Nel silenzio

Troppo rumore
che uccide il silenzio,
non mi fido più delle parole,
nemmeno delle mie
offerte a volti muti,
quando senza empatia,
mi ritornano vuote.
Troppe parole
per la mia fragile unicità
che per respirare
annulla ogni rumore
e tace.
Solo il ritmo del cuore,
nel ripercorrer la strada
acciottolata dal dire
della mia coscienza,
che ora nel silenzio…
torno a sentire.

Alberto Baroni

Published in: on marzo 5, 2020 at 06:54  Comments (1)  

Nuvole le mie dita

Lassù nell’azzurro del cielo,
coronato da amate montagne
prossime eppur lontane,
fra trine di nuvole bianche
va la mia mente.
Propaggini delle mie dita
quei veli carezzevoli
i loro manti verdi
e l’ardite cime.
Ardite come la gioventù,
verdi come la speranza
di quando le possedevo
pieno di sogni.
Oggi che più non riesco
a unirmi con loro,
s’inerpica la mia fantasia
che mai arriva in cima;
lassù ci sale
solo la mia malinconia,
pesante di sogni svaniti
e d’astrusa nostalgia di ieri.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 27, 2020 at 07:49  Comments (3)  

Dio cosa mi hai fatto

Il pianto di una madre

Vorrei morire anch’io
figlio mio,
per arrivare a te!
Invece son qua
ferma, stordita, senz’aria,
con l’anima risucchiata
nella tua luce spenta.
Ogni istante ti penso,
ti cerco, ancora ti parlo,
per sentirti vivo,
per riaverti con me
su questa terra.
Ma il cuore si ferma
nella tua gioventù strappata,
nella mia maternità ultimata,
fra le tue cose,
nel lacerante strazio
dei ricordi, attimi di gioia,
ora solo delirio,
fra lacrime sull’asfalto.
Mi manca il tuo viso,
la tua voce, il tuo sorriso,
il più bel fiore
un dì del mio giardino.
Ogni cosa mi stanca
in questa vita ibernata
in un incubo senza fine;
mi sanguinano gli occhi
e piango…piango perchè
sono costretta a vivere.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 20, 2020 at 07:46  Comments (2)  

La stanza dei bottoni

“ Vuolsi cosi colà dove si puote
ciò che si vuole e più non dimandare.”
Così Virgilio parlò a Caronte
cosìcchè il dimonio chinò la fronte.
Questa frase di commedia divina,
ancora oggi in moderna civiltà
che ognor cammina in scivolosa china,
è d’una prorompente attualità.
Che dimandare a chi si crede Dio,
a chi plagia qualunque decisione,
che avvantaggia solamente il proprio io
ignorando dei tanti la ragione?
Felicità del gregge lor non tange,
altro che a se medesmi danno amore,
mai nulla e niente il loro cuor rimpiange
non hanno nessun senso dell’onore.
Cosa vuoi dimandare a simil gente

che d’individualismo ha timore
che solo ad angosciarci brutalmente
hanno ogni giorno in mente a tutte l’ore?
Meglio tenerci massa non pensante,
confusa in un eterno girotondo
artefatto e viepiù belligerante
ed allo sfascio destinare il mondo.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 13, 2020 at 07:44  Lascia un commento  

Come fosse l’ultima volta

Da un pensiero di Seneca:
(Itaque sic ordinandus est dies omnis tamquam cogat agmen et consummet
atque expleat vitam.)
(Dunque ogni giorno è da disporre così, come se chiudesse la schiera e
terminasse e rendesse compiuta la vita.)

Come fosse invero l’ultima volta,
ascolta la sinfonia del mattino,
con l’anima da quelle note avvolta
soffermati nell’attimo divino.
Con tutta la gioia che hai nel cuore
togli dal tuo sguardo ogni lamento,
dimentica le spine e cogli il fiore
e ogni passo non ti sarà tormento.
L’essere tuo ridestato e teso
interprete sarà del nuovo giorno
ad ogni volto diverrà coeso
nel dono di quel fiore appena colto.
Fa che ogni giorno sia nuova novella,
vivi l’amore senza appropriazione
sì che ogni ora divenga la più bella

se a ritrarla sarà la tua emozione.
Quando i colori l’ombra spegnerà
avrai fissato in cielo la tua stella
ora la notte più t’accorerà
la tua venustà ogni timor cancella.

