Dolce era quel vino

Seduto accanto al fuoco del camino

guardo l’inverno scorrer dietro ai vetri

e me riflesso in un bicchier di vino.

Nel silenzio lo sfrigolar dei legni

basta a ravvivare dolci momenti,

quando tu ti stringevi a me vicino

e dolce sulle labbra era quel vino…

che ancora bevo, ma agre è il suo sapore

che lento m’accompagna nell’oblio

di quel tempo che si chiamava amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 17, 2017 at 07:24  Comments (13)  

Istinto ancestrale

Come tante son madre atterrita,

rifuggita da terra sbagliata,

devastata da orrende chimere

e da infami tiranni azzannata.

Già distrutto il reale trascorso,

frantumata è l’antica interezza

che impietosa la morte recise

e or confuso futuro s’appresta.

Pur se conscia di un nuovo calvario,

giammai peggio del male sofferto,

iniziato sgomenta ho il mio viaggio

con coraggio strappato a ogni passo:

fra le braccia mie ignare creature

ché proteggerle è istinto ancestrale.

Ora ferma, ma ancora non giunta,

nella terra che giusta ho creduto,

scopro fango ed assurda violenza,

del diverso il più cieco rifiuto.

Disillusa, ferita, prostrata,

sconfortata m’ha preso certezza

che una lotta infinita m’aspetta

contro altre efferate chimere:

fiere atroci di sangue mai sazie

per diritto di storia e di razza.

Nuovamente raccolgo le forze,

con mie uniche armi l’amore

e la dolce speranza ch’è scritta

nel candore degli occhi a me figli,

dove in loro tormento io leggo

sacrosanto il diritto alla vita.

 

Alberto Baroni

Published in: on maggio 8, 2017 at 07:20  Comments (14)  

Diseguaglianza

Non piangere
per quest’alma fissa
ad una scarna seggiola,
le cui ruote ricordano
la ciclicità della vita.
Nostra diseguaglianza,

non è postura
ma i diversi orizzonti,
assai nitidi i miei
anche se recisi.
Stesso copione
per converso recitato:
discreta la mia parte
ch’a meraviglia conosco.
Non angosciarti
perché la mia intensità
mai potrai ottenere
com’altresì la mia felicità,
che se vuoi –
proverò a insegnarti.

Alberto Baroni

Published in: on aprile 29, 2017 at 07:09  Comments (10)  

Megalomane

Costretto in una vita piatta,

dove è nonsenso l’umiltà,

eleggi il cinismo a religione

e, in esaltante ascesi tutta tua,

oltraggi l’altrui fragilità.

Ti fai ipocrita, bugiardo,

ragno nell’ombra tessi la tela

di una brillante vita parallela.

Adori queste tue capacità;

menti, raggiri e poi tradisci

l’amicizia, così come gli affetti,

con falsa dolcezza tratti l’amore

solo per affermar la tua grandezza.

Vita nascosta in cui tu sei speciale,

spregiudicato, altero, superiore,

non hai sensi di colpa nel fiaccare

le vittime del tuo perverso gioco

per goder della loro umiliazione.

Il tuo vivere è una continua fuga

dalla coscienza, dalla verità…

Gli altri? Solo riflessi in uno specchio

di una realtà di cui tu non fai parte;

manipolarli è l’unica tua arte.

 

Alberto Baroni

Published in: on aprile 20, 2017 at 07:06  Comments (11)  

Il tempo

il-tempo

E’ intrattenibile respiro

il tempo…

è il cuor che batte

o l’onda che la spiaggia

sempre percuote,

è un affrettarsi d’anime

in una sola direzione

per diseguali vie.

 

Diverso è quello

paziente di una madre,

o di una donna amata

che inspira primavera,

o di un vecchio intristito

che inverno espira;

diverso è il tempo

dell’andare o del ritorno.

 

Quello trascorso

paziente attende domande

per aggiustar la via

nel mutevole presente,

breve e talor sprecato

nel fissare il ponte

che s’apre sul futuro

immaginato e incerto,

dove ci aspetta il nulla…

o l’eternità.

