Tempo di sogno

 
Tra un’aiuola e l’altra
davamo quattro calci ad un pallone,
stringevamo fili di aquiloni
per assaporare l’incanto del loro volo.
Era l’età della spenseriatezza,
cintura di salvataggio
per il gran fiume della vita.
Ricordi che, miracolosamente,
risorgono da via dimenticate,
per posarsi in questo orizzonte buio
che tramonta con fatica.
 
Volati gli aquiloni,
tra le mani è rimasto un niente:
il solo a occupare il posto di se stesso.

Maria Rosaria Rozera

Published in: on settembre 21, 2014 at 07:36  Comments (3)  

Un tempo dicevi

Dicebas quondam solum te nosse Catullum,
Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.
Dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,
sed pater ut gnatos diligit et generos.
Nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
“Qui potis est”, inquis? Quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.

§

Un tempo dicevi di amare soltanto Catullo,
o Lesbia, e per me di non volere l’abbraccio di Giove.
Allora ti amai, non solo come il volgo l’amante,
ma come il padre ama i suoi figli e i suoi generi.
Ora ti ho conosciuta; perciò anche se brucio più forte,
tuttavia mi sei molto più vile e leggera.
“Come è possibile?”, dici. Perché tale offesa costringe
l’amante ad amare di più, ma a volere meno bene.

CAIO VALERIO CATULLO

Published in: on settembre 21, 2014 at 07:23  Comments (2)  

Attutisce settembre

 
Il tempo si colora
come l’aria
di chi ha cresciuto i frutti,
il contadino
posato sulla soglia
s’inonda di gioia leggera,
attutisce settembre
il canto dell’estate,
gli uccelli
hanno cresciuto il nido,
gode verde pacato la campagna
e tiene fiori accesi.
Settembre al mare
l’ultimo tepore
un qualche vento anima le onde
rigetta dalla baia
i tripudi loquaci,
l’acqua che odorava
di abbronzanti
ritrova la salsedine,
la sabbia frastornata dalle cicche
di questa civiltà,
l’insulto di rifiuti
che seppellisce odori
lascito di agosto
attutisce settembre
con qualche pioggia
è l’armonia del sole.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on settembre 21, 2014 at 07:07  Comments (3)  

Disperatamente, donna

 
Anni di sguardi si salutano e sorridono.
L’occasione di un incontro, due parole.
 
Si avvicinano labbra ad un bel viso
forse l’istinto o forse una passione
braccia pronte avvolgono quel bacio.
Dalla guancia alla sua bocca, il corso è
breve, uno splendido sorriso, fermo, declina.
 
Non importa.
I baci scendono sul collo, sulle spalle.
Le mani sul seno raccolto su se stesso
risponde, arse labbra si plasmano d’incanto.
Il capo sul petto come prendere respiro
ascolta due cuori dal ritmo di una corsa.
 
Trovarsi guidato in delicato appiglio, su
petali di rose, di rugiada appena colte.
La ragione in apnea si estingue nel giardino
e due mani confondono neuroni tra i capelli.
 
Improvviso, sospinto:
“Voglio alzarmi…
…ci sai fare tu, ma
fare l’amore per me comincia con un bacio e, io non posso.”
 
Sgomento oggetto dell’esserci e non trovarsi
mentre respiri, disperatamente donna!

Giampietro Calotti C.

Terribile scoprirsi oggetto e non saperlo

Published in: on settembre 21, 2014 at 07:05  Comments (3)  

Il tempo…

Il tempo sfuma anche la verità,
segreti nascosti in immagini sfocate
emergono dall’oblio, non senza
una certa bellezza e un sorriso malizioso
per poi sprofondare in un pozzo nero,
dove pareti scivolose non lasciano
alcuna speranza di risalita,
ma solamente spazio ad assoli
acuti e striduli, in una foresta
dai rami stillanti rugiada.

Patrizia Mezzogori

Published in: on settembre 21, 2014 at 06:58  Comments (3)  

I poeti galleggiano male

Sento forte il desiderio
di abbracciare chi ha paura
e vive con lo strazio
nel mare piatto dello sguardo
I poeti galleggiano male
e stanno spesso sui fondali.

Simone Magli

Published in: on settembre 21, 2014 at 06:53  Comments (4)  

Crisalide

.
Una crisalide stanca
si è poggiata su altro pianeta
in attesa di nuova vita
a lei sconosciuta
Il vapore dell’acqua
l’ha coccolata
in sentieri d’amore
mai conosciuto ed è rinata
E nel limbo
della sua levità
ha provato a volare
solitaria
Ma non c’erano altre stelle
per farle compagnia
in quel pianeta
che non era la luna
.
Gavino Puggioni
Published in: on settembre 20, 2014 at 07:42  Comments (3)  

Peccato mortale

Ho scoperto che,
morire d’amore
è un fatto normale,
è semplice cosa,
che nasce dal niente,
che un cuore un po strano,
ricerca l’oblio,
nel mentre fiorisce
la grande passione.

Rientra sto fatto,
nei misteri dell’uomo,
se l’altra metà
minaccia l’addio,
subentra immediato
il bisogno di morte.

Peccato però che
ciò non avvenga,
se fosse così
quanto spazio vitale
sarebbe li pronto
per me.

Marcello Plavier

Published in: on settembre 20, 2014 at 07:38  Comments (3)  

Profumi floreali

Il tramonto s’inebria
D’intenso profumo
Gelsomini in fiore
Bianche girandole
e
Grappoli di fiori d’acacia
Che fanno a gara
A chi di più olezza
Avvolge
La loro essenza
Quasi a consolazione
Di amari sentimenti
Privi di presenza

Danila Oppio

Published in: on settembre 20, 2014 at 07:35  Comments (2)  

Verso l’inverno

 
Verso l’inverno
la via è lastricata di gobbe
e, guarda, il fango già si fa largo.
 
L’aria ancora non è fredda
ma copro le spalle per cercare
quel tepore che mi fa sentire meglio.
 
Verso l’inverno
ordino e raccolgo i miei anni
per mantenerli più al sicuro.
 
Forse sarà la paura del buio
che prima davvero non conoscevo
ingenuo come sono sempre stato.
 
Verso l’inverno
proteggo il cuore dalle tempeste
e intanto bevo questi ultimi raggi di sole.

Aurelio Zucchi

Published in: on settembre 20, 2014 at 07:32  Comments (2)  
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