When the Present has latched its postern behind my tremulous stay,
And the May month flaps its glad green leaves
like wings,
Delicate-filmed as new-spun silk, will the
neighbours say,
“He was a man who used to notice such things”?

If it be in the dusk when, like an eyelid’s
soundless blink,
The dewfall-hawk comes crossing the shades
to alight
Upon the wind-warped upland thorn, a gazer
may think,
“To him this must have been a familiar sight.”

If I pass during some nocturnal blackness, mothy and warm,
When the hedgehog travels furtively over the lawn,
One may say, “He strove that such innocent creatures should come to no harm,
But he could do little for them; and now he is gone.”

If, when hearing that I have been stilled at last, they stand at the door,
Watching the full-starred heavens that
winter sees,
Will this thought rise on those who will meet my face no more,
“He was one who had an eye for such mysteries”?

And will any say when my bell of quittance is heard in the gloom,
And a crossing breeze cuts a pause in its outrollings,
Till they rise again, as they were a new
bell’s boom,
“He hears it not now, but used to notice
such things”?


Quando l’oggi avrà chiuso il suo cancello dietro il mio trepido soggiorno,
il mese di maggio agiterà come ali le sue liete foglie verdi,
Coperte di lieve pelurie come seta appena filata, diranno i vicini:
« Era un uomo che sapeva notare queste cose » ?

Se sarà al tramonto, quando, come il battito silenzioso d’una palpebra,
Il falco della rugiada viene a posarsi attraverso le ombre
Sul pruno dell’altura distorto dal vento, un passante potrà forse pensare:
« Questa scena dev’essergli stata familiare ».
Se passerò nella tenebra notturna, piena di falene e calda,
Quando il porcospino corre furtivo sul prato,
Qualcuno forse dirà: « Fece quanto era in lui perché queste creature innocenti scampassero a ogni male,
« Ma non potè far molto, e ora non c’è più ».

Se, quando udranno che sono placato, alla fine, sosteranno davanti la porta,
Fissando il cielo invernale gremito di stelle,
Sorgerà questo pensiero in coloro che non incontreranno il mio viso mai più
« Era uno che aveva un occhio per questi misteri » ?

E dirà nessuno, quando la campana del mio trapasso sarà udita nella tenebra,
E una brezza interposta segnerà una pausa nel suo rombo,
Fincbé emergerà di nuovo, quasi fosse la voce d’un’altra campana
« Ora egli non ode, ma soleva notare queste cose » ?


Published in: on dicembre 30, 2017 at 06:50  Comments (1)  

Neve nei sobborghi


Every branch big with it,
Bent every twig with it;
Every fork like a white web-foot;
Every street and pavement mute:
Some flakes have lost their way, and grope back upward when
Meeting those meandering down they turn and descend again.
The palings are glued together like a wall,
And there is no waft of wind with the fleecy fall.

A sparrow enters the tree,
Whereon immediately
A snow-lump thrice his own slight size
Descends on him and showers his head and eye
And overturns him,
And near inurns him,
And lights on a nether twig, when its brush
Starts off a volley of other lodging lumps with a rush.

The steps are a blanched slope,
Up which, with feeble hope,
A black cat comes, wide-eyed and thin;
And we take him in.


Ogni ramo n’è carico,
Ogni rametto incurvato;
Ogni forcella è un candido piede palmato;
Ogni strada e ogni selce è fatta muta;
Alcuni fiocchi si sono smarriti, brancolano indietro verso il cielo:
Incontrando quelli che cadano in lente volute, si volgono e ridiscendono.
Gli steccati sono saldati insieme come un muro,
E non c’è fiato di vento nella pioggia di vello lanoso.
Un passero entra nell’albero,
Ed ecco improvviso
Un grumo di neve tre volte il suo piccolo corpo
S’abbatte sopra di lui, gl’inonda la testa e gli occhi.
Lo rovescia,
Quasi lo inurna,
Si posa su un rametto più basso, e l’urto lieve
Sventaglia via una scarica frusciante d’altri grumi adagiati.
Gli scalini sono un pendio imbiancato:
Lo risale con debole speranza
Un gatto nero, grandi occhi e sparuto;
E noi lo si fa entrare.


Published in: on settembre 1, 2017 at 07:13  Comments (1)  

I buoi


Christmas Eve, and twelve of the clock.
“Now they are all on their knees,”
An elder said as we sat in a flock
By the embers in hearthside ease.
We pictured the meek mild creatures where
They dwelt in their strawy pen,
Nor did it occur to one of us there
To doubt they were kneeling then.
So fair a fancy few would weave
In these years! Yet, I feel,
If someone said on Christmas Eve,
“Come; see the oxen kneel,
“In the lonely barton by yonder coomb
Our childhood used to know,”
I should go with him in the gloom,
Hoping it might be so.

