I baracconi

Sui volti oscillano le lampade,

le ragazze appoggiate ai baracconi

guardano oltre i vetri,

gonfie le labbra, i grandi occhi incerti.

Gli uomini sparano spavaldi;

fingono esse un entusiasmo

vecchio come il mondo,

applaudono con le mani

morsicate dal gelo.

Sulla giostra i bambini

girano con spavento,

non possono afferrare

la felicità che fugge.

Entro umide gabbie gli orsi, simili

a misteriosi uomini impazienti,

pregano nella notte

fiutando oscuri venti.

Una donna siede a un tavolino

con la pistola; il bersaglio

gira in eterno, pallido, graffiando:

scuote le chiome agli alberi.

 

ROBERTO ROVERSI

Published in: on dicembre 2, 2019 at 07:24  Lascia un commento  

Mi fermo un momento a guardare

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

ROBERTO ROVERSI

Published in: on febbraio 8, 2013 at 07:22  Comments (4)