L’armadio

nelle scansie degli intenti
falliti
capi stanchi sulle grucce
appesi
ciondoloni o coi risvolti lisi
piangono rosari
e cristi mai risorti

lacrime e bestemmie -misura unica –
mi stringono la vita
e mia madre un nuovo santo
da pregare.

Io non ho santi né padroni
e ho smesso di contare i giorni
osservo le Tineidi sbrindellare stoffe
di cheratina ingorde
e allora faccio scorte di pensieri buoni
chè la fame non abbia
il brontolio di pancia a pezzi.

Beatrice Zanini

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4 commentiLascia un commento

  1. ..io non ho santi nè padroni:eccoti sempre arguta nel dolore ,senza perder colpi a insegnarci la vita.Grazie Bea.Tinti

  2. si può vivere senza santi nè padroni,essere liberi fino alla fine,ed essere esempio di dolore attraversato senza rancore.
    ciao Dolce,ovunque sei…
    maria

  3. Beatrice, ancora una poesia che ferma la lettura e conduce a riflettere sul male che a volte la dura realtà sottopone proprio le persone migliori “lacrime e bestemmie…mi stringono la vita e mia madre un nuovo santo da pregare. Io …ho smesso di contare i giorni…” Giuseppe

  4. quanto dolore…
    io taccio Bambie, non lo perderò mai il tuo abbraccio tu lo sai…


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