Facciamo pulizia?

S nello slanciato sinuoso
A llampanato
N asuto nudo:
D immi,
R amazzeremo rétori
O diosi ossequiosi onniveggenti?

Sandro Sermenghi

Published in: on dicembre 1, 2016 at 07:34  Comments (2)  

Mani azzurre

Le mie mani sono stelle future
sono rondini azzurre
sono polsini proletari
sono pennini leggendari.

Sandro Sermenghi

Published in: on novembre 9, 2016 at 07:02  Lascia un commento  

Occhi laser

miei occhi sono laser curiosi
sono lenze in agguato
sono pennelli ansiosi
sono pane pepato.

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 23, 2016 at 07:22  Comments (3)  

Red Flag

Il mio cuore è luna rossa
è frontiera infuocata
è rana ferita
è red flag.

Sandro Sermenghi

Published in: on ottobre 10, 2016 at 07:01  Lascia un commento  

In due + l’oste + il fiume

Un giorno d’autunno assai luminoso
comprese era giusto andare dall’ottica
per affuocare quel panorama
che gli appariva purtroppo velato
e opalescente:
                                              lui lì presente se la guardava
                                         lei nol vedeva manco per niente!

E apparve roarrr un rombo di moto
gli passa rasente e lui un tonfo
al botto improvviso esala greve
mesto un sospiro
e nel mollarsi ne udiva il fruscio:
                                            lui pissi pissi mentre passava
                                                lei nol sentiva indifferente!

Viscido forse appariva il desire
del verso ruvido appena sbozzato
ma era bollente
il sentimento suo delicato
che la avvolgeva e vellutato:
                                       lui la blandiva sol mentalmente
                                       lei inviolabile che se ne andava!

Quando salato il conto arrivò
e un po’ sgradevole
tutta la cena apparse piccante
rendendo aspro il fine di scena
sebbene dolce un odor di vermena:
                                       lui disgustato sborsava e versava
                                            lei sorridente che assaporava!

Qui marcescente al suo naso camuso
un puzzolente dubbio apparì
ma l’oste immise tale un profumo
che l’aria offesa non più pungente
accolse aulente il suo beaujolais:
                                                lui L/aura sua rapito fiutava
                                                lei lì col/Bacco centellinava!

                              Poi nell’incanto di quei bouquet
                              Lui Lei e l’Oste vita da re
                              andaron via in cabriolet
                              e il conto arse autodafé
                              con gran goduria senza gli spot
                              mentre la vita scorreva in tre!

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 27, 2016 at 07:29  Lascia un commento  

Nonsense…contromano 2

Il cavallo di mio nonno era tutto quanto eretto
e la giovine carota se ne andava in tuta stretta
a cercare l’impossibile che si ergeva dietro a un’uva
boccheggiante sulla gobba silhouette anchilosata
che sbatteva una frittata sottaceto con il rhum:
fratti ansiosi e assai pelosi vecchi kivi si lustravano
mentre in bici tre scimmiette con il naso all’aria e al vento
impastavano cemento!

Sopravvenne notte fonda ed estratta dalla fonda
la pistola col tamburo tre formiche sulle biche
dal teatro giù in loggione si voltarono e gaudenti
esplodettero al banano che sorpreso contromano
fu multato anzichenò da un vecchio quiproquò
che all’istante sentenziò: “va’ nell’orto e sotto il cavolo
troverai lo dico io un puttino fresco fresco
che porrai assieme al resto”!

Qui il cavallo di mio nonno improvviso sentenziò:
“che facciamo col fringuello verde mare spennacchiato?”
Mentre loro indifferenti raddrizzando fili elettrici
palpeggiavano elettrici scanzonate assai cariate
e il barista istupidito non vedeva ov’era il resto
per la coppia di balene che a quell’ora erano brille
passò astuta una sega che vibrante d’aria fritta
disse seria: “Che mi sfrega? Non vi pago e vo via dritta
a dormire… fra il legname!”

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 18, 2016 at 07:43  Comments (1)  

Prodotta in Bologna

MADE IN BULÅGGNA

Ala rizairca d’un pajaiś inuzänt la lérrica la vinzarà!

