Questa la metto qui

per non dare nell’occhio
perché parlo di morte e carnevale
della bellezza della vita andata
di come la vecchiaia sia una schifezza
_questa parola allappa i benscriventi_
io me ne infischio e penso ai casi miei
d’altronde chi può mettersi nei panni
che cadono già male a chi li veste?
Forse “la vita è bella”
per chi sgranocchia favole e popcorn
bevendo alla tv messaggi e film
false promesse e varie amenità
di malavita e malamorte
_anch’io mi ottundo con le serie e i quiz_
e più che mai mi sento estranea ai fatti
desiderosa di finire in fretta
per smettere di stare sulla breccia
inutilmente logora e loquace
a scrivere di mille superfici
schivando abissi di natura logica
sulla barca che affonda in mari equivoci
senza nemmeno un dio per salvagente

Cristina Bove

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Published in: on febbraio 14, 2018 at 07:46  Comments (8)  

Dall’altro lato della porta

Ancora ci stupiamo
per minuscole storie-scorie
come bambini in corpi troppo vecchi
che nelle macchie vedono profili
e draghi sputafuoco nei tramonti

ce ne stiamo
quasi al di fuori di noi stessi
pareidolie scomposte come nuvole
gravati alle caviglie
dalle catene della consuetudine

siamo muri gremiti di ritratti
senza cornici _arresi allo scompiglio_
assuefatti al dolore
assorti nei ritorni di memoria
eppure attratti dalla vita ancora

Cristina Bove

Published in: on febbraio 3, 2018 at 07:08  Comments (4)  

Esondazione

quando dubbi e inquietudini
sembravano senza via d’uscita
e un repentino volgere di spalle
di maggiordomi e primedonne
divenne un fiume che allagò il giardino
sprangò porte e finestre della casa

fuori pioveva il buio
passavano giullari e cantastorie
in cerca di ribalte e di platee
più compiacenti
immemori del tempo che cancella
programmi e cartelloni

mentre il fiume cresceva e dilagava
in una sarabanda d’acqua
il giardiniere
restò in attesa che fiorisse l’alba

Cristina Bove

Published in: on gennaio 21, 2018 at 07:35  Comments (4)  

Chi è di cena

S’illuminò di senso
l’interruzione obbligatoria
con tutte quante le combinazioni
dei tempi addizionali

_non si finisce la partita
se non ci si assicura del ritorno_
disse il guardiano della vita
e allontanò la nuvola d’ingombro.

Regalavano scorte di sentenze
massime trite e qualche déjàvu
ma la candela non valeva il gioco
il buio nel piatto era un suadente invito
a consumare gli ultimi bocconi
_ma fu concesso fare la scarpetta_

Cristina Bove

Published in: on gennaio 5, 2018 at 07:08  Comments (1)  

L’ equivoco del bello e del possibile

Prendiamoci la folgore e il boato
andiamo dove il senno si è perduto
dov’è rimasta la follia dei sogni
__vascelli in altocielo navigare
partendo da balconi__
il tempo degli umani in cifre nuvole
battuto dalle piogge siderali

lo sfolgorio del suono
insegna a tralasciare le incombenze
le imposizioni e i fatti
__la mente ha l’insistenza delle incognite__
ma è necessario il vuoto
per ingannare un angelo distratto
e farsi accompagnare oltre l’ignoto

si lasciano certezze transitorie
per l’unica certezza incontestabile:
che di vita si muore

Cristina Bove

Published in: on dicembre 20, 2017 at 07:21  Comments (3)  

Mille e una donna

sono passate tutte
le bambine del mondo
e dentro me
stanno imparando l’arte d’invecchiare

Cristina Bove

Published in: on dicembre 7, 2017 at 07:42  Comments (3)  

Mi ribello alle massime e agli stereotipi

La pacatezza che mi fa da guscio e tana
è il mio riparo dai sentenziatori
_ho visto esseri umani prigionieri
di simboli e precetti
vivere come fossero immortali_
ho appreso a non bramare
a ritenere tutti, me compresa
per niente necessari
e ad essere-nonessere
senza gravare troppo sugli amori
senza aspettarmi troppo dagli amori
potrebbe dirsi noncuranza, ma
è la contezza di lasciare liberi
di andare o di restare

Cristina Bove

Published in: on novembre 24, 2017 at 06:59  Comments (3)  

Senza destinatario (o forse sì)

Fidammo nel reciproco buonsenso
fummo vicini e complici
nel cuore e nella mente
eppure mai distanza fu più grande
di quella che ci univa e separava

ora non puoi sapere
se sto scrivendo propriamente a te
a ben pensarci non è poi importante
che tu lo sappia, né che io lo dica
quindi nessun indizio

penso che se capissi scuoteresti la testa
definiresti assurdo tutto questo
ed a ragione
perciò, mentre tu andavi
restavo in questa galleria di déjà-vu

Persisteranno ombre e barlumi
d’una vicenda strana e inaspettata
che ci fu dato vivere
così

Cristina Bove

Published in: on novembre 13, 2017 at 07:08  Comments (2)  

Il sabato del viaggio

le strade in cui ci siamo sparpagliati
e tante volte ritrovati e persi
tra vuoti e pieni: misure insufficienti a farci eterni
_l’altrove ha i suoi quadranti da scoprire_
il mito e la domenica a venire
le saghe degli eroi non hanno fine
mentre per noi
ch’è sempre la vigilia di partenza
ci sono avvertimenti sui confini
_non separate il cielo dalla terra_
tanto si arriva tutti a quel traguardo
straccioni o miliardari

e nell’attesa dissertiamo a vuoto
di valori celesti e trascendenti
dimenticando d’essere accerchiati
da tutti i mali dell’umanità
mosche cocchiere in groppa agli ippogrifi
galli e galline
in corsa per olimpi transitori
mentre finisce il mondo

Cristina Bove

Published in: on ottobre 29, 2017 at 07:16  Comments (2)  

Accumulatori seriali

Siamo già ritornati
da tutte le partenze
e delle case non sappiamo più
se sono i souvenirs
a tenerci in ostaggio
o se noi stessi
ci siamo imprigionati nel tran-tran

siamo romanzi senza lieto fine
accatastati nelle vie di polvere
sgualciti su ipotetici scaffali
insufficientemente vivi
per essere presenti
insufficientemente morti
per essere ammucchiati
tra gli assenti

siamo meta di niente
perduti nel silenzio

Cristina Bove

Published in: on ottobre 7, 2017 at 06:52  Comments (1)