Compagni i miei ricordi

compagni

Dal finir del giorno
nasce fonda la notte,
così dal vivido oggi
che trasfigura in ieri
fredda nasce l’angoscia.
Aghi di ghiaccio, affanni
che cadono dal tempo
trafiggono il cuore
e l’anima del mio presente.
Fa freddo!
Allor debbo fermarmi
e scorrere a ritroso le mie orme
per ravvivare quel fuoco
che spento pare nelle vene;
rievocar l’ebrezza dell’amore,
ricucire gli affetti, i sorrisi,
delle colpe le tante cicatrici;
non rinnovar la morte,
ma abbracciarmi a quei volti
un di da me recisi,
che accanto da sempre mi sono
sull’aspro sentiero della vita,
per non sentirmi costretto
a viverla per forza, ma…
nella gioia di ciò che ancor mi aspetta.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 15, 2017 at 07:19  Comments (9)  

Un lento fiume di parole

lento-fiume

Ho cantato la primavera

d’aquiloni e di cortili

e l’amore, fiore ridente,

incontrato e perso.

Ho cantato i verd’anni

sparsi di successi e, quelli

neri delle mie sconfitte.

Ho cantato tramonti e aurore,

cieli stellati e bruni temporali

lune piene di speranza

o a volte, lune angoscianti;

ho cantato la vita…

ho cantato la morte.

Un lento fiume di parole

che è corso a valle.

Quanto tempo è trascorso?

Solo un attimo par che sia passato!

Ma or quel fiume rinsecchito

è solo foriero di sogni proibiti.

Indecifrabile è l’orizzonte

nascosto da brume di paura

e penso che il mondo sia finito.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 6, 2017 at 07:17  Comments (9)  

Vite spezzate

Cos’è l’amor terreno

se non riflesso divino?

E’ una favilla d’arcano

che pervade l’universo

e colma i nostri corpi;

ma che noi uomini                                            

di rado soppesiamo.

Così se travisato,

in menti contorte

può divenir follia

che arma la mano

di violenza e morte.

Se l’attimo d’infinito                                

sublimato dal cuore

finisce nel dolore,

divien triste messaggio

gridato dalle donne,

dalle spose infelici,

da quelle violentate,

dalle amanti assassinate.

Mai ci sarà rimorso                    

che possa ripagare

una vita spezzata

in nome dell’amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 25, 2017 at 07:15  Comments (4)  

Ognuno invecchia a modo suo

ognuno-invecchia

Sempre più lente le mie mani,

più arduo usare gli strumenti;

più lento il passo che mi lascia indietro          

e incerti gli occhi che sfuocano le cose.                      

A volte incespica il pensare,

che ancora vivo, imbarazzato

cerca parole che non l’assistono

o idee che poi svaniscono.                  

Esaspera la morte le paure,

così che con rassegnazione

m’adeguo ai limiti del corpo,

ridisegnando ogni semplice gesto

con saggezza che sa di naftalina.

Ma il mio proceder lento                                

il tempo non rallenta, ed i suoi giorni,

incuranti, trascorrono veloci.

Per dare un senso a questa età  

d’ininterrotta attesa,                                                

posso arricchire il mio vissuto,

un capitale tutto mio,                  

od inventarmi un Dio!

Se fallirò, dovrò farmi bastare

il conforto dell’immediatezza:

-qui, all’istante, subito-

drogandomi di ogni alito di vita.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 16, 2017 at 07:13  Comments (5)  

L’eco di un ricordo

eco

Un libro fra le mani,
un libro di poesie,
attimi d’un compleanno
che tornano inattesi
e al cuore tolgono fiato.
Nel frontespizio due labbra
stampate col rossetto
e un “ ti voglio bene ” .
Volano fra le pagine
canti d’amore
d’un giovane James Joyce,
che riaprono la porta
a un dolce viso.
Una vertigine, un sospiro,
l’eco di un ricordo,
d’un bacio mai dato,
d’un addio affrettato,
d’un pianto strozzato
d’un sogno mai nato.

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 19, 2016 at 07:27  Comments (7)  

Fecondità

fecondita

Dolce fecondità

la natura riveste

e colori adornano il verde

di vita portata dal vento.

 

Fra mie braccia adagiata

sopra un letto di sogni

leggo pensieri d’infinito

nei begli occhi persi nei miei.

 

Carezzata dal vento

s’aggricciano i tuoi seni,

e – maternamente languida

m’offri la tua fecondità.

 

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 10, 2016 at 07:25  Comments (7)  

Le bugie di un mondo clonato

bugie

A volte per solitudine

o vagheggiando nuove libertà,    

per amore di conoscenza

o solamente per curiosità,      

varchiamo liquidi cristalli

ed in quel mare di lucenti file

subito di sirene un canto

ci avvince e ci convince ad indugiare

in amorevoli giardini.                 

Or già inebriati di parole e suoni,

in tale incanto ci perdiamo

e nel profumo d’anelata pace

presto la realtà scordiamo.

Poi dal difforme viver quotidiano,

arso da frustrazioni e glorie,

irrompe la vera indole dei cuori.

Nelle tante diversità, l’orgoglio

dispensa pane avvelenato,

che in mutevoli volti mascherati

invero mai sappiam da chi vien porto.

Si che in impudiche demagogie

la falsità mette radici,  

cadono da quell’albero bugie

che ora riempiono le vie

di supponenza e vuota ipocrisia.

Si annullano i giochi d’amore

ed afflitti da quel falso blandire    

è inutile ogni nostro dire;

allora non rimane che arretrare

la solitudine accettando                                

‘chè materna e accogliente ora ci appare.

 

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 1, 2016 at 07:23  Comments (11)  

Non c’è più il profumo delle rose?

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In tempi antichi, freschi di pensieri,

più sostanza sembrava aver la vita

che oggi mentre ti volti è già sfiorita

nella fretta che porta via ogni cosa.

 

Ancora addosso ho quelle ore liete,

fatte di spini e di odorose rose

dove ardevan nel nuovo focolare

di speranza fiammate generose.

 

Non c’era ansia nè tempo di apparire

nel forte intento di ricostruire

un mondo in pace con le sue stagioni.

Oggi che il bello è tutto ostentazione

si compiange chi dice queste cose…

ma non c’è più il profumo delle rose.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 22, 2016 at 07:49  Comments (13)  

Mai prima

mai-prima

Mai mi colsi ad osservar

il fiorire d’un fiore

o il tremar degli alberi

del vento alla carezza.

Mai ascoltai stupito

il chiaccherar dell’acqua

nel ciottoloso letto,

o il piccolo usignolo

gorgheggiare alla luna.

Mai mi fermai pudico

il bacio a rimirare

del sole con il mare.

Poi – fra le ali tue dolci

io conobbi l’amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 13, 2016 at 07:38  Comments (8)  

Solitudine

solitudine

Perché crogiolarsi nel dolore

in quella strada che pare non finire,

soffocare il canto dell’amore

e nascondersi per non sentire?

Mai nelle parole ci sarà conforto    

sterili suoni saranno, senza ascolto,

se alla vita vien negato il canto

di primavere ancora da venire.

Ogni voce perderà il suo senso

solo echi in un grande vuoto

che nessuno mai potrà colmare.

La solitudine è latte inacidito,

che brucia e inaridisce il cuore,

solchi angosciati sopra il viso

che chiedono ancora di sperare

ma che nessuno potrà mai capire.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 4, 2016 at 07:37  Comments (10)