Al piasair ed mu§ghèr un limån a gróggn

acsé, cun la góssa,

o al piaśair ed źughèr

a cunilincto

o ed cavariolèr såtta äl strél

una nòt qualséppa,

i én tótt qui che

qui ch’is cràdden ed stèr

in èlt

i s vrénn tôr vî, i s vrénn pruibîr,

sangv ed bisån!

Mo sti piaśîr śmiśurè

sti piaśîr incalcolâbil

ai vlän gôder, ai vlän

vîver, uuuuh!

uuuuuuh! se ai vlän vîver

se ai vlän gôder!

La nòstra guèra dé par dé

åura pr åura minûd par minûd

cånter i aduradûr dal dío bajòc

cånter i incantadûr ed cusiänz

l’é inarestâbil INARESTÂBIL

inarestâbil cme la lòta dal povêta

par la lérrica,

sangv ed drèg!

Mo i pòpol i se dśdaràn e

i daràn un chèlz in dal cûl

ai mistificadûr e…

LA LÉRRICA LA VINZARÀ!

E a turnarän

a supièr in zîl un pessalèt

a èser amîg sinzêr

a salutèr un trêno ch’pâsa

a savurîr una pueśî

a źughèr cån na pû ed pèza…

MADE IN CÀ!

§

Alla ricerca d’un paese innocente la lirica vincerà!

Il piacere di morsicare un limone a grugno

così, con la buccia,

o il piacere di giocare

a cunnilincto

o di capriolare sotto le stelle

una notte qualsiasi,

son tutti fatti che

quelli che credono di stare

in alto

ci vorrebbero togliere, ci vorrebbero proibire,

sangue di biscione!

Ma questi piaceri smisurati

questi piaceri incalcolabili

li vogliamo godere, li vogliamo

vivere, uuuuh!

uuuuuuh! se li vogliamo vivere

se li vogliamo godere!

La nostra guerra giorno per giorno

ora per ora minuto per minuto

contro gli adoratori del dio baiocco

contro gli incantatori di coscienze

è inarrestabile INARRESTABILE

inarrestabile come la lotta del poeta

per la lirica,

sangue di drago!

Ma i popoli si desteranno e

daranno un calcio nel culo

ai mistificatori e…

LA LIRICA VINCERÀ!

E torneremo

a soffiare in cielo un piscialetto

a essere amici sinceri

a salutare un treno che passa

a saporire una poesia

a giocare con una pupa di pezza…

FATTA IN CASA!

 

Sandro Sermenghi

Published in: on settembre 8, 2016 at 07:07  Comments (2)  

Bisbigli di sapere

BIŚBÉI ED SAVAIR

La nòt,

ascultànd la to våuś

in st mänter che t cant,

a m insónni ed partîr

cavalcànd

cla nòvvla d Anzôla Emégglia

cån la bianca pîgra

e la vâca maculè marån,

realiźànd

– prémma –

una dåzza såtta la cuérza dl’òrt

ala dscuérta ed pèś,

cantè, rémm, teneràzz,

biśbéi ed savair!

Mo dman… pardío!

a mé dman um tucarà

ed vulèr a tèra,

um tucarà ed turnèr…

a cà!

§

La notte,

ascoltando la tua voce

mentre tu canti,

io sogno di partire

cavalcando

quella nuvola di Anzola Emilia

con la bianca pecora

e la mucca pezzata marrone,

realizzando

– prima –

una doccia sotto la quercia dell’orto

alla scoperta di pace,

cantate, rime, tenerezze,

bisbigli di sapere!

Ma domani… perbacco!

io dovrò domani

volare a terra,

io dovrò tornare…

a casa!

Sandro Sermenghi

Published in: on giugno 23, 2016 at 07:04  Lascia un commento  

Una sera in osteria

Osteria

UNA SÎRA IN USTARÎ

 

L’é l’idéa dal Presidänt,

musicòlog sgnèr Falsetti,

ed trascòrrer na serèta

dialetèl cun carsintén,

poesî, parsótt e vén

con i amîg dl’Archiginèsi

in stasîra sagg’ ed mèrz,

un piasair par tótt i Sòzi!
 

