La bellezza

Bello è un campo verde

coi fiori giallo senape

o un ruscello

che s’intreccia fra i pini;

bella è una coltre di pioppi

che nell’imbrunire sfuma

o la gioia di un bimbo

al leggiadro volar d’un aquilone.

Accorti i sensi

esaltano del creato la bellezza

in opre d’arte, di voce e di pensiero.

E’ un fiorir di colori,

d’immagini e di note

che nell’ amplesso

del cuore con la mente

all’anima donano piacere;

è un godimento che dà grazia

anche a un brutto viso,

in quella luce

che dagli occhi promana

e pare assaporare l’infinito.

 

Alberto Baroni

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Published in: on settembre 19, 2017 at 06:55  Comments (9)  

Un giorno in mountain bike

Muscoli intensamente affaticati

nel tentativo di scalar le nuvole,

fra mari di verde arrampicati

su picchi scoscesi, come nelle favole.

 

Auree orchestre dei boschi

dirette dai battiti del cuore,

in sinfonie di suoni e di silenzi

e l’affannato respir come cantore.

 

Susseguirsi di sfumature e d’ombre,

di colori che si sfiorano danzando,

di spicchi di sole che nell’ avanzare,

graditi , mi avvolgono scaldando.

 

Le mani strette sulla bici,

la fronte imperlata di sudore,

gli occhi brucianti ma felici

lontani dal tempo e dal dolore.

 

Una piccolla farfalla azzurra

lieve si appoggia sulla mano

piccolo gioiello a mio decoro

si lascia trasportar lontano.

 

Poi leggera da me si stacca,

ancor piu’ in alto torna a volare,

il mio animo dal corpo si strappa

e insieme a lei verso il cielo sale.

 

Alberto Baroni

Published in: on settembre 10, 2017 at 06:53  Comments (11)  

Prigioniera

Sola con il mio corpo rinchiuso in una gabbia,

ferita ed impacciata, degli istinti privata,          

mi dondolo per ore in una sterile rabbia.

Sono una elefantessa prigioniera del circo,

costretta ad esibirmi in un contesto infame,

dove solo per fame sopporto ogni tortura

che mi vuol genuflessa in derisorie trame.

Nata nella quiete libera e profumata        

della natura amica, le catene offendono

la mia indole antica e il danzar nell’arena

fra assordanti rumori è interminabile pena.

Nella memoria ho notti sotto cieli di stelle

e di lunghi tratturi insieme alle sorelle,

ogni ricordo è danno che mi è perenne affanno.              

Sogno allor lo stormire del vento fra le acacie

ed in quel dolce abbraccio vorrei poter morire

vegliata dai compagni che mi copron di rami

e fra quei rami il canto di un sommesso barrire.

 

Alberto Baroni

Published in: on settembre 1, 2017 at 07:48  Comments (10)  

Caro amico ti scrivo

Amico mio caro, guardati attorno,

che mondo!

Mentre al mattino natura è nel sole,

gaudente,

per noi spesso è d’uso uscir dalla notte

col muso.

Di virtute ci riempiamo la bocca                                                

che stucca,

ma crudelmente ogni giorno attentiamo

al creato.  

Esaltati ci straziamo le carni    

per fede

e ingannati, al potere regaliamo

ideali.

Senza tema ci facciam manigoldi

per soldi

e smemorati, Tanato invochiamo  

per razza.

Pensa a quanto dobbiamo cancellare

nel viaggio,

per dir forte che abbiam smesso di darci

la morte.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 28, 2017 at 07:48  Comments (7)  

Ode alla lingua italiana

Voce d’antichi padri

musica è il nostro dire

e le vocali madri                              

fan dolce il suo fluire.

 

Le doppie consonanti

sposate alle vocali

creano accattivanti                                    

accordi inusuali.

 

La nostra lingua è tonda

come la “ o “ di Giotto

è il carezzar dell’onda

in un parlare dotto.

 

Fonetiche varianti

la rendon sinfonia

parole come canti

di serafica etnia.

