Un romantico ammattito

Orologio pazzo che suona la carica dei venti
quando la pioggia va a morire su un vetro
ed un bacio, oppure un grido
non fanno attenzione al mio capo.
Sento le spine cadere dalla bocca
e fiorire la curva, la sbarra o l’incauto,
l’aggettivo carica il colpo, e spara!
Un buco per mano ed il desiderio
di coprirti le spalle d’incanto…

non tacere, non morire, non andare via
i tombini sono chiusi per ferie
e noi… potremmo sfogliare la luna
su questa notte imbecille.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 27, 2019 at 07:14  Comments (1)  

Non un violino e nemmeno la viola

Tutto il mio amore per le cose futili…

Ecco, così su Parigi in cartolina, atterrita
ora c’è questa pioggia che taglia
e dodicimila addii dentro una scatola per scarpe.
Ti sto parlando dell’amore sconfitto,
di una finestra buia come un foro sul muro
dove un tempo sorrideva la tua foto,
quando distratta come una conchiglia ti presi con un “click”
inimmaginabile
e ti incollai alla parete con un bacio francese…

da questo quaderno bruciato
attraverso lo specchio dove subito avrei potuto riflettermi
e cammino senza lampada e senza lucciola
adesso che sono
non un violino e nemmeno la viola
ma un lillà tardivo.

Massimo Pastore

Published in: on ottobre 10, 2019 at 07:08  Lascia un commento  

Ed è questa una storia da raccontare ai bambini

Le cose che se ne vanno non tornano più…
Viveva come sulle foglie più tenere dei rami
un teschio in fiore impreciso ed amaro
in un tramonto d’alfabeti:
-ho visto le stelle- sussurrava -sento tanti occhi
che mi guardano attraverso il crepuscolo-
alle 11.30 di venerdì 15 marzo giunse sulla linea
dove ha termine la nostalgia,
il poeta del SERT, timido e aguzzo
come un suicidio…
coperto di neve e di garofani sembrava strano,
lo portarono in Portogallo due rondinelle innamorate
ed è li, dicono, che inciampò su un ombra
con due gocce di caffè, per occhi…
salutò tutti i suoi versi con una lingua nuova
rimise ogni stella al proprio posto
e non lasciò alcuna briciola di pane alle sue spalle
perché l’amore, inatteso, si staccò dalle tele
con le sembianze di un fiore o forse di un gioco
di una distrazione…
ed è questa una storia da raccontare ai bambini
quando chiudono gli occhi, e si odora l’ulivo.

Massimo Pastore

Published in: on settembre 15, 2019 at 06:54  Lascia un commento  

Un grande tema

Morte per sempre, i clochard ne sanno qualcosa…
Vuoi un grande tema, la pancia gonfia della fame
due proiettili sulle ali di un corvo
oppure conigli appesi ad altre natiche selvagge…
morte per sempre, i tori sbuffano sulla terra gialla
il loro salario è una miseria di spettacolo,
gli amori possono impiccarti al ciliegio,
i poeti non dovrebbero cenare con mani sporche
o succhiarsi il dito di sabato mattina, io credo di sì…
morte per sempre, ascoltiamo attraverso gli specchi
il tormento degli evirati…
vuoi un grande tema, vestito di lutto celeste
chi è che depone fiori sull’alfabeto?!!
Si già, dicevamo…vuoi un grande tema?
Apri la finestra e rimani in attesa…
La poesia è morta, lo dicono gli stolti
che non hanno cura delle foglie d’ottobre.

Massimo Pastore

Published in: on giugno 27, 2019 at 07:04  Lascia un commento  

Una donna su un fiore che chiude i suoi petali

Una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
respirare poco a poco fino a tacere,
un bacio alla volta e la paura del proprio corpo…
dire non dire, mentre il seno urta sul petto
quando tutto grida frantumando miserie di cristallo sul cuore…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali,
tracce di psicoanalisi sulla mano deserta
e cosce mature distanti al raccolto,
ed è molto di più di un pazzesco bisogno d’amore
della tua piccola ostrica che ha perduto la perla…

sulle linee che contorcono il sorriso è esplosa una stella,
coriandoli di chiodi sul tuo carro di zavorre infinite,
ho raccolto il tuo dolore da 5 centesimi, sul pavimento
perciò lascia stare i terrazzi, che non sai volare…

una donna su un fiore che chiude i suoi petali
mi ha dormito nel letto,
fuori il mondo non sa che di tristezza si muore e davvero.

