Un’amica ginecologa

Quando a Kyoto avevo il koto in mano
ero un giovin gagliardo e focoso
e il mio viso non era peloso
mentre erravo gaudente in città!

Gironzavo con ferma intenzione
di allettare drammatica Enrica
e convincer l’Elvira, o un’amica
ginecologa nota in beltà!

Ma Senhal flava, arpista di Ienne,
avea conquisa l’alma mia aprica
quantunque fosse solo una mica:
e or sento ancor balzare il mio cor!

Sandro Sermenghi

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Published in: on dicembre 8, 2017 at 06:57  Comments (1)  

E cala la tela e buia è la sera

Se a te Federico parlano in tanti
vo’ anch’io poter dire una parola
sui tuoi film orfici ed entusiasmanti
gag o fumetti o desiri di scuola.

Ed una sola è la verità: canti,
amarcord, lene quel mondo che vola,
lune, strade, clown, interviste, amanti,
gradisca, scoregge: è una gran fola!

Benigni al Bertone desti consigli:
gli amor cittadini son rumorosi,
fai dolce vita lontano dai birri!

D’oggi il distacco è sol metempsicosi:
tu segui a girare fra mi(r)ti e cirri
e noi ti siam grati e senza sbadigli.

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 26, 2017 at 07:26  Comments (2)  

Oh, eran belli certo gli ieri

quando Dante Belli e Alfieri
ci piantavano in poesia
una oh e andavan via

su nell’albero a sognare
o nel macero a cercare
qualche rima bistrattata
per contorno alla frittata

della oh! lor poesia

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 15, 2017 at 07:31  Comments (2)  

Quattro spogliarelli

Ho condito gli spaghetti
con un pugno di bulloni
e settantatré marroni;

mentre trenta tronfi fessi
scalpitavano furiosi
e cuocevano boriosi

ho infornato tre rifreddi
annaffiati da nebbioli
infiltrati fra i lenzuoli;

presi vecchi legni secchi
ed intintili in sei fuochi
ho intimato: fate i giuochi!

Risciacquando cinque ceffi
in presenza di gaglioffi
li ho vestiti con gli sboffi;

visti quattro spogliarelli
privi di autocontrolli
fare gli scavezzacolli

e il passar di troppi tenni
gran felloni e sette nonni
affiancati a occulti tonni

ho esclamato: che due palle,
lascerò sta triste valle
e andrò a vivere a Trepalle!

dove sotto un invernale tremolo
un umano armonizza con un grosso temolo.

Cari amici, ognuno ha i suoi ossi:
c’è chi ha scritto Ossi di seppia
io, invece, Ossi di temolo.
Buon divertimento!

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 2, 2017 at 07:13  Comments (3)  

Guizzi di lampi

Lo spiraglio dell’alba
mentre
vecchio maggiordomo coi basettoni
che gli arrivavano fin sotto i piedi
lustrava le scarpe
sprizzava guizzi di lampi
che saettavano barlumi
traversanti
la guercia
nebbia
padana

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 19, 2017 at 07:06  Comments (2)  

In Via Oreste Regnoli 3

INT LA VÎ ORESTE REGNOLI AL NOMMER 3

Int la vî Oreste Regnoli n. 3
uttantadàumellaquaterzàntzinquantasètt
fòi mòjji spåulti int al prémm
tunbén a dèstra
ai ho cuntè

int la vî Oreste Regnoli n. 3
quarantasî volt o forsi ventnòv
int la buśa dumeterżeròt a sinesstra dåpp
al premm tunbén a destra
diversi volt ai ho scapuzè

int la vî Oreste Regnoli n. 3
darsèt volt e forsi egli en anc tròpi al porta sfîga
la vècia zopa śdintè premma dal purtàn dal n.1 òultra la
busa dumeter
żeròt a sinesstra ed là dal premm tumbén a desstra
ai ho incuntrè

int la vî Oreste Regnoli n. 3
clâsic una gossa ed banana no no no! l’era una câca ed can
guerz parché la puzzèva schivausamànt quèsi dinànz al purtàn dal n. 1
pasè la sinestra buśa dumeterżeròt pió in là dal premm tumbén a destra
ai ho pistè

int la vî Oreste Regnoli n. 3
a l’ho aciufè carpe diem l’impizè e 82 – 4 – 57 – 46 – 29 – 17
ai ho śughè tott sèt al butghén dla vàirzin Marilù
goba ch’la n’era èter che una maman-loa vudù1
e
ai ho insugnè

UNA TROTA SALMUNÈ
ALA GRÉGGLIA!

