Quando il sambuco s’odora e si incipria

Quando il sambuco s’odora e si incipria
nessuna canzone mi ordina il tarlo che mi invecchia le mani,
i proiettili s’alzano in volo come torve passioni
ed allora irrigidisco nel collo e sbavo perdutamente
tutte le parole che mi sono state insegnate…
canto e ricanto tutt’intorno
come a farti vergognare
ma il risultato non è di buon auspicio
tu mi odi, ed ignori
come i piedi di un impiccato
fanno da ramo ai grilli
e le cicale…

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 19, 2020 at 06:55  Comments (1)  

L’amore ha le sue cose

Ho conosciuto due porte del tuo corpo
la 3^
ahimè
l’avrai già data a qualcun altro.
Timidi operatori agricoli
macchinisti
braccianti
giovani inciuffettati
al caffè filosofia
o
teneri migranti
imbevuti
di calce.
La spuma dei giorni
mi ha inaridito
come un deserto schivato dai baci
e ti penso nuda
come un divano in pelle di giaguaro
mentre l’amore
ha le sue cose
e mi macchia la vita.

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 26, 2020 at 07:37  Lascia un commento  

La tua siringa si è arrugginita

Romanza
come una cicatrice sul collo

I tuoi seni
ti hanno preceduta
nel vederti uscire smerdata
dalla tua ombra
senza più una canzone per le sirene
ma tacita
come un orologio
che tocca il tempo
e celebra l’ora della tua vacca
mattanza.

La tua siringa si è arrugginita
dentro quell’ultima vena
che cercava riparo
-meschina-
sotto la pianta del piede.

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 3, 2020 at 07:01  Lascia un commento  

Il netturbino

In un porto d’autunno dai rami indecisi
dove muoiono le rive
confuse dal vento
ho contato i pidocchi alle funi
una ruga di sole
ha invecchiato il mattino
e sul mio volto 
niente di allora:

lunghi e umidi baci dove annegare senza posa nell’interno coscia

adesso
solo un oceano di scarpe dalla finestra
e la mia mano che saluta
sorridendo come un infisso.

In un porto d’autunno dai rami indecisi
ci siamo amati
con la presunzione dell’eterno
due foglie secche 
adagiate sul viale
ed un netturbino ci ha spazzato di lato.

Massimo Pastore

Published in: on dicembre 8, 2019 at 07:36  Comments (1)  

Chiarodiluna

Guardate la terra che mette fuori i palinsesti notturni

portieri e informatori
asciugacapelli abbandonati sulla tangenziale incolta
profumo di gomma strappata all’asfalto
e creme
per lubrificare vagine

Il cane
muove la coda nel cerchio celeste
ordina da bere
il solito topo di grazia
sgraziata
e siede sul culo
ficcanaso
e lercioso

L’orizzonte corre incontro al treno
le rotaie rugginose si innamorano
perfettamente
mentre sbottono la camicia
alla strada

Come vedi ho perso nuovamente il mio lasciapassare
e me ne infischio
degli ubriachi addormentati sulle scale dei musei
è soltanto un’altra notte
fradicia di miseria

Ma ecco
entrare di corsa il chiarodiluna
a succhiarmi le ciglia.

Massimo Pastore

Published in: on novembre 20, 2019 at 08:10  Lascia un commento  

Un romantico ammattito

Orologio pazzo che suona la carica dei venti
quando la pioggia va a morire su un vetro
ed un bacio, oppure un grido
non fanno attenzione al mio capo.
Sento le spine cadere dalla bocca
e fiorire la curva, la sbarra o l’incauto,
l’aggettivo carica il colpo, e spara!
Un buco per mano ed il desiderio
di coprirti le spalle d’incanto…

non tacere, non morire, non andare via
i tombini sono chiusi per ferie
e noi… potremmo sfogliare la luna
su questa notte imbecille.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 27, 2019 at 07:14  Comments (1)  

