Poesia quasi d’amore

Che quasi non mi vedi,
che quasi non mi senti.
Che quasi ti ho baciata e il sapore è un calendario
un chiavistello per le abitudini
un rosario; che non ricordo più le preghiere
neanche i sassi
sotto le scarpe mezze slacciate
nelle mani, di chi meglio di dio ha trovato altro da fare.
Lanciare foglie quasi a colpirne cento
uccelli, un quasi rondine a sera, un quasi amore
per quelle canottiere pulite a sgocciolare
per quelle motorette a freddare
per le madri, svogliatamente nude
che smorzano la luce.
Che quasi vedi bene lo stesso, il prato è bianco.
La polvere sottile nell’occhio della notte,
la lacrima che scappa a pulirlo
e un quasi è bello
sapere le tue braccia che prima o poi verranno.

Massimo Botturi

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4 commentiLascia un commento

  1. ..è un quasi bello…grazie.Tinti

  2. E’ un quasi bello che racchiude tantissimo quello di cui parli nella tua poesia. Un “quasi” che alla mia lettura vive di tante emozioni pronte a scoppiare completamente quando quelle braccia arriveranno
    Molto bella Massimo
    Ciao, Pat

  3. Spledida!
    Graziella

  4. bellissima poesia, Massimo, come sempre, grazie, un caro saluto
    aurelia


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