Non mi hai permesso di amarti

Non mi hai permesso di amarti…l’amore lucida le ciglia,
ricopre i lenzuoli di chiodi e di croci e di colline,
ti dissi quando venni che ero uno sconosciuto, che ero quel cane davanti ad una vetrina,
che ti avrei lasciato sulla carne il silenzio che non puoi attraversare…
ti dissi di quanto avresti sofferto, di quanto avrei bevuto, ti dissi del chiaro di luna
che mi attende come il portone di casa mia…
non mi hai permesso di amarti…la tua stanza delle bambole rifiutava i miei sospiri,
sono stato ad un fermo di polizia, non ho fatto il tuo nome,
ho ucciso una cattedra, ho sparato ad un talento di cristallo,
ho ucciso sei me stesso
ed al settimo non gli hai permesso di amarti….mi rimane poca carne appesa alle pareti
sono stato brutale nella tua stanza del sonno, ti ho violato tra i fiori e dove concimano,
ho ucciso i tuoi canarini blu, ho ucciso il tuo ordine di mani e di piedi,
ho distrutto le riviste che parlavano della tua nuova casa e non mi hai permesso di amarti
o non ti ho amato abbastanza…

Massimo Pastore

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Published in: on ottobre 18, 2017 at 06:50  Lascia un commento  

Come l’amore quando era viola

Non ti rivedrò mai più…

la luna è un pavone d’argento,
il marciapiede una cascata di topi,
la strada è il mio territorio…il territorio
                                                   dei cani arrabbiati.

Proseguendo fino al mattino mi sono ritrovato davanti alla tua finestra,
tu eri viola, come l’amore, viola…
qualcuno con un po’ di imbarazzo stava violando il tuo barattolo di miele
ed ho sentito le dita asciutte e ruvide sotto il colpo di una sigaretta…

non ti rivedrò mai più…

il sole è un oca rotonda,
il marciapiede una cascata di scarpe,
e tu non sei più viola, come l’amore, quando era viola…

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 5, 2017 at 07:31  Comments (1)  

L’urlo

Così, ho creduto di poterti sparare,
usando un ramo come mitra…
ed effettivamente sei morta come una foglia
sanguinante in ottobre…
e non avevo capito che eri pronta a rinascere
mentre il mio amore soffocava le pietre,
sentinelle del deserto….
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh!

Massimo Pastore

Published in: on settembre 21, 2017 at 06:58  Comments (5)  

Uno stupido poeta senza mani

Ho saputo che ti hanno messo gli occhi,
due gazze furiose a rapinare la luce dai rami…
ed ora sai che non sono quel volatile inciso sotto al neon blu
dei bagni pubblici, 27 centimetri di solitudine,
ma soltanto uno stupido poeta senza mani
sdraiato a bivaccare sul molo, aspettando la corda
che mette a letto le navi.

Massimo Pastore

Published in: on settembre 7, 2017 at 07:17  Comments (4)  

La storia di un cormorano

Cartoline in bianco e nero,
un bacio rosso indurito…
sento con il dito
il tempo trascorso a seccare
sui vagoni…
voglia di strappare le ali ad un cormorano
ho costruito un ammasso di stecchi
sarà lì, che mi fermerò a nidificare
nel silenzio che solo la pioggia
ti può far notare…
ieri all’azzurro hanno portato due sassi dalla Grecia,
uno per la mia rivolta.
L’altro per la tua vendetta.
Sembravano grigi, hai presente la polvere di un uomo?
Grigi come il volto dei vivi sui tram al primo mattino,
dove ho confuso duecento volti per il tuo bacio
seccato nei vagoni…
prestissimo lascerò il mio lavoro,
dimenticherò il tuo nome,
asciugherò le lacrime con una molotov sul cuore
e dove mi diranno di sparare
io coltiverò pomodori.
Allontanandomi da un caso letterario distribuito in lattina
ti aspetterò trecento notti ancora, magari tatuandomi di miele,
troverai il tuo letto caldo, ed un cormorano
tutto intento a far l’amore con le parole…

Massimo Pastore

Published in: on luglio 19, 2017 at 07:18  Lascia un commento  

Il dente di una sega come ultimo bacio

Il dente di una sega come ultimo bacio,

-hanno arrestato la mano gialla del paralume sul perimetro erotico-

Non si può dormire questa notte, la luna fatta a paletti
rincorre il cuore che ho lasciato nel porta oggetti…

cessate il fuoco, lei non si spoglia più per me…

uno stupido coltello bisbiglia nel metallo delle stelle
e questa è la duemila quattrocentesima notte di solitudine…

mi chiedono se sono pronto ad assolverti per aver aperto nuovamente le cosce,
ma loro non sanno che ho smesso di accusare quando ho pronunciato il primo vagito…

dove hai portato i miei baci? Cosa importa,
se quando mi telefoni il cavo rimane grigio
e non puoi più spogliarti per me…

il dente di una sega come ultimo bacio, sanguinano le allodole la ghiaia o i tram…