Non un violino e nemmeno la viola

Tutto il mio amore per le cose futili…

Ecco, così su Parigi in cartolina, atterrita
ora c’è questa pioggia che taglia
e dodicimila addii dentro una scatola per scarpe.
Ti sto parlando dell’amore sconfitto,
di una finestra buia come un foro sul muro
dove un tempo sorrideva la tua foto,
quando distratta come una conchiglia ti presi con un “click”
inimmaginabile
e ti incollai alla parete con un bacio francese…

da questo quaderno bruciato
attraverso lo specchio dove subito avrei potuto riflettermi
e cammino senza lampada e senza lucciola
adesso che sono
non un violino e nemmeno la viola
ma un lillà tardivo.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 10, 2019 at 07:08  Lascia un commento  

Ed è questa una storia da raccontare ai bambini

Le cose che se ne vanno non tornano più…
Viveva come sulle foglie più tenere dei rami
un teschio in fiore impreciso ed amaro
in un tramonto d’alfabeti:
-ho visto le stelle- sussurrava -sento tanti occhi
che mi guardano attraverso il crepuscolo-
alle 11.30 di venerdì 15 marzo giunse sulla linea
dove ha termine la nostalgia,
il poeta del SERT, timido e aguzzo
come un suicidio…
coperto di neve e di garofani sembrava strano,
lo portarono in Portogallo due rondinelle innamorate
ed è li, dicono, che inciampò su un ombra
con due gocce di caffè, per occhi…
salutò tutti i suoi versi con una lingua nuova
rimise ogni stella al proprio posto
e non lasciò alcuna briciola di pane alle sue spalle
perché l’amore, inatteso, si staccò dalle tele
con le sembianze di un fiore o forse di un gioco
di una distrazione…
ed è questa una storia da raccontare ai bambini
quando chiudono gli occhi, e si odora l’ulivo.

Massimo Pastore

Published in: on settembre 15, 2019 at 06:54  Lascia un commento  

Un grande tema

Morte per sempre, i clochard ne sanno qualcosa…
Vuoi un grande tema, la pancia gonfia della fame
due proiettili sulle ali di un corvo
oppure conigli appesi ad altre natiche selvagge…
morte per sempre, i tori sbuffano sulla terra gialla
il loro salario è una miseria di spettacolo,
gli amori possono impiccarti al ciliegio,
i poeti non dovrebbero cenare con mani sporche
o succhiarsi il dito di sabato mattina, io credo di sì…
morte per sempre, ascoltiamo attraverso gli specchi
il tormento degli evirati…
vuoi un grande tema, vestito di lutto celeste
chi è che depone fiori sull’alfabeto?!!
Si già, dicevamo…vuoi un grande tema?
Apri la finestra e rimani in attesa…
La poesia è morta, lo dicono gli stolti
che non hanno cura delle foglie d’ottobre.

Massimo Pastore

Published in: on giugno 27, 2019 at 07:04  Lascia un commento  

Una donna su un fiore che chiude i suoi petali

Una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
respirare poco a poco fino a tacere,
un bacio alla volta e la paura del proprio corpo…
dire non dire, mentre il seno urta sul petto
quando tutto grida frantumando miserie di cristallo sul cuore…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
tracce di psicoanalisi sulla mano deserta
e cosce mature distanti al raccolto,
ed è molto di più di un pazzesco bisogno d’amore
della tua piccola ostrica che ha perduto la perla…

sulle linee che contorcono il sorriso è esplosa una stella,
coriandoli di chiodi sul tuo carro di zavorre infinite,
ho raccolto il tuo dolore da 5 centesimi, sul pavimento
perciò lascia stare i terrazzi, che non sai volare…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali
mi ha dormito nel letto,
fuori il mondo non sa che di tristezza si muore e davvero.

Massimo Pastore

Published in: on giugno 16, 2019 at 07:44  Lascia un commento