Millenovecentoquarantaquattro

Una luna spaventosa già allarga la sua gonna:
fanno del tango lassù, miei cari.
I cedri malandati
si mangiano le foglie per troppa ombra in cuore;
le case si sputazzano luce, l’una all’altra
come alle mani fa l’uomo al campo
il vangatore.
O quello con la lampada in testa, in qualche buco
prima del puzzo che dice morte
prima ancora, d’aver pensato a un metro di terra
per suoi ossi.
Dite ai bambini di ritornare a casa
minestre fredde ancora per cena
acqua e vino.
Le donne si consumano gli occhi sopra i panni
coperte doppie per la nottata
e l’orinale, ch’è sempre da svuotare
per dio! Si faccia presto.

Massimo Botturi

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5 commentiLascia un commento

  1. Che dire! anche quei tempi aveva il suo fascino, molto bella, Rosy

  2. MI ha lasciato un senso di poi che mi mancava da tempo..oggi nell’ieri e nel domani.Grazie caro.Tinti

  3. lo scarto di vocaboli consente di spaccare senza mezzi termini la realtà di quegli anni.
    ciao
    Giuseppe

  4. grazie a tutti, amici cari

  5. Un grande tuffo nel passato descritto con grande maestria in questa poesia molto molto bella
    Ciao, Patrizia


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