 

Alberto Baroni

Published in: on aprile 11, 2017 at 06:57  Comments (12)  

Adagio

adagio

Perché non ci fermiamo mai
a consentire al sole di scaldarci?
O alla pioggia di bagnarci il viso
lavando ogni sgomento,
o a farci carezzar dal vento
e gonfiar le nostre ali
incollate di paura?
Perché non ci fermiamo
ad ascoltare i primi cinguettii
che salutano l’alba, o a guardare
una vela che scivola sul mare?
Perché non ci fermiamo
a riempirci gli occhi di stelle
ed a guardare l’oltre?
Fermiamoci!
Ascoltiamo le cose
che sommesse ci dicono…
adagio, adagio, adagio.

Alberto Baroni

Published in: on aprile 2, 2017 at 06:55  Comments (11)  

Blues

blues2

Ossessionante è il brillar ritmato

di questa gelida notte di stelle,

dell’anima è un ballare strascicato

come il blues che mi suona sulla pelle.

 

Più che una vecchia musica un lamento

che del corpo ogni cellula pervade,

che penetra nel sangue con tormento

e questa notte che mai passa invade.

 

Così mi guardo dentro e dietro e devo

domandarmi se onesto sono stato,

se ho avuto tutto ciò che io volevo

o sol dei sogni l’ombre ho allevato.

 

La risposta angosciante è quasi bruta:

<< tante cose hai avuto dalla vita,

ma di fretta nessuna l’hai goduta,

nessuna dentro di te è mai fiorita;

 

così inseguendo solo l’apparenza

ti è rimasta soltanto sofferenza. >>

Fantasmi d’ansia sono i miei pensieri

evocati dal blues che li accompagna.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 24, 2017 at 06:53  Comments (10)  

Compagni i miei ricordi

compagni

Dal finir del giorno
nasce fonda la notte,
così dal vivido oggi
che trasfigura in ieri
fredda nasce l’angoscia.
Aghi di ghiaccio, affanni
che cadono dal tempo
trafiggono il cuore
e l’anima del mio presente.
Fa freddo!
Allor debbo fermarmi
e scorrere a ritroso le mie orme
per ravvivare quel fuoco
che spento pare nelle vene;
rievocar l’ebrezza dell’amore,
ricucire gli affetti, i sorrisi,
delle colpe le tante cicatrici;
non rinnovar la morte,
ma abbracciarmi a quei volti
un di da me recisi,
che accanto da sempre mi sono
sull’aspro sentiero della vita,
per non sentirmi costretto
a viverla per forza, ma…
nella gioia di ciò che ancor mi aspetta.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 15, 2017 at 07:19  Comments (9)  

Un lento fiume di parole

lento-fiume

Ho cantato la primavera

d’aquiloni e di cortili

e l’amore, fiore ridente,

incontrato e perso.

Ho cantato i verd’anni

sparsi di successi e, quelli

neri delle mie sconfitte.

Ho cantato tramonti e aurore,

cieli stellati e bruni temporali

lune piene di speranza

o a volte, lune angoscianti;

ho cantato la vita…

ho cantato la morte.

Un lento fiume di parole

che è corso a valle.

Quanto tempo è trascorso?

Solo un attimo par che sia passato!

Ma or quel fiume rinsecchito

è solo foriero di sogni proibiti.

Indecifrabile è l’orizzonte

nascosto da brume di paura

e penso che il mondo sia finito.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 6, 2017 at 07:17  Comments (9)  

Vite spezzate

Cos’è l’amor terreno

se non riflesso divino?

E’ una favilla d’arcano

che pervade l’universo

e colma i nostri corpi;

ma che noi uomini                                            

di rado soppesiamo.

Così se travisato,

in menti contorte

può divenir follia

che arma la mano

di violenza e morte.

Se l’attimo d’infinito                                

sublimato dal cuore

finisce nel dolore,

divien triste messaggio

gridato dalle donne,

dalle spose infelici,

da quelle violentate,

dalle amanti assassinate.

Mai ci sarà rimorso                    

che possa ripagare

una vita spezzata

in nome dell’amore.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 25, 2017 at 07:15  Comments (4)