L’ultima luna

 
L’ultima luna si scansò irata.
Poi raggiunse le scampate stelle
e mugugnò sui suoi diritti tolti.
Da lì in poi fu soltanto giorno
col sole, odioso quando è troppo sole,
a fare luce su quanto era già chiaro.
Troppo evidenti queste nostre guerre,
fratelli che non sono più fratelli,
moderni amori privi dei sospiri.
Rivoglio belle notti, quelle vere,
che silenziose osano placare,
dove le luci posso anche sentire.
Viene a mancare più di tutto il sogno
quasi imposto da una stella amica
mentre l’ultima luna aspetta muta.

Aurelio Zucchi

Published in: on dicembre 13, 2011 at 07:17  Comments (5)  
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Come acqua

 
Come acqua lascio
ogni giorno un po’ di me
onde trasparenti
a bagnare il cuore
a scalfire il pensiero
eppure non ho alcuna certezza
di continuare a fluire oltre il mio tempo
non ho che un  cappello di sole
da indossare per ripararmi
dalla tormenta di gelo
non ho che un’eco infinito di cielo
 da lasciare in eredità
a chi non si arrende
e continua a cercarsi
nello specchio dell’altro
per riappropriarsi dei propri
valori e diritti calpestati
oltre il vuoto dell’insostenibile
apparenza del vivere.

Roberta Bagnoli

(classificata al 3° posto al Concorso “ Il Saggio” di Eboli, 2011)

Egregi signori…

 
Noi, egregi signori,
ci scapestriamo in atti di perbenismo agguerrito
laddove la consumazione dei pasti  poeticamente romanzati
si svolge in Tavole Rotonde di Circoletti Viziosi
Gareggiare di “reminiscenze” nell’ogni giorno indebolito
di malattia planetaria sprofondiamo nella miseria
d’un saper guardare attraverso un minuscolo buco di serratura
costruendo lungometraggi di pensieristiche considerazioni
battendo col martello di parole cervelli
perché l’intelligenza ha  sapore metallico, scuote scuoiando
emotive sensibilità nella loro inferiorità.
Ancora si assiste a genocidi aberranti
nei silenzi politici d’intese democratiche
mentre nei deserti diversificati dalle loro naturali scenografie
spuntano cadaveri con i loro maleodoranti diritti negati.
Nessun tramonto, nessuna alba fredda o calda
nessun mare o lago o terra di fango di fiori e di cemento
merita l’assistenza di cuori deboli che sprofondano in girotondo astemio.
Egregi Signori
noi sempre gravidi di buoni propositi,
noi sempre protagonisti della nostra storia,
noi sempre portatori di (favolose) intimità,
noi sempre nascosti dietro il voler comprendere,
noi sempre egregiamente ci troviamo
a nascondere sotto la copertura della codardia
poesie romanzi trattati e saggi
in un’enciclopedia mai sfogliata
perché al minimo accenno d’orrore
maltrattiamo la verità nelle sue architettoniche
lingue esauste di umiltà.

Glò

La grandezza dell’amore

“La grandezza dell’amore sta soprattutto nel fatto che in esso tutti i diritti sono sospesi”

ELIAS CANETTI

Published in: on maggio 25, 2011 at 07:08  Comments (3)  
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Da donna a donna


Non basta un giorno
per lavare onta e macchie
di stupro nell’anima
non basta
ma bisogna pur iniziare
a dire o se preferite a urlare:
“Basta  sono solo una persona
ed ho gli stessi diritti che hai tu, uomo,
quindi posso dire no
posso diventare primo ministro
posso farlo e continuare
ad essere moglie, madre, manager,
attrice, operaia, insegnante, pure precaria
senza dover dimostrare a nessuno
che la mia gonna
vale meno dei tuoi pantaloni,
senza dover alzarla o toglierla
per fare carriera.
E se tu un giorno capirai
che a niente serve la tua stupida paura
che a niente servono botte o costrizioni
o super regali in contanti per comprarmi
per “legittimare” la tua sporca supremazia
capirai che la tua spada eretta e violenta
è solo vile e blasfema
serve solo a renderti simile ad una bestia,
che poi se guardi ed usi il cervello
la natura insegna ed apprende
che l’arte d’amare è soprattutto donna
e donna vuol dire:
vita e rispetto.

Roberta Bagnoli

E’ già Natale?


ÊL BÈLE NADÈL?

S’as conta i mîs e i dé chi en vulè
ban l’é Nadèl

s’a vdî tótti äl lûs ch’inbarbájan al vî
Indipandànza, Rizzoli, al Dåu Tårr
e l’âlbar là dnanz al Pudstè
sé, lé Nadèl

se i ûc di fangén i sbarlûsen
lé dnanz al vedrénni ed zuglén
lusént pió dal såul a meżdé,
t’at n’acôrż cl’ è Nadèl.