Vigilia di Natale, è mezzanotte:
Ora essi sono tutti inginocchiati,
Disse un anziano a noi seduti in gruppo
Ben crogiolati presso il focolare.

Ci fingemmo le miti creature
Entro il loro ricovero di paglia,
Né ad alcuno a noi venne il pensiero
Che non fossero appunto genuflessi.

Tanto leggiadra fantasia, chi mai
Tesserebbe in questi anni? Pure io sento
Che se in quell’ora un tale mi dicesse:
Vieni a vedere i buoi inginocchiati

Nella solinga fattoria a valle,
Che nell’infanzia avemmo familiare,
Lo seguirei tra le ombre della notte,
Sperando in cuore fosse proprio vero.


Published in: on marzo 26, 2017 at 07:21  Comments (5)  

Viaggio con un fantasma


I travel as a phantom now,
For people do not wish to see
In flesh and blood so bare a bough
As Nature makes of me.

And thus I visit bodiless
Strange gloomy households often at odds,
And wonder if Man’s consciousness
Was a mistake of God’s.

And next I meet you, and I pause,
And think that if mistake it were,
As some have said, O then it was
One that I well can bear!


Viaggio con un fantasma adesso
perchè la gente non vuole vedere
in carne ed ossa un ramo così spoglio
come la natura fa di me.

E così visito incorporee
strane cupe famiglie spesso in dissidio
e mi chiedo se la coscienza umana
sia uno degli errori di Dio.

E dopo incontro te e mi calmo
e penso che se fosse un errore
come alcuni han detto, sarebbe allora
uno di quelli che riesco a tollerare.


Published in: on gennaio 15, 2012 at 07:04  Comments (3)  
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Toni neutri


We stood by a pond that winter day,

And the sun was white, as though chidden of God,

And a few leaves lay on the starving sod;

– They had fallen from an ash, and were gray.

Your eyes on me were as eyes that rove

Over tedious riddles of years ago;

And some words played between us to and fro

On which lost the more by our love.

The smile on your mouth was the deadest thing

Alive enough to have strength to die;

And a grin of bitterness swept thereby

Like an ominous bird a-wing….

Since then, keen lessons that love deceives,

And wrings with wrong, have shaped to me

Your face, and the God curst sun, and a tree,

And a pond edged with grayish leaves.


Sostammo presso un laghetto quel giorno d’inverno,

E il sole era bianco, come biasimato da Dio,

E sparse foglie giacevano sulla zolla affamata,

Cadute da un frassino, ed erano grige.

I tuoi occhi fissi sopra di me erano quali gli occhi che vagano

Su tediosi enigmi risolti anni addietro;

parole correvano tra noi su e giù,

Chiedevano chi, con il nostro amore, avesse perduto di più.

Il sorriso della tua bocca era la cosa più morta,

Vivo quel tanto che gli desse la forza di morire;

E una piega d’amarezza aleggiava su di esso

Quasi un uccello di sventura in volo…

Da allora, crude lezioni che amore inganna,

E strazia d’offese immeritate, hanno foggiato per me

La tua faccia, e il sole maledetto da Dio, e un albero,

E un laghetto orlato di foglie grigiastre.


Il caso


If but some vengeful god would call to me
From up the sky, and laugh: ” Thou suffering thing,
Know that thy sorrow is my ecstasy,
That thy love’s loss is my hate’s profiting!”

Then would I bear it, clench myself, and die,
Steeled by the sense of ire unmerited;
Half-cased in that a Powerfller than I
Had willed and meted me the tears I shed.

But not so. How arrives it joy lies slain,
And why unblooms the best hope ever sown?
Crass Casualty obstructs the sun and rain,
And dicing Time for gladness casts a moan …
These purblind Doomsters had as readily strown
Blisses about my pilgrimage as pain.


Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse
Dall’alto cielo, e irridesse: ” Tu, creatura che soffre,
Sappi che il tuo dolore è il mio diletto,
Che del tuo amore frustrato profitta il mio odio!”

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei,
Rafforzato dal senso d’un ira immeritata;
Mezzo racconsolato dal pensiero, che un più potente di me
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch’io piango.

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa,
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata?
Il caso balordo s’oppone al sole e alla pioggia,
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d’un lamento …
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore.