Piccola anima innocente

In una pioggia di schegge

fra orrendi lampi

e simultanei tuoni,

tutto è delirio.

Che, fai piccola anima innocente,

in questa terra butterata

da lacrime d’inferno

che oscurano ogni via?

Un dì ventri accoglienti,

le case guardano piangere

la tua voglia di vivere,

con sventrati occhi neri.

Brutalità t’insegue, ti cerca

e spegne la tua luce

da poco accesa, e ora…

sei solo un ferm’immagine

di una foto di guerra,

un bambolotto di stracci,

un fiore insanguinato

di una fossa comune.

Tenebre dal cielo

scendono sul mio cuore,

la coscienza della mia impotenza

mai quiete mi darà,

ma solo lacrime eterne.

 

Alberto Baroni

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Published in: on aprile 14, 2018 at 07:34  Comments (3)  

All’improvviso il nulla

All’improvviso il nulla!

Nessuna voglia,

nessuno verso,

nessuna rima.

Solo l’imperativo

di non pensare,

di non sentire,

di non gustare,

di non vedere…

solo mera inutilità

d’un vorticoso silenzio

che ti spegne.

Fra opachi riflessi del passato,

l’anima in sofferenza

non ha più forza

d’ascoltare parole già sentite,

chiacchierar di cose già sperate,

già vissute,

che per lei non han più senso.

È disagio, disgusto, riso amaro

nel quale…

rincantucciata fra cuore e mente

ingoia solo lacrime.

 

Alberto Baroni

Published in: on aprile 5, 2018 at 07:30  Comments (8)  

La Primavera

Eccomi ancor col vento fra i capelli,

fra le mie dita pollini di vita

che monti , selve e prati fan gioielli.

 

Si risveglia ogni cosa inaridita,

intanto che dal ciel lascio cadere

lacrime di giocondità infinita.

 

Son tutta un canto, un dolce belvedere,

son pazza, ma mai presenza oscura,

ed il mio avvento da solo piacere.

 

Di germogli ricolmo ogni fessura

e fra un frullare d’ali in ognidove

di speme do alle anime la stura.

 

Vestita di colori e luci nuove

io del pittore sono amante vera,

il poeta mi canta e si commuove.

 

Tutta di vita è la mia bufera

e tu che stai sciogliendo questo canto

ben mi conosci, son la Primavera.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 27, 2018 at 07:27  Comments (6)  

L’esserti amico forse non è amore

Figlio mio!
Quando ti vedo sorridente, godo,
e anche mia è la tua felicità,
ma chioccia afflitta dalla cecità
non vedo oltre, e il tuo futur non snodo.

Mai m’avventuro a spaziare lontano
e m’accontento sempre del presente,
fo che il domani allor ti sia clemente
senza mai lasciare la tua mano.

Non è bontà la mia acriticità;
come il volerti sempre più vincente,
in ogni dove più di me eccellente,
celandoti qualsiasi avversità.

Dal tuo cammino tolgo ogni anfratto
ed ogni decisione io mi avoco,
lasciarti spensierato è quasi un gioco
così che dalla vita ti fo astratto.

Perché allor tanti giovani depressi
pur se mai tragedie li han sfiorati?
Che pure se magicamente amati
paion frutti appassiti dagli eccessi?

Allora mi convinco, e questo è amore,
che abbandonarti debbo ai fallimenti
che tralasciare devo, parimenti,
di occultarti infelicità e dolore.

Pur se del mio nido sarà morte
occorre libertà al tuo volare,
per ogni sogno imparerai a lottare
affrontando in tal modo la tua sorte.

Anche se ciò non ti farà piacere
debbo essere saggio ed esemplare,
non fare per te ma insegnarti a fare.
Che sia questo il mio unico dovere!

Alberto Baroni

Published in: on marzo 18, 2018 at 07:16  Comments (8)  

Stonato ormai quel canto

Nel quieto suo scorrere

il vecchio fiume canta

delle mie tante estati

ancor la melodia,

che un tempo m’ispirava

di speme auliche rime.        

Cerca la voce mia

alla sua d’intonarsi,

ma non di fede infusa,

asincrona a quel canto,

miseramente stona

solo spente illusioni.