Alberto Baroni

Published in: on febbraio 6, 2020 at 07:41  Lascia un commento  

Il mio autunno

Son stato primavera, estate,
e ora, come gli alberi maturi
si colorano e perdono le foglie,
la mia psiche è autunno
che nel silenzio ascolta
un canto d’introverse cromie
e lentamente accetta
l’idea d’impermanenza.
Via la paura del crescente gelo,
ora è tempo anche per me
fra gli ultimi brividi di sole,
di lasciar cadere tutte le foglie
in quel variegato tappeto
che si evolverà in altre vite.
La mia nudità sarà spazio vuoto
per nuovi petali di ciliegio.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 31, 2020 at 07:39  Comments (3)  

L’indifferenza

Quanto sconforto proviene
da quegli ossimori occhi
che vacui guardano
lo stesso nostro orizzonte
e in infeconda negazione
ci lasciano annegare
nel marcio dell’indifferenza.
Assurdo il dire ch’è difesa
dalle brutture del mondo,
mentre
è negare il proprio castello
a chi non si vuole che entri,
è scherno verso gli impari,
è solo cattiveria, realtà negata,
o ignavia all’altrui dolore.
Di certo l’indifferenza
che non è amore né odio,
che non è vita né morte,
che non è ragione né idiozia;

è crudele ingiuria al creato…
gelida, devastante, inutile.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 25, 2020 at 07:37  Comments (3)  

Poeta pastore

Il tuo è un avanzare a capo chino
fra la noia di un uggioso snebbiare,
unica nenia in questo tuo cammino
delle amiche tue pecore il belare.
Con occhi attenti guardi ogni contorno,
nella bisaccia hai tanto da narrare,
ma nessuno con cui farlo d’intorno,
hai solo il vento che ti sta a ascoltare.
Dici al fiume che ti scorre accanto,
quanto simile sia il vostro vagare,
e novelli sul tuo cuore infranto
da un amore che non ti sa aspettare.
Nei passi che dimorano nell’erba
racconti il desiderio di una casa
che la vita però non ti riserba,
e dell’angoscia che l’anima t’invasa.
Così parli agli alberi, ai fiori, alle stelle,
istanti di prezioso incantamento,
e sei poeta anche per un sol momento

pur se nel vento van le tue novelle.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 18, 2020 at 07:34  Comments (5)  

Abominio

Leggo di vite infrante,
consunte e di solitudine grevi,
dove lacrime di dolore
s’aggrumano con la morte.
Disgrazie che si consumano
senza senno, in un battere di ciglia,
in un mondo prostrato dalla guerra,
dall’incuria, dalla onnipotenza.
In cerca di un boccone di riso
corpi tranciati dalle bombe,
senza colpe d’appartenenza,
nel falso spartire i buoni dai cattivi.
E poi Sara, Desirèe, Pamela,
fiori recisi in un delirio di sangue,

donne considerate cose e non
figlie, mogli, madri, sorelle.
Un gelido alito d’angoscia
raggela questa terra
che sempre più si colora
di cromie oscene e disperate.
In questa violenza, in questo sangue,
in questo mondo che ci rifiuta,
che solo riflette orrendi domani,
disancorato e travolto è il passato.
Rimane solo un pianto d’impotenza,
di una straziata e crocifissa beltà,
che fra luride catene d’incoscienza
muore nell’abominio della realtà.

Alberto Baroni

Published in: on gennaio 9, 2020 at 07:31  Comments (2)  

Dell’esistere

Filo di un grande ordito

dal nulla appari.

Subito avvolto

nel gomitolo del mondo,

in fittizia libertà, stretto da una rete

d’interconnesse norme,

cerchi le forme

d’un camminar fecondo,

cerchi la felicità.

Stringi fra le mani

successi e piaceri

e illuso

ipotechi il domani,

dimenticando l’ieri.

Fra ansie e solitudini

è il tuo avanzare,

quando scopri che dignità

soggiace a utilità,

quando la vita

d’inutilità si colora,

e nel chieder chi sei,

il mistero si nega.

Quando nulla spiega

il perché

di questa vita contorta,

ecco allora uscire dalle ombre

la voce dell’eterno

che bussa alla tua porta.

 

Alberto Baroni

Published in: on dicembre 9, 2018 at 07:09  Comments (3)