 

Perché mercificarla

con anglo francesismi?

Meglio sarebbe usarla

ricolma d’aforismi.

 

Così che senza abiura,

fiera in ogni contrada,

della nostra cultura

diventi ancora spada.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 17, 2017 at 07:45  Comments (10)  

Infinito divenire

Sono onda che improvvisa nasce

nel sogno d’una spiaggia;

non so il perché del mio fluire,

ma alla fine del sogno

sarà la spiaggia il mio morire?

Col cielo mi confondo

m’incurvo e d’angoscia mi frango,

sento di amare il vento

‘sì che nel suo vigore vivo

e senza quell’amore

solo lieve increspatura sarei.

Or s’accorcia il tempo,

si spezza e colma ogni mio spazio

candido ribollire

e alfin la mia natura trova

l’infinità del mare.

Ora so…

ancora onda sarò.

 

Alberto Baroni

Published in: on luglio 10, 2017 at 07:39  Comments (10)  

Meditazione

Solo suono

nella mente assorta,

che da terreni pensieri

perde contezza.

Primigenia memoria

d’emozioni nuda,

lentamente s’apre            

su un mondo di pace.

Sfuma lo spazio

in lattea via

d’incorporee coscienze,

a cui la mia s’addensa.

E alfine – la luce,

unica, indivisibile,

che la coscienza brucia

e fortemente attrae

beata in sé.

.

Alberto Baroni

Published in: on luglio 1, 2017 at 07:36  Comments (11)  

Testamento biologico

Nacqui sì desiderato

ma non per mia sponte,

e fu unica e delicata

la prima lattea strada.

Poi fra tormentati bivi

decisi dove andare,

ma ancor oggi non so

se scelsi di coscienza,

o sol perché accecato

da buio e sole.

A tratti trovai letizia

a volte angoscia e dolore,

tanto da domandarmi

quanto fu vero arbitrio

o quanto il Creatore,

‘sì tanta o poca grazia

designato mi aveva.

Ora che d’ultima strada

vedo il greve confine,

ora, se un male oscuro

ne accorciasse il tratto

e dignità mi togliesse

e senza speranza

smorte fluissero l’albe,

libero esser vorrei

di sceglier l’ora della morte.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 22, 2017 at 07:31  Comments (19)  

Sempre più soli

Lontano il tempo

in cui le storie e i sentimenti,

lenti, passavan fra le labbra

e in stimolata fantasia

privilegio era l’ascolto,

fra le distinte unicità.

 

Ora in celate fibre ottiche

o in aria, volano i pensieri

d’un mondo accellerato,

stravolto da accadimenti

che in un batter di ciglia

sopraggiungono e vanno.

 

Come un branco di pesci

questa fitta rete ci stringe

in un globale asfittico contatto,

‘sì che per ascoltar noi stessi

costruiamo bolle d’universi

sempre più soli.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 13, 2017 at 07:29  Comments (17)  

Un fiume il tuo vissuto

Un fiume il tuo vissuto,  

scorso fra errori e gioie    

dove nell’alba hai navigato  

con immensa fame di sapere.

Hai stretto fra le mani rose,

subito spine                          

e il cuore mai saziato.          

Hai inseguito miraggi,        

cercando in quel sapere

impraticabili verità,                      

reiterando errori                                      

che ti hanno ferito                      

e alla fine cambiato                        

a più mite coscienza di te stesso.

Poi hai capito                                    

che il saper non è saggezza…

e l’hai trovata                  

delicata in fondo al cuore.                

Ora più certo è il passo                          

che stampa le tue orme,                

che fors’altre affiancheranno

pur senza mai calcarle.

Cicatrice d’esperienza,                    

la saggezza è solo tua…            

e non la puoi insegnare.

Ancor oggi,                                  

quel fiume fattosi tardo,            

pullula d’illusioni,                                      

ma non ne sei più attratto;              

godi, senza toccarle,

del profumo delle rose.

 

Alberto Baroni

Published in: on giugno 4, 2017 at 07:27  Comments (14)