 

Alberto Baroni

Published in: on marzo 6, 2018 at 07:44  Comments (2)  

Ambizione

Imprescindibile ardore

che atavico scorre nel sangue

è l’ambizione;

tacito è il suo aleggiare in noi

e niuna cosa può scacciarla.

Fatti per affrontare il mondo

quel sentimento ognor ci induce

ad uscire dal nostro quieto stagno

ambendo al blu del mare,

o a cime svettanti nel cielo.

E’ angelo se dal senno assecondata,

è armatura per reggere i duelli

d’un mondo sempre più malfido,

è amore per condividere e fare,

con gli altri nell’innalzar se stessi.

Ma s’è vanità che porta a regnare,

è demone, ai più assai molesto,

è affanno, pena, costrizione,

spesso perenne frustrazione

che sfrenata degenera nel vizio.

Dimentichi che ghianda siamo stati

pria che una quercia erta fra nubi,

diveniam destestabili e sleali,

solo bramosi d’effimeri onori

o di consensi compiacenti e falsi.

Usciamo allor dall’illusion dell’ego

che a tutto porta e forse a niente,

nell’esser del demone vacui servi.

Impariamo a foggiare l’ambizione

senza lasciarci costruir da lei.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 25, 2018 at 07:41  Comments (4)  

Esserci

Ho aperto la finestra sul balcone.

Si distende questa mattina il sole
che nel blu del cielo rosso s’appone,
il cuor non duole.
Solo una nuvola rosa s’effonde,
contento d’esserci ogni angoscia scaccio;
quest’attimo con forza mi confonde,
forte m’abbraccio.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 16, 2018 at 07:39  Comments (6)  

Istanza alla Madonna

Colpevoli di lesa maestà

solo perché figli di Adamo,

perché ancor lasciati siamo

in questa landa maledetta

a renderci d’altri peccati rei

e indegni d’ogni altra eredità?

Tu Corredentrice

e “ mamma “ di tutti noi

incline ad ascoltar gli affanni

e a perdonare i figli tuoi…

perché dopo millenni d’anni

interceduto ancor non hai

presso il nostro padre adirato

alfin di convincerlo al perdono,

lui che d’infinita bontà si pregia?

Perché pur se “ Misericordioso “ ,

ancor lui non ci ha riaccolto

tutti nella casa natale?

E se già lo hai fatto…

dicci: perché non vuole?

E non piangere! “ Mamma “.

 

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 7, 2018 at 07:37  Comments (8)  

Beato te

Ti guardo mentre preghi

e a mani giunte

piangi, rivolgendoti

a quella croce

a cui offri il tuo soffrire

e chiedi aiuto,

ricolmo di speranza,

a chi tu senti Dio.

 

-Beato te che hai fede! –

 

Vorrei saper pregare

per dare un senso

anch’io alle mie lacrime

che, soffocate

dall’incredulità

in quel tuo Dio,

precipitan nel vuoto

della disperazione.

 

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 29, 2018 at 07:36  Comments (8)  

Sulla soglia del tempo

Or che m’appresto a varcare la soglia            

del tempo fattosi momento,              

nel pavido concetto dell’avvento                                           

tutto si svuota e divien doglia.                                          

‘Sì della sera pria che il sol s’anneri                              

raccolgo gli ultimi colori,                                                  

dimentico con forza quei dolori                                    

e sciolti lascio i miei pensieri.                                            

Con sensi nuovi gusto, vedo e sento                                

e cerco la beltade ambita                                                  

in ogni increspatura della vita,                                          

finchè non vibra il cuor contento.                                      

Cerco pace nel mormorio del vento                              

o nell’incanto del silenzio                                                  

nella poesia trovo il mio assenzio,                                   

fra le sue rime godimento.

Dal rimosso dell’anima i consigli

ora divengono dovizia,                                                        

di veri abbracci vivo l’amicizia,                                          

mi dan gli affetti nuovi appigli.                                          

Così disegno ancora cose ardite

a mia misura, e in lealtà

rinfocolo d’un tempo facoltà                                                      

che mente non ha mai sopite.               

 

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 20, 2018 at 07:32  Comments (11)