tracimare
lungo le linee di demarcazione
là dove il calendario è senza giorni
dove ci si può amare evanescenti
nelle spirali di parole eccentriche
perdutamente vivi
nei mille ghirigori d’una stanza

Cristina Bove

Published in: on febbraio 28, 2017 at 07:16  Comments (1)  

Viaggio

Andiamo nella stessa direzione
prossimi e separati
evanescenti nella galaverna
_chiaroveggenze inascoltate
si perdono nel vuoto_
si conosce il traguardo
ma non s’hanno notizie di quel luogo
:nessuno è mai tornato dall’esilio
a dare indicazioni

si procede indifesi
senza mappe
qualche volta s’incespica nei piedi
a volte _inadeguati alla foschia_
ci sediamo sui margini
a riposare all’ombra dei dolori

e proseguiamo tutti
insieme e soli
verso il mistero e la dimenticanza

Cristina Bove

Published in: on dicembre 21, 2016 at 07:11  Comments (2)