Poeta pastore

Il tuo è un avanzare a capo chino
fra la noia di un uggioso snebbiare,
unica nenia in questo tuo cammino
delle amiche tue pecore il belare.
Con occhi attenti guardi ogni contorno,
nella bisaccia hai tanto da narrare,
ma nessuno con cui farlo d’intorno,
hai solo il vento che ti sta a ascoltare.
Dici al fiume che ti scorre accanto,
quanto simile sia il vostro vagare,
e novelli sul tuo cuore infranto
da un amore che non ti sa aspettare.
Nei passi che dimorano nell’erba
racconti il desiderio di una casa
che la vita però non ti riserba,
e dell’angoscia che l’anima t’invasa.
Così parli agli alberi, ai fiori, alle stelle,
istanti di prezioso incantamento,
e sei poeta anche per un sol momento

pur se nel vento van le tue novelle.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 18, 2020 at 07:34  Comments (4)  

Abominio

Leggo di vite infrante,
consunte e di solitudine grevi,
dove lacrime di dolore
s’aggrumano con la morte.
Disgrazie che si consumano
senza senno, in un battere di ciglia,
in un mondo prostrato dalla guerra,
dall’incuria, dalla onnipotenza.
In cerca di un boccone di riso
corpi tranciati dalle bombe,
senza colpe d’appartenenza,
nel falso spartire i buoni dai cattivi.
E poi Sara, Desirèe, Pamela,
fiori recisi in un delirio di sangue,

donne considerate cose e non
figlie, mogli, madri, sorelle.
Un gelido alito d’angoscia
raggela questa terra
che sempre più si colora
di cromie oscene e disperate.
In questa violenza, in questo sangue,
in questo mondo che ci rifiuta,
che solo riflette orrendi domani,
disancorato e travolto è il passato.
Rimane solo un pianto d’impotenza,
di una straziata e crocifissa beltà,
che fra luride catene d’incoscienza
muore nell’abominio della realtà.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 9, 2020 at 07:31  Comments (2)  

Dell’esistere

Filo di un grande ordito

dal nulla appari.

Subito avvolto

nel gomitolo del mondo,

in fittizia libertà, stretto da una rete

d’interconnesse norme,

cerchi le forme

d’un camminar fecondo,

cerchi la felicità.

Stringi fra le mani

successi e piaceri

e illuso

ipotechi il domani,

dimenticando l’ieri.

Fra ansie e solitudini

è il tuo avanzare,

quando scopri che dignità

soggiace a utilità,

quando la vita

d’inutilità si colora,

e nel chieder chi sei,

il mistero si nega.

Quando nulla spiega

il perché

di questa vita contorta,

ecco allora uscire dalle ombre

la voce dell’eterno

che bussa alla tua porta.

 

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 9, 2018 at 07:09  Comments (3)  

Naturali emozioni

Istanti che non so come spiegare

all’anima dispensano colore

e fremiti in un dolce palpitare,

dell’esistenza esaltano il sapore.

 

Cosicchè stupore è il cantar del vento,

nel suo giocare ammaliato di verde,

o il temporale che si annera lento

mentre il sole nella pioggia si perde.

 

Magia è l’ombra dorata d’un tramonto

o l’incredibile azzurro del cielo,

di un argentino torrente il racconto

di nuova vita, nel lento disgelo.

 

È pace dell’autunno l’ingiallire,

sogno, l’aurora che veste il mattino,

del mondo in primavera lo stupire

nel continuo suo ritornar bambino.

 

Nel luccichio muto delle stelle

il frangersi dell’onde è meraviglia,

quando alla rena s’abbracciano snelle

nell’attimo di un battito di ciglia.

 

Speranza son le gocce di rugiada

di un domani costellato di fiori,

cromie che all’alma alleviano la strada

dal tenebroso peso dei dolori.

 

Ed ecco che l’incanto di un momento

in un tempo che solo a me appartiene,

mi dà letizia o forte turbamento

che improvviso si sparge nelle vene.

 

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 1, 2018 at 07:06  Comments (1)  

Ascoltare

Essenziale è l’ascolto,

viepiù dell’eloquenza.

Ma non bastan le orecchie,

ci vuole cuore e mente

e la bocca tua silente,

mentre l’altrui dire

guardi negli occhi.

Se enuncerà tormenti,

non giudicarli, aspetta!

Forse colui che parla

già giudica sé stesso,

e per sgravar l’angoscia…

vuole solo una mano

che lo accompagni.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 30, 2018 at 07:19  Comments (1)  

Gendai Haiku 6

m’è negato il sole-

io vaso senza fiori

mi spezzo nell’ombra.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 24, 2018 at 07:04  Comments (7)  

Guardarsi dentro

Un dì staccai il mio cuore

sbarrandone ogni accesso.

per non esser turbato

da questo mondo ossesso.

Abbandonai di fuori

la paura, la rabbia,

la tristezza, la gioia,

sperando nel piacere

dell’assenza di segni

di un vivere insicuro.

Un rifugio nel vuoto

dove ascoltare la voce

del solo mio narrare,

la stanza ove sostare

fra immobili emozioni

non plagiate da genti.

E fu pace… lontana

dall’ovvio quotidiano,

fintantochè quel vuoto

incominciò ad urlare,

forzandomi a guardare

ogni dote e ogni pecca

della mia nudità,

che allora fu certezza

d’indubbia umanità.

Riunito il cuore al corpo,

dismessa la paura

del suo fragile andare,

un nuovo essere conscio

uscì da quella stanza,

e a tessere riprese

più provvida realtà.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 16, 2018 at 07:02  Comments (4)  

Gerascofobia

Uomini e donne

dai giovani visi tesi

e allettanti sguardi protesi

con alterigia sul futuro.

Belli, armonici, compiacenti

della propria beltà feconda

e in piena fioritura.

Poi il corpo da complice

divien nemico.

Nelle donne s’allentano

le femminee curve

dei seni e dei fianchi;

si fan adipe nei maschi

i muscoli ventrali…

ma ancor si beve alla bottiglia

di profumata giovinezza,

inebriati che mai possa finire.

Nel passo claudicante

per i dolori del corpo

che s’adegua al tempo,

ancor cerchiamo accoglienza

negli occhi di coloro

che ci camminano accanto,

nel continuo sperare

che nulla sia cambiato.

Mai male fu più grande,

del non volere invecchiare,

perché nulla c’è di più vecchio

che il non saperlo fare.

 

Alberto Baroni

Published in: on novembre 9, 2018 at 06:58  Comments (3)  

Dignità

Niuna catena

vessarmi mai potrà

la spezzerò.

Lindi i miei occhi

mai abbasseranno lo sguardo

e a testa alta

guarderò il fragile futuro

del mio essere uomo.

 

Alberto Baroni

Published in: on ottobre 22, 2018 at 07:18  Comments (3)  

Ancor sgomento

Esile arbusto,

trepido di speranze,

ondeggiavo al vento

dell’atteso domani;

in quel tempo

nel fremer d’inconscio

il cercare chi ero

mi rendeva sgomento.

Oggi, albero adulto

temprato dalla vita,

in ricordi ed affetti

più ferma è la coscienza,

ma, il mio “io” è tuttora

sconosciuta stella…

e quel di me arcano

ancor mi fa sgomento.

 

Alberto Baroni

Published in: on ottobre 14, 2018 at 07:12  Comments (3)