Dislocamenti limbici

procedere a tentoni
il buio in spalla
serve la massima cautela
a traslocare crani e casse
etichette scollate _il contenuto
una pozione per cervelli affetti
da pensieri incurabili_

in solitaria
a investigare dedali e utopie
l’artefice retorico
smarrisce il suo pronome
sguscia tra cappe e spade
diserta le perizie cattedratiche
rimane in sospensione
tra l’essere e non essere nessuno

Cristina Bove

Published in: on giugno 29, 2021 at 06:53  Lascia un commento  

La smania di restare e il suo nonsenso

Nessuno è ancora qui
di quelli che son morti, è l’evidenza.
I grandi della storia sono firme
lasciate ai monumenti
e nelle biblioteche, nei musei
la gloria ha la sua breve consistenza
negli occhi di chi passa, legge, osserva.

Nessuno è ancora qui
di quelli noti solo a chi li amava
né sono il marmo che li rappresenta
il bronzo, il falansterio, la cappella
la cenere nell’urna
nell’erba alle radici d’una pianta
in mare aperto

il tempo ci distanzia dagli eventi
ci rende impraticabili agli addii
diciamo “sono andati”
come se fosse un’astrazione
e non l’ineluttabile che incalza

andremo via
saremo il niente di una rimembranza
che non sarà mai più quel viso
quel gesto quel sorriso
quell’abbraccio

_si vive e lo sappiamo
si muore e lo sapranno solo gli altri_

Cristina Bove

Published in: on giugno 18, 2021 at 07:44  Lascia un commento  

Questione di a-plomb

Non cado spesso
perché sono paffuta e condensata
un barattolo di buona polpa
_buona si fa per dire_
e nonostante le peripezie
ben conservata

la gravità vorrebbe averla vinta
mi fa tra capo e piedi lo sgambetto
un capogiro
_il barcollar m’è dolce in questo mare_
la combatto
mi giro di tre quarti, è qui la boa
la sedia che mi accoglie e sono al porto

bevo un bicchiere d’acqua
brindo alla mia fortuna d’esser donna
e non una testuggine eremita
ribaltata

Cristina Bove

Published in: on giugno 3, 2021 at 07:42  Lascia un commento  

Il segreto dell’arcobaleno

sembra l’intestazione d’una favola
ma è il gioco di prestigio della luce
che dal cappello estrae
la meraviglia effimera
del cielo sulla terra

uno dei più bei trucchi del divino
per consegnarci al ciclo dell’umano
indorandoci pillole e dolori
vita e morte

nei giardini imperfetti stanno i fuori
i dentro stanno tutti alle finestre
irretiti dal viaggio dei colori
sperando di scoprire prima o poi
il punto in cui combaciano col mondo

Cristina Bove

Published in: on maggio 20, 2021 at 07:39  Lascia un commento  

Smarrimenti del terzo tipo

rincorrere un pensiero
nel passaggio tra camera e cucina
quel nome sulla punta della lingua
quel fatto quell’incontro quella scena
arrivano e svaniscono

la polvere che imbianca teste e mobili
impallidisce immagini
perdona le omissioni
rende futile
ciò che pareva indispensabile

s’annebbiano le cose più vicine
tuttavia
si può leggere il cielo senza occhiali
: magari in un paragrafo di stelle
c’è la decrittazione
del come e del perché viviamo il mondo

Cristina Bove

Published in: on maggio 7, 2021 at 07:08  Lascia un commento  

Mattinata sciatta

Vasi di pietra grigia
un sedile di marmo nel giardino
sull’orologio senza le lancette
il tempo annota voli da smaltire
un gatto ride e subito scompare
Alice infila una vestaglia blu
capelli sulle spalle
ciocche d’inverno come una mantiglia
una traccia d’insonnia sul cuscino

guarda lontano
il cielo sembra scendere sui tetti

nel rumore di vita che l’assale
come se d’improvviso tutto il mondo
fosse scoppiato dentro i suoi pensieri
perde il nome
la forma
il senso
il sé

Cristina Bove

Published in: on aprile 19, 2021 at 07:19  Lascia un commento  

Attrazione frattale

Abbiamo corpi fatti di energia
intrattenuti a coltivare giorni
in questo mondo d’ombre
ma siamo anche il pensiero
luce e soglia
che ci disegna in infiniti spazi
dall’oscurità della caverna
al sole

pensiero ch’è la traccia
di te, di me, di noi
di tutto quanto è intelligenza e vita
e forse
per quanto infinitesimi noi siamo
persisteremo in altre dimensioni
geni e memi
nell’ incessante espandersi e mutare
della matrice universale
ignota

Cristina Bove

Published in: on aprile 4, 2021 at 07:02  Lascia un commento  

Sdialogo ai confini del sè

Lo vedi 
come declina rapida ogni gloria
come ci si dimentica dei nomi
e come si sparisce dalla scena?
Lo vedo
è un vuoto che fagocita gli assenti
uno scenario d’ombre
e le parole dette e quelle scritte
un domino di tessere cadute

Lo vedi
che  mentre dici “sono”
non essendo chi eri e chi sarai
sei l’entità di un attimo
ossimoro infinito?
Lo vedo
ma non essendo il centro
né la circonferenza della sfera
sono chi non esiste eppure esiste
il suo mistero

Cristina Bove

Published in: on marzo 20, 2021 at 07:15  Lascia un commento  

Nella città di sabbia

Sui marciapiedi frantumati
prossimi al precipizio
le donne han messo in fila le stagioni
i giorni neri delle assenze
le briciole di voci nei cassetti
gli abiti che non è mai domenica
il passaporto per il letto
il tappetino con su scritto “salve”

gli uomini custodiscono l’entrata
che in effetti è l’uscita
chiedendo il passaporto per la vita
ai reduci di tutte le battaglie

i figli fanno un nido per le madri
che invecchiano e diventano più fragili
smettono di lustrare suppellettili
dimenticano pentole sul fuoco
vedono male da vicino
benissimo lontano
oltre le nuvole

Cristina Bove

Published in: on marzo 5, 2021 at 07:03  Lascia un commento  

Questi giorni

in una linea parallela al mondo
traccia che mai s’incontra
né confluisce in una rigacielo
giorni di zone virulente
tra l’essere e il volere
tra la magnificenza dei mattini
che ancora fanno luminarie ai vetri
e la fatale oscurità del sonno

per affrontare l’apatia che incalza
mi sconnetto dal flusso dei pensieri
minimizzo
ripeto serie e carte gioco al mondo
vinco di rado
ma il perdere mi salva dal morire
prima che giunga il tempo

Cristina Bove

Published in: on febbraio 13, 2021 at 06:57  Lascia un commento