Io temo un uomo

I FEAR A MAN

I fear a Man of frugal Speech—
I fear a Silent Man—
Haranguer—I can overtake—
Or Babbler—entertain—

But He who weigheth—While the Rest—
Expend their furthest pound—
Of this Man—I am wary—
I fear that He is Grand—

§

Io temo un uomo dall’eloquio frugale
Io temo un uomo silenzioso
L’arringatore, lo posso sovrastare
Il chiacchierone, intrattenerlo

Ma colui che soppesa, mentre gli altri
Spendono le loro ultime monete,
da quest’uomo mi guardo
ho paura che sia grande

EMILY DICKINSON

Published in: on ottobre 24, 2016 at 06:52  Comments (1)  

Cuore, lo dimenticheremo!

HEART, WE WILL FORGET HIM!

Heart, we will forget him!
You an I, tonight!
You may forget the warmth he gave,
I will forget the light.

When you have done, pray tell me
That I my thoughts may dim;
Haste! lest while you’re lagging.
I may remember him!

§

Cuore, lo dimenticheremo!
Cuore lo dimenticheremo
Tu e io, stanotte!
Tu dimentica il calore che ti ha dato
io scorderò la luce!

Quando avrai finito, te ne prego,
dimmelo, così che io cominci!
Presto, presto! Potrei pensare a lui
mentre tu perdi tempo!

EMILY DICKINSON

Published in: on febbraio 23, 2016 at 07:22  Comments (1)  

Il mormorio delle api

 .
The murmuring of Bees, has ceased
But murmuring of some
Posterior, prophetic,
Has simultaneous come.
The lower metres of the Year
When Nature’s laugh is done
The Revelations of the Book
Whose Genesis was June.
Appropriate Creatures to her change
The Typic Mother sends
As Accent fades to interval
With separating Friends
Till what we speculate, has been
And thoughts we will not show
More intimate with us become
Than Persons, that we know.
§
Il mormorio delle Api, è cessato
Ma il mormorio di qualcuno
Posteriore, profetico,
È giunto simultaneo.
I più sommessi ritmi dell’Anno
Quando il riso della Natura è finito
L’Apocalisse del Libro
La cui Genesi fu Giugno.
Appropriate Creature al suo mutare
La Tipica Madre manda
Come l’Accento sbiadisce in intervallo
Tra Amici che si separano
Finché ciò che prevediamo, ha luogo
E pensieri che non esibiremo
Più intimi a noi diventano
Di Persone, che conosciamo.
.
EMILY DICKINSON
Published in: on settembre 16, 2015 at 07:16  Comments (4)  

Conosco vite

I know lives, I could miss
Without a Misery –
Others – whose instant’s wanting –
Would be Eternity –
The last – a scanty Number –
‘Twould scarcely fill a Two –
The first – a Gnat’s Horizon
Could easily outgrow –

§

Conosco vite della cui mancanza
non soffrirei affatto –
di altre invece ogni attimo di assenza
mi sembrerebbe eterno.

Sono scarse di numero – queste ultime –
appena due in tutto –
le prime molto di più di un orizzonte
di moscerini.

EMILY DICKINSON

Published in: on maggio 6, 2015 at 07:06  Comments (2)  

Tenevo un gioiello

Ametista
 .
I HELD A JEWEL
 .
I held a jewel in my fingers
And went to sleep
The day was warm, and winds were prosy
I said, “Twill keep”
I woke – and chide my honest fingers,

The Gem was gone
And now, an Amethyst remembrance
Is all I own

.
§
.
Fra le mie dita tenevo un gioiello
quando mi addormentai.
La giornata era calda, era tedioso il vento
e dissi:-“Durerà”-
 .
Sgridai al risveglio le dita incolpevoli,
la gemma era sparita –
Ora solo un ricordo di ametista
a me rimane.
 .
EMILY DICKINSON
Published in: on ottobre 10, 2014 at 07:27  Comments (5)  

Il dolore è un topo

GRIEF IS A MOUSE

Grief is a Mouse—
And chooses Wainscot in the Breast
For His Shy House—
And baffles quest—

Grief is a Thief—quick startled—
Pricks His Ear—report to hear
Of that Vast Dark—
That swept His Being—back—

Grief is a Juggler—boldest at the Play—
Lest if He flinch—the eye that way
Pounce on His Bruises—One—say—or Three—
Grief is a Gourmand—spare His luxury—

Best Grief is Tongueless—before He’ll tell—
Burn Him in the Public Square—
His Ashes—will
Possibly—if they refuse—How then know—
Since a Rack couldn’t coax a syllable—now.