Ai srà anc l’Odette Righi,

presidänta fundatrîz

che l’ha scrétt dimóndi lîber,

Guido Zucchi, bel dutåur,

ch’l’é un emêrit rimadåur,

pò Vanén Giorgio gran cûg

ch’al vá in zairca ed bèli rémm,

con Sarmàng ch’a srévv mé

stranpalè cme pûc ai n’é!

 
A srän zå a Villa Torchi,

on di zénter ed Bulåggna

dóvv as vîv fra la cultûra,

una ciâcra e un zûg a bóc’,

discusiån såura un trisètt,

azidént a tótti äl tâs,

e l’UeSseeLle ch’l’an vá brisa…

dantr’a un vaird ch’l’é inimitâbil!
 

I én pasè quèsi queng’ ân

e l’é vîv l’Archiginési,

qué stasîra a fän tuglièna,

un casén ch’l’andrà ala stòria!

Nó a sän qui che il sommo Dante

as ciamèva qui dal “sipa”

int l’Inféren nómmer dsdòt,

vers ssantón, tra Sèvna e Ràin.
 

Minzunèr, par mé l’é un dvair,

ed Vandelli quanti rémm

ch’al s’ha détt, sòtta un pûr zîl

ed Bulåggna, numinè

dal DAUMÉLLA capitèl

dla Cultûra in canp mundièl!
 

Dal bulgnais vîva i amîg,

séppen zûp o del braghîr,

zavatén o funtanîr,

gran sienziè o cavâl d Scâja:

qué al finéss al mî elzevîr,

longa vétta Archiginèsi!

Só livän svélt i bichîr

in s dû pî in èlt só un pà,

viva qué ed anc par d’là

ip ip ip, vgnî qué urrà!

§

È l’idea del Presidente,

musicologo signor Falsetti,

di trascorrere una serata

dialettale con crescentine,

poesie, prosciutto e vino

con gli amici dell’Archiginnasio

questa sera sedici marzo,

un piacer per tutti i soci.
 

Ci sarà l’Odette Righi,

presidente fondatrice

che ha scritto tanti libri,

Guido Zucchi, bel dottore,

ch’è un emerito rimatore,

poi Vannini Giorgio gran cuoco

che va in cerca di belle rime,

con Sermenghi che son io

strampalato come pochi!

 
Noi saremo a Villa Torchi,

uno dei Centri di Bologna

dove si vive fra cultura,

una chiacchiera e un gioco a bocce,

discussioni su un tressette,

accidenti a tutte le tasse,

e l’UeSseLle che non va bene…

dentro a un verde inimitabile!
Son passati quasi quindici anni

ed è vivo l’Archiginèsi,

qui stasera facciam baldoria,

un fracasso che andrà alla storia!

Noi siam quei che il sommo Dante

ci chiamava quelli del “sipa”

nell’Inferno numero diciotto,

verso sessantuno, tra Savena e Reno.

Menzionare, per me è un dovere,

di Vandelli quante rime

lui ci ha detto, sotto un puro cielo

di Bologna, nominata

del DUEMILA capitale

della Cultura in campo mondiale!

Viva gli amici del bolognese,

siano zoppi o delle pettegole,

ciabattini o fontanieri,

gran scienziati o eterni ammalati:

qui finisce il mio elzeviro,

lunga vita Archiginèsi!

Su leviam svelti i bicchieri

lì per lì alti su un piede,

viva qui ed anche là

ip ip ip, urrà e urrà!

 

Sandro Sermenghi

Published in: on giugno 14, 2016 at 07:45  Comments (2)  

Emozioni e iridescenze

Mentre guardo in carte vecchie
emozioni e iridescenze
ecco all’occhio piombar lì!

Ed allor mi metto qui
ripensando a conferenze,
discussioni in carta, e pecchie,
di parole più di un mucchio
torcigliate in un vilucchio.

E’ finito l’an bisesto
che ci ha fatto tribolare
parte ardito il mio saluto

che infilato in rosso imbuto
fa l’augurio circolare:
di poesie sto bel césto
che costà giunga veloce
vo’ sperare sottovoce!

Sandro Sermenghi

Published in: on maggio 28, 2016 at 07:31  Lascia un commento