Massimo Pastore

Published in: on luglio 5, 2017 at 07:48  Comments (4)  

Dichiarazione d’amore lunga un secolo

Cosa mi piace di te?
I punti esclamativi…

Ieri mi ha chiamato un tizio da Colonia,
mi ha detto se volevo un pezzo del muro di Berlino
preso a calci da un cane
io gli ho chiesto se per caso aveva un punto
da mettere alla fine di una sola parola…

cosa mi piace di te?
Chiedilo ai muri che ho distrutto con la bocca…

eravamo in guerra 63 anni fa,
mio nonno fu disertore, io l’immagino grazioso come una vacca,
non ha smesso di amare le bestie neanche quando un toro lo infilzò
e credo sia per questo motivo che di te amo
i punti esclamativi…
non ti sei accorta che sono passati cent’anni dal duemila e sei?

Cantava addio in una vecchia strada di Lugano
il mio amore di un tempo,
si inchinavano i lampioni come fanno per le puttane
ed io che non so amare altro
ero felice di raccogliere il miele dell’ape
per leccarti come fossi un orso…

cosa mi piace di te?
L’equazione, la bestemmia, il tuo ultimo sorriso,
i panni stesi nella strada davanti casa…

Massimo Pastore

Published in: on giugno 21, 2017 at 07:27  Comments (8)  

Così ti descrivo

Hai un tratto evocativo dinamico spaziale…,
come una cavalla elettrica sui volt delle antenne, come una cavalla,
una cavalla pazza sulle strisce dello specchio…

l’amore è una sequenza visiva, forse un cortometraggio,
mi strappo le vene dai polsi per scriverti adesso
addosso…
hai un tratto evocativo dinamico spaziale
hai una coscia più lunga ed una più corta
tu mi spari con le labbra la vertigine del mare
e dividi i miei occhi in due sassi rotondi…
da una parte la fermezza della pietra, dall’altra lo sconquassare del mare…

ed hai un tratto evocativo dinamico spaziale…

Massimo Pastore

Published in: on giugno 2, 2017 at 06:53  Comments (7)  

Come faresti per uno che ami

Siamo spacciati nella stanza dalla lunga spina,
i tuoi quadri sono come l’edera
il mio corpo un fagotto da mendicante…

ci sono giudici vestiti di nero al di là del fiume,
aspettano il nostro addio per giudicare ancora.

Siamo costretti in questo albergo di carta
ad ascoltare l’orgasmo attraverso le pareti…
la mia bocca è una distilleria clandestina
il tuo corpo, un cane poliziotto.

Siamo spacciati amore, adesso che il tempo ha invecchiato i miei occhi
e la tua veste odora di petrolio e di legno,
sono sempre stato fatto di carta…ti aspetta un uomo alla porta,
dovrò distruggere questa vecchia camera d’albergo
perché non posso ascoltare l’orgasmo attraverso le pareti…

se hai ancora un pò di saggezza, lasciami guardare attraverso le calze del nostro addio
questo pezzo d’amore che si allontana come un fiume nero e baciami
come faresti per uno che ami…

Massimo Pastore

Published in: on maggio 15, 2017 at 07:22  Comments (4)  

Poveri

Mia madre è nata povera e senza scarpe,
so che ti aspettavi un uomo meno compromesso
un uomo giusto
un uomo con il sorriso da uomo.

E adesso intrecci le dita dei rami nella speranza
che la tua barca non sia fatta
di mezze ali.

Quando ti baciai la coscia, o forse
quando la tua coscia baciò le mie labbra
non era perché i ricchi sanno infilarsi nei letti dei poveri.
La tua miseria aveva il sapore delle strade di notte,
le strade dove ho mendicato i tuoi occhi
per un vestito di cera da abbandonare nel sole
e se ti dicessi che ti amo
è soltanto per affrontare la rissa dei bicchieri in amore…
due pezzenti in amore, due anarchici in calore,
e quello che ci resta non è qualcosa di nuovo,
come morire poveri,
                                               poveri e con le scarpe.

Massimo Pastore

Published in: on aprile 12, 2017 at 07:29  Comments (3)