Oltre il confine delle nuvole

Quante volte  giocheremo ancora -noi-

che del gioco abbiamo perso il tempo

non il senso o l’aspettativa del sogno?

Quante stelle vedremo frantumarsi

sui cigli consumati, sulle rive ormai deserte

tra cocci di bottiglie e messaggi naufragati

noi, che mentiamo anche a noi stessi

per non perdere il vizio della vita?

Toccherà chiudere gli occhi -forte-

per vedere oltre i confini delle nuvole

comprendere il perchè dei nostri passi

conoscere cos’è che tiene in pugno il mistero dei destini

credere al miracolo della nostra imperfezione

e non morirne.

 

astrofelia franca donà

Published in: on novembre 17, 2019 at 07:32  Comments (1)  

Il sarto di Via Po

Qualcuno lo ricorda costantino

forse senza saperne il nome

ma era per tutti il sarto

quello di Via Po nella Torino vecchia

dei primi tram e le ultime carrozze

lo struscio delle dame accompagnate

all’ombra elegante del Barocco.

Aveva lì il negozio

una vetrina appena da sbirciarci dentro

la targa con la scritta lucida d’ottone

i passi svelti sul tappeto antico

e il tempo che sembrava fermo

nella musica del filo, un canto

di stoffe dispiegate come ali in aria.

Restavano impettiti dentro il bozzolo

di un abito nascente, i tratti bianchi

del gessetto a dare un verso al senso

“la manica più su, mi raccomando”

e via così di forbice, un gioco d’ago

lo specchio a figura intera soddisfatto

“se non arrivano le bombe questa notte

domani lo consegno vi assicuro”.

Ma è troppo forte il tuono, il lampo,

la notte veste solo la divisa della guerra

e in quell’attesa i manichini nudi

restano a sperare in un ritorno

ma Costantino ormai è già lontano.

 

astrofelia franca donà

Published in: on ottobre 27, 2019 at 07:44  Comments (3)  

La tenerezza che non so

Piove, l’oro dell’autunno

piove di toni sommessi

e lievi il cielo

piove di rossi ardenti

in queste foglie alle mani

in intrecci d’ambra soffusi.

Scarlatta la bocca ha perle di melograno

e nel respiro

la paura di tanta tenerezza

 

astrofelia franca donà

Published in: on ottobre 10, 2019 at 06:50  Lascia un commento  

Le arance di Valencia

Qui le arance dormono sugli alberi

e fiori viola cadono sulle vie roventi

mentre il cielo avvolge di colore

vecchie case dai muri screpolati

il traffico è da qualche parte

non qui non ora in questa calura

gli occhi chiusi, le persiane serrate

c’è un silenzio che racconta il tempo

un fruscio di sete e dita sui ventagli

voci che cantano di amori travagliati

di sangue e drappi rossi sulla terra ocra

c’è un silenzio di candele profumate

di cera sciolta lenta sull’altare

e sciabole di sole trapassano il rosone

sui capi chini nella sacra offerta

sale profonda la preghiera che non so

e mi congiunge al ventre antico della madre.

 

astrofelia franca donà

Published in: on settembre 15, 2019 at 06:51  Lascia un commento  

La forza delle parole

Giorni, a ridosso del vento,

coi colori dell’estate nel cuore

un barlume di stelle e tanto cielo

in cui dispiegare le vele del viaggio.

L’eco dei fiori accenna dei passi

tra nubi fulve qualche nota soffusa

e l’antico canto ritorna a rimarginar la ferita.

Figlia di questo mondo fatto di niente

– delle mie mani vuote, dei miei occhi –

partorita quando il grido nasce,

vedi ora la luce del mondo

e urla con coraggio la forza delle parole.

 

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 27, 2019 at 06:51  Comments (2)  

Giuda non è morto

Pioveranno botti e stelle, stanotte

nelle città blindate di cemento

si conteranno numeri all’indietro

le grida nelle piazze e dai balconi.

Sullo schermo auguri e i soliti sorrisi

discorsi studiati a tavolino e futili promesse

un anno si conclude, un anno nuovo è qui

eppure la poltrona è sempre quella, ricca,

tenuta bene al caldo e tramandata nella storia.

