Una donna su un fiore che chiude i suoi petali

Una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
respirare poco a poco fino a tacere,
un bacio alla volta e la paura del proprio corpo…
dire non dire, mentre il seno urta sul petto
quando tutto grida frantumando miserie di cristallo sul cuore…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
tracce di psicoanalisi sulla mano deserta
e cosce mature distanti al raccolto,
ed è molto di più di un pazzesco bisogno d’amore
della tua piccola ostrica che ha perduto la perla…

sulle linee che contorcono il sorriso è esplosa una stella,
coriandoli di chiodi sul tuo carro di zavorre infinite,
ho raccolto il tuo dolore da 5 centesimi, sul pavimento
perciò lascia stare i terrazzi, che non sai volare…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali
mi ha dormito nel letto,
fuori il mondo non sa che di tristezza si muore e davvero.

Massimo Pastore

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Published in: on giugno 16, 2019 at 07:44  Lascia un commento  

Dopotutto, vorrei parlare d’amore…

Dopotutto, vorrei parlare d’amore…
I commercianti d’acqua sono proprio un inganno,
gli assetati si leccano il dorso, e poi il colera
la varicella, la morte che ghigna
costringendo i bambini a morire per poco
a morire per niente…
e comunque vorrei parlare d’amore,
della resa la battaglia e l’inverno…
la rete per i tonni trascina coste d’africa
migranti che hanno nomi da uomini,
eppure ho bisogno di parlare d’amore
di Cristina, Francesca Marinella
del mio fragile cuore in versi
che non essendo geniale
vive di poco,
come la speranza di vendere perle al maiale…

Massimo Pastore

Published in: on giugno 6, 2019 at 06:59  Lascia un commento  

E dall’ombra ad un ramo

Forse assomigliare ad un’ombra,
e dall’ombra ad un ramo…
luna coda di miele
attraversa la mia spalla nuda
come una donna
senza che l’amore per le piccole cose
si risani…

forse assomigliare ad un’ombra,
e dall’ombra ad un ramo…
giovane dolcenero poeta
storpiare gli oceani
è la tua goccia di destino…

Massimo Pastore

Published in: on maggio 24, 2019 at 07:34  Lascia un commento  

Tu non sai tutto questo

“Sono così tristi le tue poesie
che ci si potrebbe vendere whisky
agli amanti dei cavalcavia.”

Hai ragione amore, ma tu non sai tutto questo:

la mia lucciola preferita è una poesia
un litigio tra automobilisti è una poesia
una panchina divelta è una poesia
un cantiere che sbuffa attrezzi e sudore è una poesia
mia madre è una poesia
la frusta spezzata è una poesia
il pendolo dei gatti in calore è una poesia
le otto e trenta le dieci e un quarto le due di notte
sono una poesia…

ed io triste come credi tu,
ma infrattato d’infanzia e stupore
tra i seni di un capoverso
non voglio cambiare il mondo
ma soltanto abbellirlo…
per me per gli dei e per i tuoi occhi da muto.
Addio al prossimo arrivederci…

Massimo Pastore

Published in: on maggio 14, 2019 at 06:55  Comments (1)  

Strano

Loro mi trovano strano
e bisbigliano

Odore di baci che salgono sulla mia schiena,
rido
sulle tue caviglie sottili
che provocano il delirio
al mio quarto occhio e mezzo

Nelle cose dischiuse
non soffro
tento di spingere
viola gonfiore
di poesia schizzata
senza fretta,
ma il tempo delle conchiglie
frantuma
il mio bisogno di mare
e
aperti gli occhi
rieccomi ad una festa qualunque
piuttosto triste
e col cazzo in mano

Massimo Pastore

Published in: on maggio 5, 2019 at 06:58  Lascia un commento  

Il mendicante di sogni feroci

Pietra d’argento massiccio su un fiume di silenzio

Questa mattina
camminando
ho ucciso 5 formiche
e sotto l’oro del sole
ho addentato la mela

Le cosce sudate di una contadina
si sono offerte
come grano e poi miele
toste e bagnate
nella fatica del guado,
io
come un uomo per bene
miravo
senza bocca insanguinata
o
un peccato a portata di mano

Ssssssss
sapessi quale pietra d’argento massiccio
ho nascosto
tra i mulinelli dei fiumi in silenzio
per tacerti
che sono un assassino
che sono un bugiardo
ed un mendicante di sogni feroci.

