Gli occhi della sera

Cade il velo dagli occhi
ora che il ramo si fa più rosso
mentre settembre accorda il suo violino
e il cuore scende a patti con la sera
Già ti immagino lontana
mentre affronti senza voltarti
le libere strade del futuro
Io vorrei seguirti
e tenerla ancora con me
la perfezione delle tue mani
Ma è sera ormai
e quelle tue mani di maggio
germogliano fiori di silenzio
Chissà se hai mai conosciuto
testimoni più sinceri
delle mie nude impronte
di queste dita scarne
e queste mie ferite antiche
ancora calde di te
Mi piacerebbe restare
a spiare il tuo volo distante
in cerca del più inatteso dei tuoi sorrisi
Ora che hai dissolto
le ombre del tuo ostile ieri
potrei vederti bagnata di sole
magari felice in braccio all’avventura
e scoprire che tra i capelli
ti è rimasto impigliato
un mio piccolo pensiero
Sarebbe bello
conoscere un giorno
il porto del tuo vagare
fermare il mio sguardo stupito
e all’ombra dell’olmo che sai
vederti mangiare di gusto la vita

Fabio Sangiorgio

Published in: on settembre 3, 2013 at 07:49  Comments (4)  

Un bacio

Vorrei, che, come una stella cadente, scendesse
un bacio dal cielo.
Un bacio, che sa scaldare il cuore gelato
come i ghiacciai eterni.
Un bacio che fa vedere la luce nel fitto della foresta
Un bacio che prosciuga lo stagno delle lacrime,
nel profondo del mio cuore.
Un bacio per sentirmi viva , desiderata.
Un bacio che mi restituisca l’amore dei vent’anni,
caduti nello stagno e non riaffiorano più.
Un bacio per non morire di solitudine.

Gianna Faraon

Published in: on settembre 3, 2013 at 07:42  Comments (4)  

Capodanno

Divertitevi con i mortaretti,
con tutto ciò che fa dimenticare,
con spese folli: tanto non è ora
di pensare al futuro, questa notte.
*
Ubriacatevi con gli ultimi pensieri
di ultime note tristi del passato,
fate follie, ballate a perdifiato
del fine scaramantico perduto.
*
Domani un altro giorno è già passato
da questo Vecchio Anno ripetuto
con fatti ricorrenti sempre uguali.
*
Amori e sogni…
*
Uccisioni tra uomini infinite,
fame nel mondo è sempre meno sazia,
continua ad esser certa l’ingiustizia,
l’egoismo di pochi annienta gli altri,
si spera come a ogni Anno nuova vita.
*
In un mondo suicida…

Paolo Santangelo

Published in: on settembre 3, 2013 at 07:40  Comments (6)  

BOLOGNA MI AVVOLGI

Bologna mi avvolgi di ricordi e possibilità. Nelle tue strade, silenziose d’estate, ricerco la mia vita, mi sento non finita. Due piccioni becchettano nel sole,  un mazzo di carte sparpagliate sulle scale. E’ qua il mio destino,  nel non finito che mi si allarga dentro, e trova spazio nel silenzio di quasi mezzogiorno, senza gente attorno. Il mio destino sento oggi nel divino che ognuno porta in sé. In quel di più che tutti abbiamo. Lo si chiami Dio, o Fantasia, o Arte, o Spirito dell’Universo. In quell’essere diverso (Essere Diverso) oltre i gesti consueti del condurre la materialità della vita. Le ombre già giocano più pacate sui muri e danzano le fronde agli improvvisi soffi di un’aria che porta in braccio un po’ d’autunno. E’ ancora tutto fermo qua, ma più in là, rumori di attività. E’ laboriosa la città. Fra poco tutto ricomincerà. Gli echi dei giochi della sera restano negli oggetti sparsi sui muretti: una bottiglia vuota, una lattina di coca. Ancora giorni da navigare fra il cielo e le mura della città antica, prima che diventi la city di affari e malaffari, la nostra Bologna cambiata, dove non sempre ti puoi fidare, dove non sai se ti puoi fidare, prima devi osservare, non ha più il sorriso aperto di un tempo. Ancora un po’ per vagare stordita, estatica di bellezza, con la leggerezza, per compagnia, di ricordi; che sono di una mamma che qua faceva la sarta, dentro il portone di un palazzo storico di via D’Azeglio. Più avanti, nel tempo, dell’amore, che la sera mi attendeva. Uscivo dall’ufficio e mi affrettavo con la bicicletta, verso piazza Santo Stefano. Lui era là per me ed io correvo ad incontrarlo. Baci, poche parole, stare vicini bastava a dimenticare le ore noiose del lavoro, a volgere in bello il tempo del nostro tempo, a trasformare l’ umore di una giornata. Ed ora nei ragazzi che oziosi si intrattengono davanti le sette chiese, in chiacchiere o abbracciati, seduti sotto i voltoni, ritrovo per un attimo il mio tempo di allora. Fra un po’…. Ancora un po’ nel senza tempo allargato dell’anima, dei tempi che si sommano e ritornano, di questa città che non mi lascia sola, e in cui un po’ sola son sempre stata…. Ancora un po’. Poi saprò, avrò, mi perderò, dentro un circuito di ripetizioni, e incontri, e azioni. Ancora un po’ di sottrazione al presente, e poi saprò se sarò fra coloro che hanno la loro parte assegnata, il ruolo esatto da interpretare, se avrò confini più precisi a definirmi, e nomi e parole con cui altri possan chiamarmi.  O se resterò in disparte, sconfitta, trafitta dai miei sogni.

Alessandra Generali

Published in: on settembre 3, 2013 at 07:24  Comments (5)  

All’amata

.
Meritamente, però’ch’io potei
Abbandonarti, or grido alle frementi
Onde che batton l’alpi, e i pianti miei
Sperdono sordi del Tirreno i venti.
Sperai, poiché mi han tratto uomini e Dei
In lungo esilio fra spergiure genti
Dal’bel paese ove or meni sì rei,
Me sospirando, I tuoi giorni fiorenti,
Sperai che il tempo, e i duri casi, e queste
Rupi ch’io varco anelando, e le eterne
Ov’io qual fiera. dormo atre foreste,
Sarien ristoro al mio cor sanguinente;
Ahi, vóta speme! Amor fra l’ombre inferne
Seguirammi immortale, onnipotente.
.
NICCOLÓ UGO FOSCOLO
Published in: on settembre 3, 2013 at 07:16  Comments (3)  

Non mi resta che piangere

Piangitalia
 
Smarrito osservo
il cuore della mia bella Italia
che lentamente muore.
Paese
che genio e follia di tanti
han  fatto grande
che or solo conserva
megalomania.
Mi sconvolge
la bassezza dei gerarchi
ma ancor  più
lo squallor di un popolo
che dei suoi morti
per un Italia giusta
non ha più  memoria
e nega speme ai figli suoi.
Saria dolce ancor morire
se ciò rendesse alle genti
fierezza, dignità
e ribellione ispirasse.
Ma la ragion mi dice,
che’l mio buon sacrificio
a niente servirebbe;
null’altro allor mi resta
se non  pianger simil squallore.

Alberto Baroni

Published in: on settembre 3, 2013 at 07:05  Comments (5)