Ode alla lingua italiana

Voce d’antichi padri

musica è il nostro dire

e le vocali madri                              

fan dolce il suo fluire.

 

Le doppie consonanti

sposate alle vocali

creano accattivanti                                    

accordi inusuali.

 

La nostra lingua è tonda

come la “ o “ di Giotto

è il carezzar dell’onda

in un parlare dotto.

 

Fonetiche varianti

la rendon sinfonia

parole come canti

di serafica etnia.

 

Perché mercificarla

con anglo francesismi?

Meglio sarebbe usarla

ricolma d’aforismi.

 

Così che senza abiura,

fiera in ogni contrada,

della nostra cultura

diventi ancora spada.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 17, 2017 at 07:45  Comments (8)  

Infinito divenire

Sono onda che improvvisa nasce

nel sogno d’una spiaggia;

non so il perché del mio fluire,

ma alla fine del sogno

sarà la spiaggia il mio morire?

Col cielo mi confondo

m’incurvo e d’angoscia mi frango,

sento di amare il vento

‘sì che nel suo vigore vivo

e senza quell’amore

solo lieve increspatura sarei.

Or s’accorcia il tempo,

si spezza e colma ogni mio spazio

candido ribollire

e alfin la mia natura trova

l’infinità del mare.

Ora so…

ancora onda sarò.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 10, 2017 at 07:39  Comments (10)  

Meditazione

Solo suono

nella mente assorta,

che da terreni pensieri

perde contezza.

Primigenia memoria

d’emozioni nuda,

lentamente s’apre            

su un mondo di pace.

Sfuma lo spazio

in lattea via

d’incorporee coscienze,

a cui la mia s’addensa.

E alfine – la luce,

unica, indivisibile,

che la coscienza brucia

e fortemente attrae

beata in sé.

.

Alberto Baroni

Published in: on luglio 1, 2017 at 07:36  Comments (11)  

Testamento biologico

Nacqui sì desiderato

ma non per mia sponte,

e fu unica e delicata

la prima lattea strada.

Poi fra tormentati bivi

decisi dove andare,

ma ancor oggi non so

se scelsi di coscienza,

o sol perché accecato

da buio e sole.

A tratti trovai letizia

a volte angoscia e dolore,

tanto da domandarmi

quanto fu vero arbitrio

o quanto il Creatore,

‘sì tanta o poca grazia

designato mi aveva.

Ora che d’ultima strada

vedo il greve confine,

ora, se un male oscuro

ne accorciasse il tratto

e dignità mi togliesse

e senza speranza

smorte fluissero l’albe,

libero esser vorrei

di sceglier l’ora della morte.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 22, 2017 at 07:31  Comments (19)  

Sempre più soli

Lontano il tempo

in cui le storie e i sentimenti,

lenti, passavan fra le labbra

e in stimolata fantasia

privilegio era l’ascolto,

fra le distinte unicità.

 

Ora in celate fibre ottiche

o in aria, volano i pensieri

d’un mondo accellerato,

stravolto da accadimenti

che in un batter di ciglia

sopraggiungono e vanno.

 

Come un branco di pesci

questa fitta rete ci stringe

in un globale asfittico contatto,

‘sì che per ascoltar noi stessi

costruiamo bolle d’universi

sempre più soli.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 13, 2017 at 07:29  Comments (17)  

Un fiume il tuo vissuto

Un fiume il tuo vissuto,  

scorso fra errori e gioie    

dove nell’alba hai navigato  

con immensa fame di sapere.

Hai stretto fra le mani rose,

subito spine                          

e il cuore mai saziato.          

Hai inseguito miraggi,        

cercando in quel sapere

impraticabili verità,                      

reiterando errori                                      

che ti hanno ferito                      

e alla fine cambiato                        

a più mite coscienza di te stesso.

Poi hai capito                                    

che il saper non è saggezza…

e l’hai trovata                  

delicata in fondo al cuore.                

Ora più certo è il passo                          

che stampa le tue orme,                

che fors’altre affiancheranno

pur senza mai calcarle.

Cicatrice d’esperienza,                    

la saggezza è solo tua…            

e non la puoi insegnare.

Ancor oggi,                                  

quel fiume fattosi tardo,            

pullula d’illusioni,                                      

ma non ne sei più attratto;              

godi, senza toccarle,

del profumo delle rose.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 4, 2017 at 07:27  Comments (14)  

Contro l’accidia i sogni

A volte la vita s’addensa

come un mare d’olio;

si sparge allor la notte,

buia d’inganni e di dolore,

rischiarata sol dal bagliore                        

d’infausti fuochi fatui.                                                                                                      

Tremante mi rannicchio

sul ciglio della strada

fra felci rinsecchite,

azzannato da angoscie

che m’aprono ferite.

                                                                                                                              

Su quel ciglio di morte

d’istinto guardo il cielo

a cercare i miei sogni;

ali che si aprono nel buio

e volano a ridestar le stelle

che defibrillano il cuore.

Laggiù nuova alba rosseggia:

l’idea di nuova primavera

s’insinua nella mente

e la mia strada accorata

di tigli ancor profuma.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 26, 2017 at 07:26  Comments (11)  

Dolce era quel vino

Seduto accanto al fuoco del camino

guardo l’inverno scorrer dietro ai vetri

e me riflesso in un bicchier di vino.

Nel silenzio lo sfrigolar dei legni

basta a ravvivare dolci momenti,

quando tu ti stringevi a me vicino

e dolce sulle labbra era quel vino…

che ancora bevo, ma agre è il suo sapore

che lento m’accompagna nell’oblio

di quel tempo che si chiamava amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:24  Comments (13)  

Istinto ancestrale

Come tante son madre atterrita,

rifuggita da terra sbagliata,

devastata da orrende chimere

e da infami tiranni azzannata.

Già distrutto il reale trascorso,

frantumata è l’antica interezza

che impietosa la morte recise

e or confuso futuro s’appresta.

Pur se conscia di un nuovo calvario,

giammai peggio del male sofferto,

iniziato sgomenta ho il mio viaggio

con coraggio strappato a ogni passo:

fra le braccia mie ignare creature

ché proteggerle è istinto ancestrale.

Ora ferma, ma ancora non giunta,

nella terra che giusta ho creduto,

scopro fango ed assurda violenza,

del diverso il più cieco rifiuto.

Disillusa, ferita, prostrata,

sconfortata m’ha preso certezza

che una lotta infinita m’aspetta

contro altre efferate chimere:

fiere atroci di sangue mai sazie

per diritto di storia e di razza.

Nuovamente raccolgo le forze,

con mie uniche armi l’amore

e la dolce speranza ch’è scritta

nel candore degli occhi a me figli,

dove in loro tormento io leggo

sacrosanto il diritto alla vita.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 8, 2017 at 07:20  Comments (14)  

Diseguaglianza

Non piangere
per quest’alma fissa
ad una scarna seggiola,
le cui ruote ricordano
la ciclicità della vita.
Nostra diseguaglianza,

non è postura
ma i diversi orizzonti,
assai nitidi i miei
anche se recisi.
Stesso copione
per converso recitato:
discreta la mia parte
ch’a meraviglia conosco.
Non angosciarti
perché la mia intensità
mai potrai ottenere
com’altresì la mia felicità,
che se vuoi –
proverò a insegnarti.

Alberto Baroni

Published in: on aprile 29, 2017 at 07:09  Comments (10)