Massimo Pastore

Published in: on marzo 19, 2019 at 07:36  Lascia un commento  

Attacca il ciuccio dove vuole il padrone

È tutto infranto dal pianto,
umido
rugginoso
sporco nell’incavo della mano.
I sicari
imbestialiti dalla filigrana
disegnano stelle sul cielo
e sparano agli occhi
dei deliranti…
ho sentito dire che sarà permesso bere molto
solo se spinti da delusione
e che verranno allestiti spettacoli d’odio
sulla giostra in disuso di uno zingaro…
da domani
gli usurai faranno poesia
o prosa
o contabilità,
i ragazzi potranno riunirsi in enormi silenzi vuoti
aperitivi di cera
sesso viola
di cane violento
sesso di cera
che si scioglie
e cemento
di parole
dimenticate la sera.
Così a 30 anni
saremo più vecchi di una fossa comune.
Attacca il ciuccio
dove vuole il padrone

Massimo Pastore

Published in: on marzo 8, 2019 at 07:48  Comments (2)  

Una sera scesi in un albergo triste

Una sera scesi in un albergo triste,
la madama, guanti lisi
maneggiava una stella incolore.
Il suo corpo era ancora in dissonanza,
povero di ritratti, vistosamente bugiardo
solo il nano con aria dura
ne accarezzava il mutamento
e sulla schiena con il suo dito panciuto
disegnava vagamente un nuovo nome
da donna…
questo fu allora,
oggi travestiti scuotono la carne
e restano solo rotondi passaggi notturni
sui sedili di una macchina
con la faccia sbattuta sullo schienale…
una sera scesi in un albergo triste,
-mai più! mai più!- gridava il nano
-so forse dove andranno a morire i tuoi capelli
e tu, mi hai dimenticato- 

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 21, 2019 at 07:27  Lascia un commento  

Una sera scesi in un albergo triste

Una sera scesi in un albergo triste,
la madama, guanti lisi
maneggiava una stella incolore.
Il suo corpo era ancora in dissonanza,
povero di ritratti, vistosamente bugiardo
solo il nano con aria dura
ne accarezzava il mutamento
e sulla schiena con il suo dito panciuto
disegnava vagamente un nuovo nome
da donna…
questo fu allora,
oggi travestiti scuotono la carne
e restano solo rotondi passaggi notturni
sui sedili di una macchina
con la faccia sbattuta sullo schienale…

una sera scesi in un albergo triste,
-mai più! mai più!- gridava il nano
-so forse dove andranno a morire i tuoi capelli
e tu, mi hai dimenticato- 

Massimo Pastore

Published in: on febbraio 7, 2019 at 07:27  Comments (1)  

Farò di un intreccio una corona di note

Che farò in questi campi
cogliendo dai rami i nidi?
Sommo e stellato
si inchina l’ossuto mantello
che la notte posa sulle mie spalle
lasciandomi con gli occhi aperti…

i vermi, tutti, sorridono
perché ho una penna
ed una manciata di terra
vergine, come un sogno non ancora sognato…

che farò in questi campi
cogliendo dai rami i nidi?
Farò di un intreccio una corona di note,
il merlo l’allodola il falco
la corda vocale dei grilli,
un canto di tutti i canti
ed un bacio su una nuvola bianca…

Massimo Pastore

Published in: on gennaio 27, 2019 at 06:59  Lascia un commento