Scorreranno immagini a ricordare neri eventi

casette in legno su macerie innevate di vergogna

strade sporche di sangue, sporche di rifiuti, sporche …

mani mai lavate di uomini corrotti

– Giuda non è morto ancora –

sarà utile pregare, credere a una rivoluzione giusta

sciogliere i capelli, togliere le spine dalle mani

camminare sulle ceneri e dare un pasto ai poveri?

Sarà un giusto sogno credere alle favole

abbracciare l’uomo nero e piangere di gioia

dividere il mio pane e bere vino nella piazza

allungare la coperta e scaldare un poco il mondo.

 

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 15, 2019 at 07:17  Lascia un commento  

Il tempo non ritorna

Mia madre ha fatto la guerra

senza aver mai imbracciato fucili

col fiato di brina a buttarsi nei fossi

nel gioco imparato a salvare la pelle.

L’ha ricordato sempre quel rombo assordante,

gli aerei bassi sulla piana nebbiosa

e si correva tra stoppie annerite a cielo aperto

giù proni dentro al fosso senza respiro,

il freddo della terra e i cani a fiutar l’aria.

Sentiva i loro  passi, stivali alti e  lingua dura

cercavano ragazzi nascosti nelle stalle,

partigiani che avrebbero ammazzato,

guai a trovarli.

Li avevano nascosti, come il pane buono,

con l’odore dello sterco bruciato nei cortili vuoti.

Di quel cielo non è rimasto fumo

le mani a volte fermano un ricordo tra le dita

è solo un attimo,

il tempo non ritorna.

.

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 7, 2019 at 07:05  Lascia un commento  

Quel pulviscolo di sogni

Ha risvegli di parole lucide, la pioggia

di strade lasciate a bagnarsi nella notte

mentre il cielo negli affanni delle nuvole

consuma le distanze tra i momenti più lontani

come se fosse soltanto lo schiudersi di ciglia

a misurare il tempo, o il fiato lasciato sospeso

a quella vecchia lampada sorniona con cui

ho diviso per anni la complicità dei miei silenzi.

Ritrovo in quel pulviscolo di stelle abbandonate

la lucidità del sogno tra le dune incantate del pensiero

mi perdo e mi rinnovo in quelle orme già vissute

con la carezza dei ricordi e il capriccio d’una nuova brezza

e in controluce mi lascio rimirare come fossi l’alba.

 

astrofelia franca donà

Published in: on Mag 25, 2019 at 07:38  Lascia un commento  

Il bianco delle cose

Torno spesso al bianco delle cose

la neve dei greppi, il muschio gelato

il fiato nell’aria e i fiori del pruno

nel vento che sfuma di rosa il ricordo

del lino sfrangiato e il latte col pane.

La curva del giorno nella bava di nebbia

il bianco del mio dente perduto, il primo,

e il sapore del sangue, la curva del viso

appoggiato alle mani e il primo quaderno.

L’abito bianco dei miei sette anni

con fili di seta e due dita d’amore,

nel profumo incantato dei gigli

e la cera di candele appassite all’altare.

Ho guardato fino a straziare gli occhi

il riverbero immutato della neve,

cercando nelle orme la logica dei voli,

il perché del tempo e delle sillabe lasciate

e non ho trovato nulla, solo bianco.

 

astrofelia franca donà

Published in: on Mag 14, 2019 at 06:59  Comments (3)  

Gioele assomiglia al padre

Gioele assomiglia al padre, dicono,

avrà forse domani barba e baffi,

occhi scuri quelli sì, lo sguardo

dei camini accesi e visioni verdi

di cime bianche e ripidi sentieri.

Avrà un talento naturale a dove mettere

le mani e il cuore, un riflesso azzurro

di cieli senza nuvole in affitto.

Lo guardo muoversi nel mondo

con le ali appena schiuse, versi

in boccio come fiori appena nati.

Una finestra aperta di sorrisi è

la sua bocca, gorgoglia il fiato

ed io rivedo nell’abbraccio il figlio.

Forse,

domani conterà le rughe sul mio viso

ed io mi lascerò cullare come una bambina

perché sai, un figlio è padre, e il padre

è sempre figlio mio, oltre il tempo.

 

astrofelia franca donà

Published in: on Mag 6, 2019 at 06:58  Comments (1)