Per Hagesidamos di Locri Epizeferi, pugile ragazzo

Talvolta per l’uomo la cosa più utile

è il vento; altra volta le acque celesti,

figlie piovose della nuvola.

Quando lo sforzo trionfa, inni di miele

sono preludio di voci

future e promessa giurata per gesta grandi.

Scevra d’invidia questa lode

sta per chi vince ad Olimpia: ed è pascolo

della mia lingua, invitante –

Ugualmente dal dio l’uomo fiorisce in arti sagge.

Ora sappi, figlio di Archéstratos,

Hagesídamos: per il tuo pugilato

un dolce ornamento di canti porrò risonante

sulla corona di aureo ulivo,

onorando la stirpe dei Locri Zephýrioi.

Al loro corteo adunatevi; io vi prometto,

o Muse: una gente ospitale

ed esperta del bello, alta

in sapienza e guerriera incontrerete.

Perché – la fulva volpe e i leoni

ruggenti non mutino l’indole innata!

PINDARO

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Published in: on luglio 15, 2013 at 07:10  Comments (2)  

Per Teosseno di Tenedo

Al momento opportuno dovevi, animo mio,

coglier l’amore, in giovinezza.

Ma guardando i raggi

che dagli occhi di Teosseno balenano,

chi non trabocca di desiderio, ha il cuore nero

temprato nell’acciaio o nel ferro

con gelida fiamma. Disprezzato

da Afrodite pupille vivaci,

o soffre pene violente per ottenere guadagni,

o, servo di tracotanza femminile,

freddo percorre ogni sentiero.

Ma io, a causa di lei, come la cera delle api sacre

morsa dal calore, mi consumo, quando guardo

la giovinezza degli adolescenti dalle membra floride.

In Tenedo, certo,

Peito e Grazia abitano

nel figlio di Agesilas.

PINDARO