§

In Via Oreste Regnoli 3
ottantaduemilaquattrocentocinquantasette
foglie affogate nel primo
tombino a destra
ho contato

in Via Oreste Regnoli 3
quarantasei volte o forse ventinove
nella buca duemetrizerootto a sinistra dopo
il primo tombino a destra
ho inciampicato

in Via Oreste Regnoli 3
diciassette volte e sono anche troppe porta sfiga
la vecchia zoppa sdentata prima del portone del n. 1 oltre la
buca duemetrizerootto a sinistra passato il primo tombino a destra
ho incontrato

in Via Oreste Regnoli 3
classico una buccia di banana no no no! era una tolla di cane
guercio perché puzzava schifosamente quasi dinanzi al portone del n.1
oltre la sinistra buca duemetrizerootto al di là del primo tombino a destra
ho pestato

in Via Oreste Regnoli 3
l’ho acciuffata carpe diem l’imbeccata e 82 – 4 – 57 – 46 – 29 – 17
li ho giocati tutti sette al botteghino della vergine Marilù
gobba che altri non era che una maman-loa vudù *
e
ho sognato

UNA TROTA SALMONATA
ALLA GRIGLIA!

* maman-loa vudù: sacerdotessa vudù, religione popolare della
repubblica di Haiti dell’Isola Hispaniola nei Caraibi.

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 6, 2017 at 07:36  Comments (2)  

Un’autostrada di poesie

UN’AUTOSTRÈ ED POESÌ

Al mi amig Sandrein
al scriv dal povesî
in dialatt stratt,
ma dimondi stratt.
Tant stratt che la so faza
(a l’ho incuntrè l’ètar dé in piaza)
l’é anca li longa e stratta
cumpagna a na zigaratta.
Ma la bacca no.
La bacca l’é lerga ch’la pèr un’autostrè.
Sé, un’autostrè a sagg’ cursì.
Oh: un’autostrè ed poesì!

§


Il mio amico Sandrino

scrive delle poesie
in dialetto stretto,
ma molto stretto.
Tanto stretto che la sua faccia
(l’ho incontrato l’altro giorno in piazza)
è anche lei lunga e stretta
come una sigaretta.
Ma la bocca no.
La bocca è larga che sembra un’autostrada.
Sì, un’autostrada a sedici corsie.
Oh: un’autostrada di poesie!

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 22, 2017 at 07:01  Comments (5)  

Gli aliti di Eolo

I FIÈ D EOLO


Atâc a cl’âlber

ai éra di psarlén coi bâfi
ch’i scusèven la cô
cme par dîr:
“Che blazza da qué só
vàdder la źänt là źå
córrer cme di danè
e nuètr invêzi qué pr âria
stuzighè
dai fiè d’Eolo!

A sän magâra cuntént
ed sta libertè,
mâi pió sänper sått’âcua
ch’at véggn di reumatîśum
ch’an t i chèva d adôs…
gnanc Murri!”

§

Appesi a quell’albero
c’erano pesciolini baffuti
che scuotevano la coda
come per dire:
“Che bellezza da quassù
vedere la gente laggiù
correre come dei dannati
e noi invece qui all’aria
solleticati
dagli aliti d’Eolo!

Siamo molto contenti
di questa libertà,
mai più sempre sott’acqua
dove ti vengono dei reumatismi
che non te li leva d’addosso…
neanche Murri!”*

Sandro Sermenghi

*Augusto Murri, 1841-1932, famoso prof. di clinica medica: ti guardava e… diagnosticava!

Published in: on settembre 7, 2017 at 07:11  Comments (3)  

Chi cerca trova: ma trova, chi cerca?

Me la cerco e non trovo
ma poi se me la trovo
ancor la vo’ cercare!
Gli è certo una trovata
cercarla e non trovarla
guardarla e non vederla
ma poi che me la cerco
insisto a ricercarla
non so se là di dentro
o un pocolin di fora
od anche forse al centro!
Poi me la cerco ancora
e immagino che quando
infin l’avrò trovata
essendo tanto il tempo
passato o nel futuro
che me la vo cercando
starò di già scordando
di averla assai cercata!
E freni ognor mancando
al vecchio uman desìo
io me la andrò cercando
di certo ancora quando
io non sarò più il mio!
Allor che vo cercando
fra lo crudel squittio
se me la sto trovando?

Sandro Sermenghi

Published in: on luglio 12, 2017 at 07:09  Comments (2)  

Calzettini sporchi

Era un inverno rigido
pendevano i ghiaccioli
e sofferiva timido
sotto la spoglia quercia
il povero sciuscià.

C’erano pure gli àcari
dentro al suo pagliericcio
e infreddoliti i gomiti
coi calzettini sporchi
pian piano si assopì.

La povera cariatide
digiuno e in fin di vita
solo con l’elemosina
porta da un buon padrone
la fame attenuò.

Morale? È terapeutico
dipender da padroni
che umani e democratici
sanno condurci in pullman
muniti di tivù:

lotta di classe è inutile
scioperi marce slogan:
con padroni simpatici
si mangian tagliatelle
e prosciutto in ragù!

Davvero?

Sandro Sermenghi

Published in: on luglio 2, 2017 at 07:26  Comments (3)