Massimo Pastore

Published in: on giugno 16, 2019 at 07:44  Lascia un commento  

Dopotutto, vorrei parlare d’amore…

Dopotutto, vorrei parlare d’amore…
I commercianti d’acqua sono proprio un inganno,
gli assetati si leccano il dorso, e poi il colera
la varicella, la morte che ghigna
costringendo i bambini a morire per poco
a morire per niente…
e comunque vorrei parlare d’amore,
della resa la battaglia e l’inverno…
la rete per i tonni trascina coste d’africa
migranti che hanno nomi da uomini,
eppure ho bisogno di parlare d’amore
di Cristina, Francesca Marinella
del mio fragile cuore in versi
che non essendo geniale
vive di poco,
come la speranza di vendere perle al maiale…

Massimo Pastore

Published in: on giugno 6, 2019 at 06:59  Lascia un commento  

E dall’ombra ad un ramo

Forse assomigliare ad un’ombra,
e dall’ombra ad un ramo…
luna coda di miele
attraversa la mia spalla nuda
come una donna
senza che l’amore per le piccole cose
si risani…

forse assomigliare ad un’ombra,
e dall’ombra ad un ramo…
giovane dolcenero poeta
storpiare gli oceani
è la tua goccia di destino…

Massimo Pastore

Published in: on Mag 24, 2019 at 07:34  Lascia un commento  

Tu non sai tutto questo

“Sono così tristi le tue poesie
che ci si potrebbe vendere whisky
agli amanti dei cavalcavia.”

Hai ragione amore, ma tu non sai tutto questo:

la mia lucciola preferita è una poesia
un litigio tra automobilisti è una poesia
una panchina divelta è una poesia
un cantiere che sbuffa attrezzi e sudore è una poesia
mia madre è una poesia
la frusta spezzata è una poesia
il pendolo dei gatti in calore è una poesia
le otto e trenta le dieci e un quarto le due di notte
sono una poesia…

ed io triste come credi tu,
ma infrattato d’infanzia e stupore
tra i seni di un capoverso
non voglio cambiare il mondo
ma soltanto abbellirlo…
per me per gli dei e per i tuoi occhi da muto.
Addio al prossimo arrivederci…

Massimo Pastore

Published in: on Mag 14, 2019 at 06:55  Comments (1)  

Strano

Loro mi trovano strano
e bisbigliano

Odore di baci che salgono sulla mia schiena,
rido
sulle tue caviglie sottili
che provocano il delirio
al mio quarto occhio e mezzo

Nelle cose dischiuse
non soffro
tento di spingere
viola gonfiore
di poesia schizzata
senza fretta,
ma il tempo delle conchiglie
frantuma
il mio bisogno di mare
e
aperti gli occhi
rieccomi ad una festa qualunque
piuttosto triste
e col cazzo in mano

Massimo Pastore

Published in: on Mag 5, 2019 at 06:58  Lascia un commento  

Il mendicante di sogni feroci

Pietra d’argento massiccio su un fiume di silenzio

Questa mattina
camminando
ho ucciso 5 formiche
e sotto l’oro del sole
ho addentato la mela

Le cosce sudate di una contadina
si sono offerte
come grano e poi miele
toste e bagnate
nella fatica del guado,
io
come un uomo per bene
miravo
senza bocca insanguinata
o
un peccato a portata di mano

Ssssssss
sapessi quale pietra d’argento massiccio
ho nascosto
tra i mulinelli dei fiumi in silenzio
per tacerti
che sono un assassino
che sono un bugiardo
ed un mendicante di sogni feroci.

Massimo Pastore

Published in: on marzo 19, 2019 at 07:36  Lascia un commento