Mo se t’ guèrd tanti fâz furastîri
ch’i n’an da magnèr
e gnanc ónna cûerta pr’an żlèr
e murîr da par sé com un can
dåpp avair lavurè com un móll
par mandèr ai sô fiû un pèz ed pan
êl Nadèl?

Par chi żuven in vatta ai bastión
a svintlèr i strisón di dirétt
par na scôla pió gióssta, un lavurîr
e pr’avrîr äli urácc a chi sgnûr
chi fän cånt d’an sintîr
Êl  Nadèl?

Par chi ragazû adruvè
in infêren sänza speranza
che invêzi d un balån i an un bazooka
e i n’an gnanc al dirétt a onna cusïanza
êl Nadèl?
E pr i vcétt pensionè che a fén dal mais
an’i avanza al fantèsma d’un bajòc
par cumprèrs un decoder
sé, al srà Nadèl, mo i arän pôc da gôder!

§

Se si contano mesi e giorni ormai volati
ebbene è Natale

se vedete le luci che abbagliano le vie
Indipendenza, Rizzoli, le Due Torri
e l’albero davanti al Podestà
sì, è Natale
se gli occhi dei piccoli luccicano
davanti ai negozi di giochi
brillanti più del sole a mezzogiorno,
ti accorgi che è Natale.
Ma se guardi tanti visi stranieri
che non han da mangiare
senza una coperta per non gelare
e morire da solo come  un cane
dopo aver lavorato come mulo
per mandare ai figli un pezzo di pane
è Natale?
Per quei giovani sui monumenti
a sventolar gli striscioni dei diritti
per ‘na scuola più giusta, un lavoro
e per aprire le orecchie a quei signori
che fingono di non sentire
E’ Natale?
Per quei bimbi abusati
in inferni senza speranza
che al posto di un pallone hanno un bazooka
senza avere diritto a una coscienza
è Natale?
Infine per i vecchi pensionati
costretti a fine mese a rimanere
senza un soldo per comprarsi un decoder
sì, sarà Natale, ma han poco da godere!

Viviana Santandrea

Non è nel cuore

La prima volta che ho fatto l’amore
non è stato un granchè’ divertente
ero teso ero spaventato
era un momento troppo importante
da troppo tempo l’aspettavo
e ora che era arrivato
non era come nelle canzoni
mi avevano imbrogliato…

Ma l’amore
non è nel cuore,
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perchè l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

E dopo un po’ mi sono rilassato
e con l’andar del tempo
ho anche imparato
che non serve esser sempre perfetti
che di te amo anche i difetti
che mi piace svegliarmi
la mattina al tuo fianco
che di fare l’amore con te
non mi stanco
che ci vuole anche del tempo
ma lo scopo è conoscersi dentro.

E  l’amore
non è nel cuore
ma è riconoscersi dall’odore.
E non può esistere l’affetto
senza un minimo di rispetto
e siccome non si può farne senza
devi avere un po’ di pazienza
perche’ l’amore è vivere insieme
l’amore è si volersi bene
ma l’amore è fatto di gioia
ma anche di noia.

Oggi ho litigato con la Elia
Si parlava di diritti e di doveri
Ma se ci penso nella nostra storia
fatti i conti, in fondo, siamo pari.

EUGENIO FINARDI

FIORI D’AMORE

Sull’impulso della cronaca di questi ultimi giorni la nostra cara Roberta ci invita ad una riflessione, che vorremmo condividere con tutti i nostri amici. I diritti elementari alla giustizia, all’uguaglianza, alla parità tra i sessi, lo stesso diritto alla ricerca della verità, tutti questi che per noi sono valori scontati e indiscutibili, non appartengono a tutte le società e a tutti i luoghi della terra. Ci sono paesi, e l’Iran è tra questi, dove ogni verità è un grido inascoltato, e ad ogni diritto negato si contrappone il nostro dovere di denuncia e di indignazione. Un luogo della terra dove la libertà è ancora una vuota parola, e dove le parole sono pietre, e purtroppo non si tratta di una metafora.

Ore incerte e dolenti
cuori ed occhi sospesi
ad implorare
che siano fiori d’amore
a scendere dal cielo
e non pietre d’odio
a straziare la vita
di una giovane donna iraniana
marchiata d’adulterio
e condannata alla morte.
Quando la religione
diventa ossessione
e assurdo fanatismo
la vita perde valore
il sole acceso d’arcobaleno
non ha tempo per sorgere
sono solo mani spente
mani senza cuore
che si ergeranno
giudici crudeli
a scagliare
macigni di morte
resteranno
segni sul selciato
indelebili
semi nocivi
d’odio e intolleranza
conficcati e rivolti
contro gli stessi aguzzini.

Roberta Bagnoli

a Sakineh Mohammadi Ashtiani