§

Il dolore è un topo –
sceglie l’intercapedine nel petto
per timido nido  –
ed elude la caccia –

Il dolore è un ladro – rapido nel trasalire –
tende l’orecchio – per cogliere un suono
di quel vasto buio –
che ha trascinato la sua vita – indietro –

Il dolore è un giocoliere – ardito nell’esibirsi –
perché se  esita  – l’occhio per di lì
non colga  i suoi lividi – siano uno o tre –
Il dolore è un buongustaio – moderato nel lusso –

Il dolore migliore non ha lingua  –
prima che parli – bruciatelo in piazza –
le sue ceneri – lo faranno
forse – se rifiutano – come sapere  –
ormai nemmeno la tortura ne caverebbe una sillaba

EMILY DICKINSON

Published in: on febbraio 8, 2014 at 07:17  Comments (3)  

In sillabe purpuree

The Hills in Purple syllables
The Day’s Adventures tell
To little Groups of Continents
Just going Home from School.

§

In sillabe purpuree le colline
Raccontano del giorno le avventure
A continenti che in piccoli gruppi
A casa ora ritornano da scuola.

EMILY DICKINSON

Published in: on dicembre 4, 2013 at 07:40  Comments (2)  

L’estate che non apprezzammo

The Summer that we did not prize

Her treasures were so easy
Instructs us by departing now
And recognition lazy –
Bestirs itself – puts on it’s Coat
And scans with fatal promptness
For Trains that moment out of sight
Unconscious of his smartness –
§
L’estate che non apprezzammo

Tanto facili erano i suoi tesori
Ci istruisce ora che se ne sta andando
E il riconoscimento è tardo –
Si scuote – mette il Soprabito
E vaglia con fatale prontezza
Treni in quel momento fuori di vista
Inconsapevoli della sua sveltezza –
.
EMILY DICKINSON
Published in: on settembre 11, 2013 at 07:17  Comments (2)  

Il gelo della morte era sul vetro

THE FROST OF DEATH WAS ON THE PANE

The Frost of Death was on the Pane –
“Secure your Flower” said he.
Like Sailors fighting with a Leak
We fought Mortality.

Our passive Flower we held to Sea –
To mountain – to the Sun –
Yet even on his Scarlet shelf
To crawl the Frost begun –

We pried him back
Ourselves we wedged
Himself and her between –
Yet easy as the narrow Snake
He forked his way along

Till all her helpless beauty bent
And then our wrath begun –
We hunted him to his Ravine
We chased him to his Den –

We hated Death and hated Life
And nowhere was to go –
Than Sea and continent there is
A larger – it is Woe –

§

Il gelo della morte era sul vetro –
“Salva il tuo fiore” disse.
Come contro una falla i marinai
Noi resistemmo alla mortalità.

Passivo il nostro fiore offrimmo al mare –
Alla montagna – al sole –
Ma persino sul suo rosso scaffale
S’insinuava il gelo –

Lo respingemmo indietro
Frapponemmo noi stessi
Tra lui e lei in mezzo –
Ma svelto come l’esile serpente
La via s’apriva innanzi

Finché l’inerme bellezza cedette
E allora cominciò la nostra rabbia –
E lo cacciammo fino alla sua forra
E lo braccammo fino alla sua tana –

Morte odiavamo e odiavamo vita
E nessun luogo c’era dove andare –
Qualcosa c’è più che il mare e la terra
Vasto – è il dolore –

EMILY DICKINSON

Published in: on marzo 22, 2013 at 07:24  Comments (4)  

Tutti hanno diritto al mattino

MORNING IS DUE TO ALL

Morning is due to all –
To some – the Night –
To an imperial few –
The Auroral Light –

§

Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell’aurora
pochi eccelsi privilegiati.

EMILY DICKINSON

Published in: on gennaio 7, 2013 at 07:34  Comments (8)