Macchiarti la schiena di poesia

Con una mano
rompere la porta dell’acqua.
Con un disegno
fissare un filo d’aria.
Ho trovato la luce della tua guancia
vicino al capello dimenticato sul cuscino
lenzuola bianche
lenzuola bianche
lenzuola bianche
e con una poesia
macchiarti la schiena
di magia.
Noi due dentro la bocca
a respirarci la voce.

Massimo Pastore

Published in: on maggio 15, 2020 at 06:58  Lascia un commento  

Genova muore di nuovo

Genova muore di nuovo

Mi chiedo perché
questa parte di mare
ha scelto la pietra
o la macchia
per morire di coda

Scavo
dentro le tasche
il colore dalle mie mani sgocciola
e brucia
cerco biglietti d’amore in stile moderno
i biglietti d’amore fanno sorridere
i fiori secchi
muti di profumo
dimenticati tra le pagine di un libro
mi fanno morire
come una copertina

Scrivo
su tutte le lune
che ci hanno visto simili e appiattiti
in cerca di una frase.
La ballerina di carillon
ha perduto una gamba
ma non ho pazienza
e poi
la preferisco storpia

Ho una scatola fantasma
piena di cose graziose,
una città minuta
assordante
silenziosa
sola
che agitata bene
piange pugni di neve.

Genova muore di nuovo ne testimonio il decesso con un biglietto d’auguri.

Massimo Pastore

Published in: on aprile 1, 2020 at 07:43  Lascia un commento  

Guarda te cosa mi viene in mente

Ci sono parole che non sopporto
-nerboruto-
nerboruto è una parola che non sopporto.
Pancreas mi piace
suona bene
mi fa pensare ad una pallina di gomma
gusto fragola
e poi ci sono poeti
che sembrano tanti legni secchi
cambiano il loro stile in argento
lunghi
anzi no
lunghissimi trattati di grammatica
spezzata in versi.
Vaffanculo alle accademie
Vaffanculo
ai festival della poesia
qui c’è gente che si fa male sul serio
i simulacri
sono solo latrine abbellite dal piscio.
Guarda te cosa cazzo mi viene in mente

Massimo Pastore

Published in: on marzo 15, 2020 at 07:14  Comments (2)  

Quando il sambuco s’odora e si incipria

Quando il sambuco s’odora e si incipria
nessuna canzone mi ordina il tarlo che mi invecchia le mani,
i proiettili s’alzano in volo come torve passioni
ed allora irrigidisco nel collo e sbavo perdutamente
tutte le parole che mi sono state insegnate…
canto e ricanto tutt’intorno
come a farti vergognare
ma il risultato non è di buon auspicio
tu mi odi, ed ignori
come i piedi di un impiccato
fanno da ramo ai grilli
e le cicale…

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 19, 2020 at 06:55  Comments (1)  

L’amore ha le sue cose

Ho conosciuto due porte del tuo corpo
la 3^
ahimè
l’avrai già data a qualcun altro.
Timidi operatori agricoli
macchinisti
braccianti
giovani inciuffettati
al caffè filosofia
o
teneri migranti
imbevuti
di calce.
La spuma dei giorni
mi ha inaridito
come un deserto schivato dai baci
e ti penso nuda
come un divano in pelle di giaguaro
mentre l’amore
ha le sue cose
e mi macchia la vita.

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 26, 2020 at 07:37  Lascia un commento  

La tua siringa si è arrugginita

Romanza
come una cicatrice sul collo

I tuoi seni
ti hanno preceduta
nel vederti uscire smerdata
dalla tua ombra
senza più una canzone per le sirene
ma tacita
come un orologio
che tocca il tempo
e celebra l’ora della tua vacca
mattanza.

La tua siringa si è arrugginita
dentro quell’ultima vena
che cercava riparo
-meschina-
sotto la pianta del piede.

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 3, 2020 at 07:01  Lascia un commento  

Il netturbino

In un porto d’autunno dai rami indecisi
dove muoiono le rive
confuse dal vento
ho contato i pidocchi alle funi
una ruga di sole
ha invecchiato il mattino
e sul mio volto 
niente di allora:

lunghi e umidi baci dove annegare senza posa nell’interno coscia

adesso
solo un oceano di scarpe dalla finestra
e la mia mano che saluta
sorridendo come un infisso.

In un porto d’autunno dai rami indecisi
ci siamo amati
con la presunzione dell’eterno
due foglie secche 
adagiate sul viale
ed un netturbino ci ha spazzato di lato.

Massimo Pastore

Published in: on dicembre 8, 2019 at 07:36  Comments (1)  

Chiarodiluna

Guardate la terra che mette fuori i palinsesti notturni

portieri e informatori
asciugacapelli abbandonati sulla tangenziale incolta
profumo di gomma strappata all’asfalto
e creme
per lubrificare vagine

Il cane
muove la coda nel cerchio celeste
ordina da bere
il solito topo di grazia
sgraziata
e siede sul culo
ficcanaso
e lercioso

L’orizzonte corre incontro al treno
le rotaie rugginose si innamorano
perfettamente
mentre sbottono la camicia
alla strada

Come vedi ho perso nuovamente il mio lasciapassare
e me ne infischio
degli ubriachi addormentati sulle scale dei musei
è soltanto un’altra notte
fradicia di miseria

Ma ecco
entrare di corsa il chiarodiluna
a succhiarmi le ciglia.

Massimo Pastore

Published in: on novembre 20, 2019 at 08:10  Lascia un commento  

Un romantico ammattito

Orologio pazzo che suona la carica dei venti
quando la pioggia va a morire su un vetro
ed un bacio, oppure un grido
non fanno attenzione al mio capo.
Sento le spine cadere dalla bocca
e fiorire la curva, la sbarra o l’incauto,
l’aggettivo carica il colpo, e spara!
Un buco per mano ed il desiderio
di coprirti le spalle d’incanto…

non tacere, non morire, non andare via
i tombini sono chiusi per ferie
e noi… potremmo sfogliare la luna
su questa notte imbecille.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 27, 2019 at 07:14  Comments (1)  

Non un violino e nemmeno la viola

Tutto il mio amore per le cose futili…

Ecco, così su Parigi in cartolina, atterrita
ora c’è questa pioggia che taglia
e dodicimila addii dentro una scatola per scarpe.
Ti sto parlando dell’amore sconfitto,
di una finestra buia come un foro sul muro
dove un tempo sorrideva la tua foto,
quando distratta come una conchiglia ti presi con un “click”
inimmaginabile
e ti incollai alla parete con un bacio francese…

da questo quaderno bruciato
attraverso lo specchio dove subito avrei potuto riflettermi
e cammino senza lampada e senza lucciola
adesso che sono
non un violino e nemmeno la viola
ma un lillà tardivo.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 10, 2019 at 07:08  Lascia un commento